Oltre 500 opere raccontano la pittura bolognese tra Napoleone e la Grande Guerra
Il 19 marzo 2024 è stata inaugurata al Museo Civico del Risorgimento di Bologna, la grande rassegna diffusa La pittura a Bologna nel lungo Ottocento | 1796–1915, progetto espositivo che si svolge dal 21 marzo al 30 giugno 2024 in tutto il territorio metropolitano. L’iniziativa, ideata e coordinata dal Settore Musei Civici, propone un ampio viaggio nella produzione artistica cittadina tra l’età napoleonica e l’inizio del Novecento.
La rassegna, curata da Roberto Martorelli e Isabella Stancari, si distingue per dimensioni e ambizione: oltre 500 opere, di cui circa un centinaio mai esposte prima, firmate da 80 artisti appartenenti a generazioni diverse. Un percorso articolato che si sviluppa in 18 sedi tra musei, gallerie, fondazioni e luoghi storici distribuiti tra Bologna, Crespellano e San Giovanni in Persiceto.

L’esposizione offre uno sguardo complessivo sulla pittura bolognese dell’Ottocento, attraversando stili e linguaggi che vanno dal Neoclassicismo al Romanticismo, fino al Realismo, al Simbolismo e al Divisionismo. Un periodo di grande trasformazione per la città, segnato da profondi cambiamenti politici e sociali dopo la fine del dominio pontificio e l’ingresso nel Regno d’Italia.
Alla base del progetto c’è anche un importante lavoro di ricerca, sviluppato a partire dalla collezione fotografica raccolta nell’Ottocento da Raffaele Belluzzi, primo direttore del museo, che documenta la produzione artistica e architettonica cittadina. L’obiettivo è restituire una visione aggiornata e più completa di una stagione culturale spesso poco conosciuta dal grande pubblico.
Tra i protagonisti figurano artisti noti come Pelagio Palagi, Luigi Busi, Mario De Maria e Augusto Majani, accanto ad autori meno studiati, riportati oggi all’attenzione grazie a nuove ricerche e prestiti da collezioni private. Non mancano inoltre presenze di rilievo nazionale e internazionale che hanno influenzato il contesto locale, come Antonio Canova e Giovanni Boldini.

Il percorso espositivo si articola in più tappe, tra cui le Collezioni Comunali d’Arte, il Museo Davia Bargellini e lo stesso Museo del Risorgimento, offrendo al pubblico un itinerario che intreccia opere, luoghi e storia urbana.
Il progetto propone inoltre un ricco programma di attività: visite guidate, conferenze, laboratori per famiglie, rievocazioni storiche e percorsi tematici pensati per avvicinare pubblici diversi. Un’iniziativa corale che coinvolge istituzioni pubbliche e realtà private, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio artistico ancora poco esplorato e restituire centralità a un secolo fondamentale per l’identità culturale della città.
La rassegna si configura così come un’occasione unica per riscoprire l’Ottocento bolognese, seguendo l’evoluzione della pittura in un periodo di profonde trasformazioni che hanno contribuito a definire il volto moderno di Bologna.
K.D.L
