Bologna : i sovraindebitati al Question Time

QuestionTime, chiarimenti sull’attività dello sportello per i cittadini sovraindebitati

L’assessore Marco Lombardo ha risposto questa mattina in sede di Question Time alle domande d’attualità della consigliera Isabella Angiuli e del consigliere Raffaele Persiano (Partito Democratico) sull’attività dello sportello per i cittadini sovraindebitati.

Domanda della consigliera Angiuli
“Il 25 settembre scorso, Comune e Città Metropolitana di Bologna hanno lanciato un’importante iniziativa dedicata alle persone sovraindebitate, uno sportello cui le persone che versano in questo particolare tipo di disagio possono rivolgersi per ottenere un aiuto; si chiede alla Giunta, visto che il Comune di Bologna ha voluto fortemente questa iniziativa, ad un mese e mezzo dal suo lancio, una valutazione politica sugli esiti di questo primo periodo di apertura dello sportello, la tipologia di concittadini che si è rivolta allo sportello e soprattutto il tipo di aiuto che concretamente la nostra Amministrazione può offrire”.

Domanda del consigliere Persiano
“Letti gli articoli di stampa in merito al lavoro dell’ufficio pubblico che aiuta I cittadini colpiti dal sovraindebitamento a gestire le situazioni, chiedo al Sindaco e alla Giunta una valutazione politica sull’attività dellosportello della Città Metropolitana a supporto dei cittadini sovraindebitati a quasi due mesi dalla sua inaugurazione il 25 settembre”.

l’Assessore Marco Lombardo

Risposta dell’assessore Lombardo
“Grazie Presidente, ringrazio i consiglieri Angiuli e Persiano per avermi posto questa domanda rispetto all’azione  amministrativa che, congiuntamente come Comune e  Città metropolitana, abbiamo avviato per chiedere una provvisoria valutazione, a poco meno di due mesi dall’apertura per capire in che modo si inserisce in un percorso di tutela dei soggetti con difficoltà rispetto alla fuoriuscita dalla crisi. Io credo che intanto questo strumento rientri perfettamente in una visione che questa città vuole portare avanti e cioè di un sistema della competitività territoriale che sia fortemente orientato alla crescita ma che si preoccupi di non lasciare indietro nessuno, soprattutto le persone che hanno più difficoltà rispetto al reinserimento lavorativo o il riavvio di attività che sono state colpite profondamente durante la crisi.

 Intanto avete fatto bene, consiglieri, a sottolineare il ruolo della Città Metropolitana, perché è nella Città Metropolitana che si trova questo sportello e la prima valutazione che io ne faccio è una valutazione assolutamente positiva, perché il fatto che una persona al giorno si sia presentata allo sportello, significa intercettare un bisogno reale delle persone. Come voi sapete, esistevano due organismi di composizione della crisi, uno dell’Ordine degli avvocati, uno dell’Ordine dei commercialisti; non era opportuno, dal nostro punto di vista, costituirne un terzo ma semmai costruire una rete ed una regia affinché questi servizi potessero andare in maniera più mirata alle persone che ne hanno bisogno. Perché per quanto riguarda il sovraindebitamento,il primo tema è quello dell’ausilio e del sussidio psicologico, dell’ascoltare queste persone, ed il fatto che ci sia uno sportello pubblico che svolge un’attività di filtro rispetto a queste domande, da un lato consente di abbattere i costi, perché questo è un servizio che svolgono il Comune e la Città Metropolitana in maniera gratuita, in modo da abbattere una parte di costi dell’accesso a questo servizio, dall’altro ci dà la possibilità di avere una rete di protezione pubblica per cui poi queste persone, una volta che sono stati fatti i controlli e le condizioni affinché sia rispettata la normativa, possano essere inviati ai due Ordini. Tra l’altro segnalo che, rispetto a quando è nato lo sportello, è stato firmato anche un Protocollo d’intesa con l’Ordine degli avvocati, quindi adesso oltre a quello dei Commercialisti, c’è anche l’ordine degli Avvocati che ci aiuta in questo tipo di lavoro. Anche laddove noi troviamo delle persone che non hanno i requisiti previsti dalla legge, noi non li abbandoniamo, nel senso che a quel punto li indirizziamo, per esempio, agli sportelli dei servizi sociali che possono affiancare e possono offrire diversi percorsi di accompagnamento, quindi c’è proprio una rete di protezione pubblica.

Direi che al momento i numeri parlano di una cinquantina di soggetti che si sono rivolti allo sportello, sono ancora troppo esigui per dare una profilatura dei soggetti, questo lo possiamo fare, a mio avviso, quando alla fine del primo semestre avremo un numero corposo per cercare di capire se c’è una profilatura, però è previdente che molto spesso gli eventi traumatici sono ricorrenti: la perdita del lavoro, una malattia che poi determina la perdita del lavoro, una situazione di separazione familiare, come prima veniva citato,  alcuni casi di dipendenza, ludopatie o altre forme di dipendenza.

E’ interessante anche vedere che ci sono altre città italiane interessate al nostro modello, infatti mi sono arrivate diverse richieste e so che stanno avviando percorsi proprio per aprire sportelli simili,  credo che questo ci possa aiutare, sia a creare un’uniformità dal punto di vista amministrativo tra le città, sia a coinvolgere altri soggetti, penso alle associazioni di categoria che vogliamo coinvolgere all’interno del progetto, penso ad altri enti che si sono occupati del tema del sovraindebitamento, penso anche ad alcuni soggetti istituzionali che si occupano del suo sovraindebitamento da un lato ancora più grave come quello del racket dell’usura, quindi penso allaPrefettura e la consigliera Di Girolamo lo sa perché abbiamo partecipato ad un incontro in cui abbiamo cercato di capire anche in che modo questi temi si intrecciano. E’ evidente d’altro canto che questo tema deve coinvolgere anche i magistrati, perché poi diano una applicazione effettiva, attraverso il decreto di omologa, rispetto ai piani di ristrutturazione del debito che fanno gli esperti all’interno degli ordini dei commercialisti e degli avvocati. Credo anche che sia opportuno affiancare ad uno strumento che riguarda la fase patologica, quando ormai un sovraindebitamento si è già verificato, una fase di prevenzione che coinvolga chi si occupa di educazione finanziaria quindi l’università ed i centri di ricerca, perché non è possibile che nel 2018 in Italia ancora oggi se noi vogliamo acquistare una macchina compriamo tutto una serie di riviste per capire in che modo devono essere gli optional, in che modo le gomme, in che modo le motorizzazioni e poi invece quando acquisiamo lo stesso debito nei confronti per esempio di un mutuo, piuttosto che di un fido bancario o di altri strumenti siamo completamente a digiuno di conoscenze, quindi c’è un’asimmetria informativa importante tra l’utente finale, il consumatore finale ed il sistema di erogazione del credito. E’ evidente dall’altra parte che ci debba essere anche un approfondimento rispetto al tema diciamo più propriamente dei tributi per il quale servirà una discussione con i colleghi della Giunta, per cercare di capire in che modo venire incontro a queste situazioni ed evitare di essere noi stessi la causa di sovraindebitamento.

Quindi sono d’accordo sull’idea che serva un ragionamento complessivo da questo punto di vista e serva un ragionamento che però a mio avviso è ancorato alla visione che vogliamo portare avanti: non possiamo semplicemente concentrarci sul tema della competitività territoriale, su chi ce la fa, su chi cresce, su chi assume nuovi posti di lavoro, ma dobbiamo avere un messaggio di attenzione e di cura, attraverso una rete che coinvolga tutti i soggetti pubblici e privati rispetto a chi ne ha bisogno, a chi non ce la fa, che troppo spesso rischia di essere invisibile rispetto ai nostri territori”.

MDG



Lascia un commento