Il sindaco Matteo Lepore accoglie i familiari nel 46° anniversario della strage
Quarantasei anni dopo il tragico 27 giugno 1980, Bologna torna a chiedere verità e giustizia per le 81 vittime del DC9 abbattuto nei cieli di Ustica. Nella Sala del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio, il sindaco Matteo Lepore ha incontrato i parenti delle vittime e la presidente dell’Associazione, Daria Bonfietti, per un momento istituzionale che ha ribadito la ferma volontà della città di non rassegnarsi alle zone d’ombra. Durante la cerimonia, il primo cittadino ha letto anche il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definendo la ricostruzione di quella catastrofe “un dovere irrinunciabile” della Repubblica.

“Che cosa è accaduto quella notte? Chi conosce la verità?”, ha esordito Lepore nel suo discorso, sottolineando come Ustica sia una parola che Bologna pronuncia ogni anno con immenso dolore ma con altrettanta fermezza. Il sindaco ha ringraziato i familiari per aver saputo trasformare un dolore privato in una coscienza pubblica ed in una battaglia democratica per tutto il Paese. Nel corso dell’intervento, Lepore ha rivolto anche un pensiero speciale alla famiglia del giornalista Andrea Purgatori, storico difensore della verità sul caso, assicurando la vicinanza della città anche nella ricerca della trasparenza sulla sua recente scomparsa.
La riflessione si è poi spostata sul piano della politica internazionale. Il sindaco ha affermato che è giunto il momento di pretendere risposte chiare dagli Stati esteri, viste le sentenze ed i depistaggi ormai accertati a livello nazionale. Lepore ha inoltre lanciato un appello diretto alla Francia ed al presidente Macron, citando la recente sepoltura dello storico Marc Bloch nel Pantheon di Parigi: “Ci sembra incredibile che non si abbia la forza di dare finalmente lettura di quello che si ha negli archivi, permettendo ai cittadini di conoscere quello che uno Stato sa”.
La risposta di Bologna alla tentazione di una “archiviazione di comodo” della storia è una vigilanza attiva che si traduce in cultura e progetti concreti. Lepore ha infatti confermato l’avvio dei poderosi cantieri per il Polo della Memoria: un investimento da oltre 100 milioni di euro per 11 ettari di parco accanto alla stazione, che lavorerà proprio sull’analisi delle stragi e dei depistaggi della storia italiana. Bologna, insieme alle installazioni di Christian Boltanski nel Museo di via Saliceto ed agli eventi della rassegna Attorno al museo, continuerà a tramandare questa memoria di generazione in generazione. “Restiamo sempre dalla stessa parte – ha concluso il sindaco – finché la verità non sarà interamente associata alla giustizia”.
K.D.L
