Matera: il Futurismo in mostra al Museo Nazionale

Venerdì 20 ottobre 2023 il Museo Nazionale di Matera ha aperto al pubblico la mostra “Futurismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento”, visitabile fino al 10 gennaio 2024. Un’esposizione che propone una rilettura del celebre movimento d’avanguardia, mettendo in luce il ruolo spesso trascurato delle regioni meridionali.

Palazzo Lanfranchi (Museo Nazionale di Matera)

La mostra, inaugurata alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e del direttore generale Musei Massimo Osanna, raccoglie oltre 130 opere tra dipinti, sculture e disegni, affiancate da documenti d’archivio, alcuni dei quali inediti. Un nucleo importante proviene dal Museo nazionale Collezione Salce, con 25 manifesti futuristi che arricchiscono il percorso espositivo.

Il progetto, ideato da Annamaria Mauro e Daniele Ferrara e curato da Massimo Duranti, intende superare una lettura esclusivamente “nordcentrica” del Futurismo. L’obiettivo è restituire la complessità di un movimento internazionale che ha trovato nel Mezzogiorno un terreno fertile di sperimentazione artistica e culturale.

Il percorso si sviluppa attraverso diverse sezioni che raccontano l’evoluzione del movimento, dalle prime esperienze fino agli sviluppi dell’aeropittura e delle arti applicate. Non mancano infatti figure meno note ma significative del Futurismo nel Sud Italia che hanno trovato spazio accanto ai grandi nomi come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini e Fortunato Depero.

Il pittore Joseph Stella

L’attenzione è inoltre dedicata alle contaminazioni tra discipline artistiche: non solo pittura e scultura, ma anche musica, teatro, design e arti applicate. Tra gli elementi più curiosi, c’è la ricostruzione dell’“Intonarumori” di Luigi Russolo, simbolo della sperimentazione sonora futurista, accanto a spartiti e materiali musicali dell’epoca.

Uno spazio specifico è riservato agli aeropittori ed alle diverse declinazioni della corrente, così come ai gruppi attivi nel Mezzogiorno, tra cui i “Circumvisionisti” campani. È presente anche un focus sulla Lucania, con opere di Joseph Stella, considerato tra i primi interpreti del Futurismo negli Stati Uniti.

La mostra si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale del Sud e conferma il ruolo del museo materano come centro di ricerca e approfondimento. Un’occasione per riscoprire il Futurismo da una prospettiva meno conosciuta, ma fondamentale per comprenderne appieno la portata storica ed artistica.

K.D.L

Lascia un commento