Tre giorni di idee, dal 27 al 29 maggio, libri e visioni nel nome del grande intellettuale


Dieci anni dopo la scomparsa di Umberto Eco, Bologna torna a incontrare uno dei suoi maestri più amati e influenti. Lo farà con un grande appuntamento internazionale che trasformerà l’Università di Bologna in un crocevia di studiosi, linguaggi e riflessioni dedicate all’eredità culturale del semiologo, scrittore e intellettuale che ha segnato il pensiero contemporaneo.
L’Ateneo ospiterà “Ereditare Eco. Umberto Eco, l’Università di Bologna e tutti i saperi del mondo”, il primo convegno scientifico internazionale dedicato alla sua opera. Oltre 300 studiose e studiosi provenienti da università e centri di ricerca di tutto il mondo arriveranno a Bologna per confrontarsi su un pensiero che continua ancora oggi a interrogare il presente.
Non una semplice commemorazione, ma un grande laboratorio di idee. Era stato lo stesso Eco a chiedere che si attendessero dieci anni prima di organizzare convegni sulla sua opera: il tempo necessario, secondo la sua visione, per capire cosa merita davvero di restare. Oggi quel pensiero appare più vivo che mai.
Narrativa, semiotica, filosofia, media, traduzione, Medioevo: il programma attraversa i molti mondi esplorati da Eco nel corso della sua vita, restituendo il ritratto di un intellettuale capace di collegare saperi diversi e di trasformare la cultura in uno spazio aperto, curioso, mai chiuso dentro i confini accademici.
Tra gli ospiti attesi figurano personalità di rilievo internazionale come Susan Bassnett, Laurent Binet e Maurizio Ferraris, mentre nelle sessioni del convegno si alterneranno oltre 200 interventi distribuiti in sei grandi aree tematiche.
Ma il dialogo con Eco uscirà anche dalle aule universitarie per coinvolgere la città. Bologna, che con lui ha condiviso una lunga stagione culturale, ospiterà infatti una serie di eventi aperti al pubblico: dalla proiezione del documentario “Umberto Eco, la biblioteca del mondo” al Cinema Modernissimo, fino agli appuntamenti dedicati alla musica, all’editoria e alla traduzione.
Un omaggio che è anche un ritorno alle radici profonde del rapporto tra Eco e Bologna. Qui il professore fondò il DAMS, istituì la cattedra di Semiotica e contribuì a rendere l’Ateneo uno dei luoghi più vitali della riflessione culturale europea.
A distanza di dieci anni, il suo pensiero continua così a parlarci. E Bologna, ancora una volta, si prepara ad ascoltarlo.
Accanto al programma scientifico, dal 26 al 29 maggio si svolgeranno alcuni eventi culturali aperti a tutte/i per coinvolgere la città e restituire il legame profondo tra Eco, Bologna e la sua università.
Martedì 26 maggio, dalle 9:30 alle 12:30, al Cinema Modernissimo (Piazza Re Enzo 3, Bologna), sarà proiettato il documentario di Davide Ferrario “Umberto Eco, la biblioteca del mondo” con al centro la biblioteca privata di Umberto Eco, un ricordo dell’uomo, bibliofilo, semiologo e letterato, partendo dalla sua immensa biblioteca privata con più di 30.000 volumi di titoli contemporanei e 1.500 libri rari e antichi. Appuntamento organizzato in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il patrocinio del Comune di Bologna.
Mercoledì 27 maggio, dalle 19 alle 20:30, al Teatro DAMSLab (Piazzetta P. P. Pasolini 5b, Bologna), è in programma l’evento musicale “Ecolalie. Umberto Eco, il suono, la musica”, a cura di Emiliano Battistini, Andrea Valle, Francesco Giomi con l’intervento di Maurizio Bettini. L’evento è organizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica di Bologna e con il sostegno del progetto PNRR IRACF – INTERNATIONAL ROUTES: ARTS CREATING FUTURE.
Giovedì 28 maggio, dalle 18 alle 19:30, presso la Sala Borsa – Auditorium Enzo Biagi (Piazza Del Nettuno 3, Bologna), ci sarà la tavola rotonda organizzata con il patrocinio del Comune di Bologna “Il libro… la passione predominante. Umberto Eco, i libri, l’editoria“, partendo dall’affermazione dello studioso “Non sperate di liberarvi dei libri “. Parteciperanno: Mario Andreose, Nave di Teseo – Milano, Giulio Blasi (Horizon/MLOL, Bologna), James M. Bradburne (CIRCI, Reggio Emilia), Beppe Cottafavi (Editor, Modena), Elisabetta Sgarbi (Nave di Teseo – Milano).
Per l’ultimo appuntamento in calendario, venerdì 29 maggio, dalle 18:30 alle 19:30, presso la Fondazione Zeri (P.zza Giorgio Morandi 2, Bologna), appuntamento con i traduttori di Eco e non solo: “Tradurre e non tradire? Il piacere della parola tra una lingua e l’altra“.
Relatori: Elena Kostioukovitch (Milano), Helena Lozano Miralles (Dipartimento di Studi Umanistici – Università di Trieste), Siri Neergard (Department of Languages and Literature Studies – University of South-Eastern Norway), Tadahiko Wada (Tokyo University of Foreign Studies).
I.E.
