Al Palazzo delle Nazioni Unite una mostra per i 75 anni della Dichiarazione
Dal 4 dicembre 2023 al 15 agosto 2024 il Palazzo delle Nazioni Unite ospita “Arte italiana e Diritti Umani”, esposizione promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con l’Associazione Genesi. La rassegna è dedicata alle celebrazioni per il 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
La mostra, curata da Ilaria Bernardi, è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e si inserisce nel programma ufficiale dell’ONU dedicato alla ricorrenza. L’obiettivo è raccontare l’evoluzione dei diritti fondamentali e le loro trasformazioni nel tempo attraverso l’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi.

Il percorso espositivo riunisce 16 artisti italiani di diverse generazioni con opere che dialogano con i principi sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948. Ogni artista è associato a un tema specifico in una narrazione per “capitoli” che affronta diritti come libertà di espressione, lavoro dignitoso, salute, ambiente, memoria e multiculturalità.
Al centro della sala principale sono collocate tre opere simboliche di grandi maestri dell’arte contemporanea: la Venere degli stracci (1967) di Michelangelo Pistoletto,tre esemplari dell’Enciclopedia Treccani (1970) di Emilio Ingrò e Atleti di Ercolano (1985) di Mimmo Jodice.
Attorno a questo nucleo centrale si sviluppano le sezioni dedicate agli artisti contemporanei: lavori di Marinella Senatore, che riflettono sul diritto al lavoro dignitoso e quelli di Danilo Correale, legati alla libertà di espressione. Il tema della salute è affrontato da Irene Dionisio e Rossella Biscotti, mentre il diritto a un ambiente sostenibile è al centro delle opere di Stefano Arienti ed Elena Mazzi.
La mostra riserva inoltre uno spazio alla condizione femminile, alla memoria ed alle identità culturali, con lavori di Silvia Giambrone, Monica Bonvicini e Francis Offman.
Il progetto si chiude con una riflessione sulla multiculturalità attraverso le opere di giovani artisti come Victor Fotso Nyie e Binta Diaw.
Secondo gli organizzatori, l’iniziativa rappresenta un esempio di diplomazia culturale, capace di utilizzare l’arte come linguaggio universale per riaffermare i valori fondamentali dei diritti umani e coinvolgere le nuove generazioni in una riflessione condivisa sul futuro.
K.D.L
