Bologna: cultura motore dell’economia

Mercoledì 24 marzo 2024, nelle sale di Palazzo d’Accursio a Bologna è stato presentato il rapporto “Io Sono Cultura 2024. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, lo studio annuale promosso da Fondazione Symbola che analizza il peso delle industrie culturali e creative nell’economia nazionale.

Io Sono Cultura 2024, Symbola

All’incontro hanno preso parte il sindaco Matteo Lepore, il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci, la delegata comunale alle industrie culturali e creative Rosa Grimaldi, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e la moderatrice e direttrice del Settore Cultura e Creatività Giorgia Boldrini.

Il rapporto restituisce un quadro in crescita: nel 2023 il sistema produttivo culturale e creativo italiano ha generato 104,3 miliardi di euro di valore aggiunto (+5,5% rispetto all’anno precedente) e occupato oltre 1,5 milioni di persone (+3,2%). Numeri che, considerando l’indotto, arrivano a produrre complessivamente quasi 297 miliardi di euro, confermando la cultura come uno dei principali motori economici del Paese.

Un comparto che coinvolge quasi 284mila imprese e oltre 33mila organizzazioni non profit, e che continua a dimostrarsi strategico non solo per la produzione di ricchezza e occupazione, ma anche come leva di innovazione per altri settori, dal turismo alla manifattura legata al made in Italy.

«La forza della nostra economia deve molto alla cultura e alla bellezza», ha sottolineato Realacci, evidenziando il ruolo del settore anche nella transizione ecologica e industriale. Sulla stessa linea Lepore, che ha ribadito come «cultura e creatività rappresentino una leva fondamentale per lo sviluppo economico e sociale della città».

A livello regionale, l’Emilia-Romagna si conferma tra i territori più dinamici: il settore culturale produce 8,2 miliardi di euro, pari al 5% dell’economia regionale e impiega circa 125mila addetti. In questo contesto Bologna si colloca tra le prime province italiane, con oltre 2,7 miliardi di valore aggiunto e più di 37mila occupati.

Valore aggiunto prodotto dalle attività Core cultura nel 2023, in percentuale, Fondazione Symbola

Tra i comparti più performanti emerge quello dei software e videogiochi, che si conferma il principale generatore di ricchezza con 16,7 miliardi di euro, seguito da editoria e stampa e dal settore architettura e design. Anche l’occupazione legata alla valorizzazione patrimonio storico e artistico ha presentato una crescita, segnale di una ripresa del comparto dopo gli anni della pandemia.

Il rapporto evidenzia inoltre le trasformazioni in atto: dalla crescente integrazione tra cultura e digitale, con un ruolo centrale dei social network, fino alle prime sperimentazioni dell’intelligenza artificiale nei processi creativi. Cambiamenti che stanno ridefinendo modalità di produzione e fruizione culturale, abbassando l’età media dei pubblici e aprendo nuove prospettive di sviluppo.

In questo scenario, la cultura si conferma non solo elemento identitario, ma anche infrastruttura economica e sociale capace di sostenere la crescita del Paese e affrontare le sfide del futuro.

K.D.L

Lascia un commento