I musei della città nella piattaforma di condivisione dell’arte e della conoscenza
Dal 24 novembre 2024 il Settore Musei Civici Bologna entra ufficialmente nella piattaforma Arts & Culture, uno dei più importanti progetti digitali internazionali dedicati alla valorizzazione e alla diffusione del patrimonio culturale. L’adesione consente ai musei civici bolognesi di rendere accessibili online collezioni, storie e contenuti culturali a un pubblico globale. L’iniziativa è un modo per ampliare le modalità di fruizione dell’arte e della conoscenza oltre i confini fisici delle sedi museali.
La presentazione ufficiale del progetto è avvenuta martedì 26 novembre 2024 nella Sala stampa “Luca Savonuzzi” di Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore, sede istituzionale del Comune di Bologna. Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati obiettivi, contenuti e prospettive del progetto, che si inserisce in una più ampia strategia di innovazione digitale e accessibilità culturale.
All’incontro hanno partecipato Massimo Bugani, assessore all’Innovazione Digitale del Comune di Bologna, Osvaldo Panaro, direttore del Dipartimento Cultura, Sport e Promozione della Città, Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna e Melissa La Maida, referente dell’Ufficio Comunicazione e Promozione.
Massimo Bugani, assessore all’Innovazione Digitale del Comune di Bologna, sottolinea: “L’arte
non smetterà mai di emozionare e le persone non smetteranno mai di emozionarsi, semplice-
mente stiamo creando nuove possibilità per poter ammirare le opere degli artisti”.
Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna, spiega: “Per la prima volta i
Musei Civici di Bologna approdano su una piattaforma internazionale, con un progetto che uni –
sce innovazione, partecipazione e tecnologie digitali, e che valorizza il Settore come «polo mu-
seale» ed il processo di creazione del sistema museale cittadino e metropolitano”.
Tra i 127 oggetti selezionati dai Musei Civici per la piattaforma Google Arts & Culture si segna-
lano:
- i ritratti di figure femminili e le opere di pittrici e scultrici conservati nei Musei Civici d’Arte
Antica, come l’effigie della nobildonna Bianca Cappello, amata dal granduca di Toscana e
osteggiata per la “colpa” di essere una straniera, o il gioiello della famiglia Grassi di Properzia
de’ Rossi; - i balsamari in vetro per contenere essenze profumate dalle collezioni greca ed etrusca con-
servati al Museo Archeologico, testimonianze dell’attenzione per la cura del corpo da parte de –
gli antichi; - i manufatti in seta del Museo del Risorgimento, come lo scialle con decorazioni tricolore della
bandiera italiana; - gli strumenti scientifici di Giovanni Aldini, testimonianza della cultura tecnica che ha carat-
terizzato lo sviluppo industriale della città; gli oggetti originali di Giorgio Morandi conservati nella sua casa-studio museo, che celebrano l’artista nel 60° anno dalla sua morte; - i ritratti di musicisti, cantanti, e compositori della preziosa quadreria raccolta da Padre Mar-
tini al Museo internazionale e biblioteca della musica; - il grandioso monumento funerario dedicato a Camillo Ronzani, fondatore del celebre birrifi-
cio un tempo collocato in via delle Lame, situato presso il Cimitero della Certosa.
L’ingresso dei Musei Civici di Bologna in Google Arts & Culture rappresenta quindi un passaggio significativo nel processo di digitalizzazione del patrimonio cittadino. I percorsi tematici e gli approfondimenti multimediali saranno tenuti attraverso immagini ad alta definizione, che potranno essere esplorate da studiosi, appassionati e visitatori di tutto il mondo. In questa modalità sarà favorita una fruizione più inclusiva e contemporanea dell’eredità artistica e storica bolognese.
Un’iniziativa utile per rafforzare il dialogo tra istituzioni culturali e nuove tecnologie, confermando il ruolo di Bologna come città attenta all’innovazione e alla valorizzazione del proprio patrimonio nel panorama culturale internazionale.
K.D.L.
