Mnemosine al Davia Bargellini

Il 24 gennaio 2024 il Museo Davia Bargellini di Bologna ha aperto al pubblico la mostra Mnemosine, personale dell’artista Pegah Pasyar, curata da Marco Baldassari e inserita nel programma di ART CITY Bologna 2024 in occasione di Arte Fiera.

Mnemosine, opera di Pegah Pasyar

Il progetto riunisce nove sculture inedite – sei realizzate in terracotta e tecnica mista e tre in metallo – tutte accomunate dal titolo Mnemosine. Al centro della ricerca c’è il tema della memoria, intesa come spazio interiore in cui emozioni opposte, come gioia e inquietudine, convivono e si sovrappongono.

Le opere nascono da un immaginario legato all’infanzia: piccoli giocattoli vengono inglobati in strutture geometriche che li trasformano e li reinterpretano. Queste forme sembrano custodire i ricordi, quasi fossero contenitori mentali, mentre materiali come il ferro ossidato suggeriscono il passare del tempo e l’azione dell’esperienza sulle cose.

Ogni scultura si distingue per forme e colori diversi, a evocare percorsi personali e vissuti differenti. Eppure, alla base resta un elemento comune: il giocattolo, simbolo universale capace di unire culture e generazioni, diventa il punto di partenza di una riflessione più ampia sull’identità e sulla memoria collettiva.

Il dialogo con le collezioni del museo – tra marionette, ceramiche e opere che spaziano dal Rinascimento al Barocco – arricchisce ulteriormente il percorso espositivo, creando un legame tra passato e presente, tra storia individuale e patrimonio culturale.

La ricerca di Pasyar riflette anche il suo percorso personale: l’artista, nata a Esfahan, in Iran, unisce nella sua pratica elementi della tradizione orientale, come la miniatura persiana e l’attenzione per il dettaglio, con un linguaggio contemporaneo sviluppato in Occidente. Il ricorso al riuso e al recupero dei materiali rafforza inoltre l’idea di un tempo sospeso, che si costruisce attraverso stratificazioni e trasformazioni.

La mostra, visitabile fino all’11 febbraio 2024, è accompagnata da una pubblicazione dedicata che raccoglie le immagini delle opere insieme ai contributi critici dei curatori.

K.D.L

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