In mostra l’emblema disegnato nel 1835 dal patriota Livio Zambeccari
La bandiera del Rio grande do Sul è un filo rosso e tricolore che lega Bologna alle terre del Sudamerica, unendo la memoria del Risorgimento italiano alla nascita dell’identità repubblicana brasiliana. Dal 12 giugno al 5 ottobre 2025 gli spazi del Museo civico del Risorgimento di Piazza Giosue Carducci 5 aprono al pubblico la mostra Un emblema di libertà. La Bandiera della Repubblica del Rio Grande do Sul e Livio Zambeccari, curata da Otello Sangiorgi.
Il progetto espositivo, presentato durante la conferenza stampa dello scorso 6 giugno e promosso dal Settore Musei Civici Bologna, costituisce l’adattamento italiano dell’itinerario esposto nel 2024 a Porto Alegre. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con la Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul (PUCRS), l’Instituto Histórico e Geográfico do Rio Grande do Sul (IHGRGS) e il Dipartimento di Scienze Pure e Applicate dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Al centro del percorso figura la straordinaria vicenda di Tito Livio Zambeccari (Bologna, 1802-1862). Zambeccari, patriota, carbonaro e discendente da un nobile casato felsineo, giunse esule in Brasile nel 1831 dopo i moti europei. Fu geografo e naturalista e tracciò le prime mappe dettagliate della provincia e della capitale Porto Alegre, pubblicando al contempo importanti ricerche sulla flora locale nei “Nuovi Annali di Scienze Naturali” di Bologna.
Allo scoppio della Rivoluzione farroupilha (1835-1845), il patriota assunse il ruolo di Segretario e Capo di Stato Maggiore del generale insorto Bento Gonçalves da Silva. Fu proprio durante il conflitto che Zambeccari concepì il tricolore verde, giallo e rosso, adottato dai ribelli e divenuto nel 1889 la bandiera ufficiale dello stato del Rio Grande do Sul. La paternità dell’emblema è stata confermata dagli studi storici guidati dal professor Edison Hüttner (PUCRS) con Eder Abreu Hüttner e Felipe Assunção Soriano, che hanno incrociato le fonti d’archivio con un ritratto anonimo dell’Ottocento conservato nel museo bolognese.
Il dipinto rappresentante Zambeccari in uniforme accanto a un lanciere nero a cavallo con il tricolore gaúcho, costituisce il perno dell’allestimento. La mostra documenta inoltre l’incontro avvenuto nel carcere di Rio de Janeiro nel 1838 con Giuseppe Garibaldi — al quale Zambeccari consegnò la “lettera di corsa” per unirsi alle battaglie sudamericane — e mostra un ricco patrimonio di cimeli originali tra carte, divise e documenti personali donati al museo nel 1893 dal nipote Annibale Rodriguez Laso y Gallego.
L’esposizione, inserita nel programma Bologna Estate 2025, sarà sospesa per la pausa estiva dal 21 luglio al 7 settembre. Il calendario prevede quattro iniziative di approfondimento: tre visite guidate al museo (domenica 15 giugno, domenica 6 luglio con Otello Sangiorgi e sabato 13 settembre con Mirtide Gavelli, sempre alle ore 11.00) e il percorso tematico “Descanse em paz”. Presenze brasiliane in Certosa, condotto da Roberto Martorelli sabato 27 settembre alle ore 10.30 presso il Cimitero Monumentale.
K.D.L
