Più di cento dipinti dell’Ottocento europeo, presentati secondo le ore del giorno (3 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027)
Un viaggio nel ‘tempo dipinto’, dall’alba alla notte nell’Ottocento, a Villa Pallavicini. L’esposizione è il ‘giorno secondo la successione delle ore di una giornata‘ Si comincia dal risveglio, con la natura ancora sospesa e le prime luci di casa nei dipinti di Antonio Fontanesi, Luigi Bertelli e Augusto Majani, quindi la colazione borghese di Antonio Mancini e Alessandro Scorzoni. La mattina che esplode: le lavandaie e i contadini di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo, un mondo ancora legato alla terra, mentre la città moderna compare nella Londra fumosa di Giovanni Boldini. Il mezzogiorno abbaglia con la luce accecante della baia di Douarnenez di Renoir.
Seguono il pomeriggio, il tramonto, la sera con le Ninfee notturne di Monet. Infine la notte, tra le visioni lunari e le denunce sociali di Natale Attanasio.

Dietro il percorso espositivo la mano di Francesca Sinigaglia, storica dell’arte e direttrice del Museo Ottocento di Bologna, specializzata nell’arte bolognese tra Otto e Novecento. Nella mostra dialogano pittori famosi con altri spesso sconosciuti.
Produce la mostra Vertigo Syndrome. La società si presenta: “La vertigine che ti vogliamo far provare è quella della scoperta, nelle nostre mostre ti invitiamo ad agire, toccare, ascoltare, partecipare”. Una promessa di vertigine e di novità per chi vuole vedere in maniera emozionante le mostre d’arte.
E la cornice è nello splendido Palazzo Pallavicini, Via San Felice 24, qui il giovane musicista salisburghese Wolfang Amadeus Mozart nel 1770 a 14 anni ebbe l’opportunità di incontrare i luminari della musica, tra questi Padre Giovanni Battista Martini. La Villa, centro di incontri culturali e musicali, da tempo è diventata una piacevole riscoperta come luogo di esposizione di mostre di pittura.
I.E.
