Una mostra collettiva di pittura dialoga con la scultura della Certosa di Bologna
Dal 28 settembre al 17 novembre 2024 il Museo civico del Risorgimento ospita la mostra collettiva di pittura Lacrime di Pietra, promossa dall’Associazione Culturale Felsina Pittrice nell’ambito della rassegna Certosa di Bologna. Calendario estivo. Il progetto si inserisce nel programma culturale dedicato alla valorizzazione del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, a cura del Settore Musei Civici Bologna con il contributo di Bologna Servizi Cimiteriali.
L’inaugurazione si è svolta venerdì 27 settembre 2024 presso la sala mostre del museo in piazza Giosue Carducci, aprendo al pubblico un percorso pittorico nato dall’osservazione diretta delle sculture monumentali della Certosa, luogo simbolo della memoria cittadina e patrimonio UNESCO.
Il progetto espositivo, ideato e curato dalla pittrice bolognese Erica Calardo con il coinvolgimento di trenta allievi, propone una riflessione visiva sull’arte come forma di consolazione, elegia e catarsi. Ogni artista si confronta con un’opera scultorea del cimitero monumentale, instaurando un dialogo ideale con l’autore e con la storia del monumento, per restituirne una sintesi pittorica personale nel rispetto dell’originale.

l Monumento Montanari di Attilio Muggia e Diego Sarti
Bologna, Cimitero Monumentale della Certosa
Le trentacinque opere in mostra sono realizzate a olio su tela in grisaille calda, una tecnica antica basata su forti contrasti chiaroscurali. Luci e ombre costruiscono un effetto di tridimensionalità che fa emergere le figure dal buio, evocando i grandi temi della memoria, dell’oblio, della vita e della morte. Il linguaggio pittorico, di sapore ottocentesco, risulta coerente con le atmosfere della Certosa e con la tradizione figurativa bolognese.
Il percorso espositivo valorizza lo studio dal vero e l’apprendimento delle tecniche di ascendenza accademica, riaffermando il legame tra pratica artistica contemporanea e patrimonio storico. Il direttore del Museo civico del Risorgimento, Otello Sangiorgi, sottolinea come la mostra evidenzia una modalità di riappropriazione culturale e affettiva del cimitero monumentale da parte dei cittadini, elemento centrale nei processi di tutela e valorizzazione del patrimonio.
Nel corso della mostra sono previste visite guidate aperte al pubblico, mentre nel mese di ottobre l’esposizione diventa anche spazio di formazione e condivisione grazie alla collaborazione con l’Azienda USL di Bologna e il progetto M.I.A. Musei Innovativi Aperti. L’esperienza artistica viene proposta attraverso incontri e laboratori come strumento di partecipazione, benessere e crescita personale, all’interno del percorso di Recovery college dedicato alla salute mentale come bene comune.
Lacrime di Pietra si configura così come un progetto culturale articolato, capace di intrecciare memoria, pittura contemporanea, inclusione sociale e valorizzazione di uno dei luoghi più emblematici della città.
K.D.L
