“Contatti indicibili”al Museo Civico Medievale

Il 26 gennaio 2024 il Museo Civico Medievale ha inaugurato Contatti indicibili, una mostra bipersonale che mette a confronto le ricerche di Giovanna Caimmi e Giulia Dall’Olio. Il progetto, curato da Maria Chiara Wang e inserito nel programma di Art City Bologna, nasce con l’intento di creare un dialogo tra linguaggi contemporanei e contesto storico, sfruttando la forte identità del museo e delle sue collezioni medievali.

L’allestimento gioca un ruolo centrale: le opere sono disposte in modo da coinvolgere direttamente il visitatore, che si trova al centro di un’esperienza visiva e sensoriale. Il percorso non impone chiavi di lettura rigide, ma invita a una riflessione spontanea, stimolata dall’incontro tra forme, materiali e suggestioni. Ne emerge un confronto continuo tra passato e presente, capace di mettere in discussione schemi e categorie abituali.

Contatti indicibili di Giovanna Caimmi e Giulia Dall’Olio

Le opere di Giovanna Caimmi si distinguono per una forte componente materica e simbolica. I suoi disegni, caratterizzati da intrecci e stratificazioni, evocano forme organiche e quasi primordiali, mentre nell’installazione Tiber (2023) l’artista combina materiali diversi per costruire un racconto complesso, in cui memoria personale e riferimenti storici si intrecciano. Il risultato è un’opera che coinvolge lo spettatore non solo visivamente, ma anche sul piano emotivo e interpretativo.

In dialogo con queste opere, la presenza di elementi della collezione permanente – come la statua di Bonifacio VIII – contribuisce a creare un cortocircuito temporale, rafforzando il senso di continuità tra epoche diverse e suggerendo una riflessione sul ruolo simbolico dell’arte.

Giulia Dall’Olio propone invece un lavoro centrato sul disegno, con una ricerca che spazia dal bianco e nero a una nuova serie dominata dal colore blu. Quest’ultimo richiama direttamente la tradizione medievale, dove il blu assumeva significati spirituali e trascendenti. Le sue opere con l’utilizzo del carbongino sembrano immagini che oltrepassano la dimensione fisica, aprendo a scenari sospesi tra realtà e visione, e invitando a interrogarsi sul rapporto tra figura e sfondo, tra natura e rappresentazione.

Nel complesso, la mostra si presenta come un percorso aperto, privo di interpretazioni univoche, in cui il pubblico è chiamato a costruire il proprio senso attraverso l’esperienza diretta delle opere. La dimensione meditativa e quasi silenziosa dell’esposizione si traduce in una percezione stratificata, dove memoria individuale e collettiva si intrecciano.

Il 3 febbraio 2024 in occasione della Art City White Night, le due artiste sono protagoniste di una performance di live drawing, offrendo al pubblico la possibilità di assistere dal vivo alla nascita delle opere e di entrare nel cuore del processo creativo.

K.D.L

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