Nuove date, opere ritrovate e appuntamenti per il pubblico
“La pittura a Bologna nel lungo Ottocento | 1796–1915”, promossa dal Settore Musei Civici Bologna e ccordinata dal Museo civico del Risorgimento, allunga i suoi tempi e si arricchisce di contenuti. La rassegna, la più ampia mai dedicata alla pittura bolognese tra età napoleonica e primo Novecento, registra un forte interesse di pubblico e critica, motivo per cui diverse esposizioni sono state prorogate.
Tra queste, “Lo sviluppo del talento” alla Fondazione Collegio Artistico Venturoli resterà aperta fino al 6 luglio, mentre le sezioni allestite alle Collezioni Comunali d’Arte e al Museo civico del Risorgimento saranno visitabili fino al 7 luglio. Anche la chiusura della mostra a Palazzo Fava slitta al 28 luglio, mentre la personale dedicata a Mario De Maria proseguirà fino al 9 settembre al Museo Ottocento Bologna. Inoltre, è confermata la formula del biglietto integrato, che consente l’accesso a tariffa ridotta nelle 18 sedi del circuito.

Il progetto si distingue anche per l’importante lavoro di ricerca che ha portato al ritrovamento di opere considerate perdute. Tra queste è presente La fuga di Angelica di Gaetano Belvederi, oggi nuovamente visibile dopo essere riemersa sul mercato antiquario e correttamente attribuita. Si aggiungono inoltre Tentazioni di Alfonso Savini e L’ultima età che prega di Giacomo Lolli, individuata nella Basilica di San Petronio, contribuendo a ricostruire un panorama artistico ancora in parte inesplorato.
Accanto alle mostre, il calendario propone nuove attività: visite guidate con i curatori, eventi per il centenario di Mario De Maria e percorsi tra arte e memoria, anche in luoghi simbolo come la Certosa. Un programma pensato per accompagnare il pubblico nella scoperta dell’Ottocento bolognese, nato dallo studio del Fondo Belluzzi, preziosa raccolta fotografica che documenta la produzione artistica locale del XIX secolo.
La proroga delle esposizioni rappresenta così non solo una risposta al successo dell’iniziativa, ma anche un’opportunità per approfondire una stagione fondamentale per la storia artistica della città, confermando Bologna come uno dei centri culturali più dinamici nel panorama italiano.
K.D.L
