Mostra e iniziative per il centenario dell’artista emiliano
Domenica 10 settembre 2023 a Bologna si sono accesi i riflettori su Pier Achille Cuniberti, protagonista di un omaggio diffuso nel centenario della sua nascita. L’iniziativa (intitolata Cosa c’è in Comune tra Pirro e questa finestra? Per i 100 anni appena nati di Pirro Cuniberti) è stata presentata nella conferenza stampa dello scorso 8 settembre nella suggestiva Sala Farnese di Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore 6, anticipando un calendario di eventi pensati per riscoprire la figura di uno degli artisti più originali del Novecento italiano.

Cuniberti, poliedrico e difficilmente classificabile, ha attraversato grafica, pittura e illustrazione costruendo un universo poetico personale, libero da vincoli mimetici. Come scriveva il critico Fabrizio D’Amico, l’artista «dipinge lontano, in assenza delle cose; accarezza appena i loro sogni», restituendo un’immagine efficace della sua ricerca sospesa tra visione e segno.
Cuniberti, nato nel 1923 a Padulle di Sala Bolognese, si è formato proprio a Bologna, prima alla Regia Scuola per le Industrie artistiche e poi all’Accademia di Belle Arti, dove ha incontrato maestri come Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli. Il suo stile, spesso definito “dei segni”, risente dell’influenza di Paul Klee, combinando rigore geometrico e libertà immaginativa.
Nonostante le collaborazioni e le esperienze a Milano e Roma, Cuniberti è rimasto profondamente legato a Bologna, città che non ha mai voluto lasciare. Qui ha contribuito in modo significativo alla memoria visiva collettiva: dal “Vecchione” di Capodanno al manifesto per la Biblioteca Salaborsa, fino al logotipo per “Bologna 2000 Capitale europea della Cultura” e al proclama per l’anniversario della strage alla stazione, con i suoi simbolici fiori in volo.

Durante le celebrazioni, promosse dal Comune di Bologna insieme al Settore Musei Civici e all’Archivio dedicato all’artista, è stata inaugurata una finestra a lui dedicata nella Sala Farnese: un gesto simbolico e poetico, ispirato – come ha raccontato la figlia Barbara – all’idea del segno come elemento vitale, «indispensabile come l’aria».
L’intervento, nato anche con il contributo di Alessandro Bergonzoni e del nipote Leon Sal, ha trasformato una semplice finestra in un punto di osservazione privilegiato su Piazza Maggiore, invitando i visitatori a “leggere” la città attraverso lo sguardo dell’artista.
A distanza di anni, l’opera e la figura di Cuniberti continuano così a dialogare con Bologna, riaffermando il valore di un artista che ha fatto della discrezione la propria cifra e della fantasia un linguaggio universale.
K.D.L
