Puntata 13 – MODA E STORIA: Le quattro capitali che vestono il mondo


C’e’ una settimana all’anno, anzi quattro, in cui il mondo intero guarda nella stessa direzione: le passerelle di Parigi, New York, Londra e Milano. Da lì, in pochi giorni, si decide cosa indosseremo tra sei mesi, quali colori domineranno le vetrine, quali silhouette finiranno nei negozi di tutto il pianeta. Ma perche’ proprio queste quattro citta’? E perché non Firenze, che con la sua Sala Bianca di Palazzo Pitti ci aveva provato per prima?

La storia di Parigi come capitale della moda comincia alla fine del Seicento, e non è una storia di stilisti ma di potere. Con Luigi XIV, la corte di Versailles impone il proprio gusto a tutta l’Europa, e dietro c’è una scelta politica precisa: il ministro Jean-Baptiste Colbert avvia una politica protezionistica che fa nascere a Lione una potente industria della seta, come ricostruisce Storica National Geographic Italia. Il salto decisivo arriva nell’Ottocento, quando Charles Frederick Worth apre la sua maison a Parigi nel 1858 e inventa, di fatto, l’haute couture moderna: collezioni stagionali, modelle in carne e ossa al posto dei manichini. Curiosamente, Worth era inglese: si era trasferito a Parigi nel 1846 perché lì, non a Londra, si vendeva davvero il lusso.

New York nasce capitale della moda per un blackout bellico, non per scelta. Fino al 1940 l’industria americana viveva all’ombra dei designer parigini, come racconta un articolo della Library of Congress dedicato alla giornalista Eleanor Lambert. Con Parigi occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, il 19 luglio 1943 Lambert organizza la prima “Fashion Press Week” per lanciare talenti locali come Claire McCardell. Il nome ufficiale, New York Fashion Week, arriverà solo cinquant’anni dopo, nel 1993.

Londra segue un’altra traiettoria ancora: quella del declino industriale che si reinventa. Il tessile inglese — prima la lana, poi il cotone del Lancashire — era stato il motore della Rivoluzione Industriale. Ma Londra fu anche la prima capitale europea a subire il collasso della manifattura tessile nel Novecento, e reagì puntando tutto su creatività e scuole di moda invece che su fabbriche, come racconta il magazine di settore The Style Lift. La fashion week londinese arriva solo nel 1984, promossa dal British Fashion Council: è la più giovane delle quattro.

Milano, infine, vince la partita del prêt-à-porter. Le sue radici sono nella seta di Como — nel Settecento il 93% del territorio comasco era coltivato a gelsi per i bachi da seta — ma il salto arriva nel dopoguerra, quando la città si rivela la più industrializzata d’Italia. Ed è qui che si gioca la partita più sorprendente di tutte.

Il caso Firenze: la capitale che fu: lo scoprirete guardando il filmato…

La Puntata

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