Nelle terre dei Rasna al Museo Civico Archeologico

Il 2 e il 3 ottobre 2024 prende il via Nelle terre dei Rasna, un progetto di restauro e valorizzazione di un raro sgabello in avorio della fine del VI secolo a.C., conservato nelle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna. L’iniziativa è promossa dal museo in collaborazione con il Rotary Club Bologna Est per celebrare il 60° anniversario del Club. Il progetto consente ai visitatori di assistere alle delicate operazioni di smontaggio e documentazione e di dialogare con le restauratrici.

Il manufatto, un raro esempio di sedile di rappresentanza, è costruito con zanne di elefante ed è dotato di tre piedini originali in bronzo. Lo sgabello, già restaurato nel 1984, mostra oggi segni di degrado che richiedono interventi conservativi avanzati e un supporto più idoneo. La conclusione dei lavori è prevista per la primavera 2025.

Sgabello in avorio etrusco

Il progetto Nelle terre dei Rasna, curato dalle archeologhe Federica Guidi e Marinella Marchesi, prosegue con la creazione di una postazione multimediale interattiva in lingua italiana e inglese. Questo strumento permette ai visitatori di esplorare virtualmente la tomba etrusca da cui proviene il reperto. Grazie a una ricostruzione 3D dei corredi funerari, il pubblico comprende la disposizione originale degli oggetti e approfondisce la storia della Bologna etrusca. La postazione include anche un video che documenta tutte le fasi del restauro, illustrando la complessità delle operazioni e l’attenzione alla conservazione del patrimonio.

Il Museo Civico Archeologico, uno dei principali istituti italiani per lo studio della civiltà dei Rasna, custodisce oltre 230 tombe etrusche rinvenute tra XIX e XX secolo a Bologna, allora nota come l’antica Felsina. Lo sgabello in avorio, rinvenuto nel 1887 nella necropoli dei Giardini Margherita, rappresenta un reperto di eccezionale rilevanza sia per l’area bolognese sia per tutta l’Etruria.

Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna, definisce il progetto «un esempio virtuoso di collaborazione culturale tra pubblico e club service». Paola Giovetti, direttrice del museo, sottolinea l’importanza di rendere accessibile al pubblico uno dei reperti più significativi della città, ringraziando il Rotary Bologna Est per il sostegno alla valorizzazione. Silvia Stefanelli, presidente del Rotary Club, spiega che l’iniziativa vuole trasmettere conoscenza e senso di responsabilità alle future generazioni verso un patrimonio culturale condiviso.

K.D.L

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