Fino al 27 settembre la mostra che racconta duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta
Si sviluppa in venticinque sottosezioni – il Museo Nazionale Romano con otto sezioni, il Parco archeologico del Colosseo con otto e il VIVE con nove– dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia.
Le monete coniate in città diventano un osservatorio sulle sue trasformazioni politiche, religiose, artistiche e sociali

Da Studio essecisas
Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli introduce “Roma in moneta è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre duemila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell’identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L’iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura, tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale”.
La mostra utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma e le mette in dialogo con opere d’arte antica, dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale. Tre le sezioni cronologiche che caratterizzano il discorso: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE.
Riportiamo alcune osservazioni sulla mostra:
Alfonsina Russo capo Dipartimento valorizzazione del Patrimonio culturale dichiara: “Questa è la nostra sfida per il futuro, è la sfida del nostro ministero e del dipartimento , cioè quella di creare una rete tra realtà museali, (ndr. i tre grandi musei collaborano per la prima volta) sia statali ma anche realtà diverse, civiche, private”.
Federica Rinaldi Direttrice del Museo Nazionale Romano dichiara: “Questo complesso e articolato progetto espositivo prende avvio dal Medagliere custodito a Palazzo Massimo e dalla sede delle Terme di Diocleziano dove viene approfondito il periodo compreso tra la costruzione dell’identità repubblicana e l’autorappresentazione imperiale; attraverso il dialogo tra monete e testimonianze archeologiche, viene restituito oltre un millennio della storia di Roma”.

Statua papa Bonifacio VIII
Si segnala eccezionalmente in prestito per tutto il periodo della mostra , dal Museo Civico Medievale di Bologna, la monumentale statua di papa Bonifacio VIII
Un pezzo importante della collezione del museo bolognese entra in dialogo con opere rare dei musei statali.
Tra le 25 sezioni, 24 raccontano una Roma passata, l’ultima la Roma dell’oggi.
La mostra è visitabile fino al 27 settembre
I.E.
