All’Institut Giacometti la mostra dedicata a due protagonisti del Novecento
L’institut Giacometti di Parigi riunisce per la prima volta dopo venticinque anni dalla storica mostra dedicata ad Alberto Giacometti al Museo Morandi di Bologna, le opere di Giorgio Morandi e dello stesso Giacometti nella mostra Giacometti/Morandi. Moments immobiles, aperta al pubblico fino al 2 marzo 2025.
L’esposizione, curata da Françoise Cohen, nasce dalla collaborazione con il Museo Morandi e il Settore Musei Civici Bologna, proponendo un dialogo serrato tra due protagonisti assoluti del Novecento che, pur non essendosi mai incontrati, condividono profonde affinità artistiche e poetiche.
La mostra, allestita negli spazi dell’Institut Giacometti – che dal 2018 ospita la ricostruzione originale dell’atelier dell’artista a Montparnasse, mette in luce il ruolo centrale dello studio come luogo di creazione e riflessione. I due artisti sviluppano la loro ricerca proprio nello spazio domestico e quotidiano: da un lato la via Fondazza di Bologna per Morandi, dall’altro la rue Hippolyte-Maindron di Parigi per Giacometti.

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni: L’Atelier, Le familier, La traversée des avant-gardes e Regarder le réel – e ripercorre oltre cinquant’anni di produzione artistica, dal 1913 al 1965. In mostra ci sono opere provenienti dalla Fondation Giacometti, dal Museo Morandi e da collezioni private europee, che testimoniano l’evoluzione di due linguaggi distinti ma sorprendentemente convergenti. Morandi e Giacometti condividono infatti un approccio rigoroso e quasi ascetico alla pratica artistica. Entrambi lavorano su modelli limitati ma costanti: gli oggetti quotidiani per Morandi, le figure familiari – come la moglie Annette e il fratello Diego – per Giacometti. Questa fedeltà ai propri soggetti si traduce in una ricerca continua sull’essenza delle cose e sulla percezione del reale.
I due artisti, pur attraversando le avanguardie del loro tempo, scelgono una strada autonoma, tornando a confrontarsi con i generi classici: la natura morta e il paesaggio per Morandi, la figura umana per Giacometti. Nel secondo dopoguerra, le loro opere si fanno interpreti di una riflessione universale sulla condizione umana, in equilibrio tra figurazione e astrazione.
Il contributo del Museo Morandi è particolarmente significativo: per l’occasione sono state concesse in prestito 17 opere, tra dipinti, disegni e acqueforti. Tra queste, spiccano Paesaggio del 1913, Natura morta del 1956 e una delle ultime composizioni realizzate nel 1963 nello studio di Grizzana, esempi emblematici dell’evoluzione stilistica dell’artista bolognese.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue francese e inglese, riccamente illustrato, pubblicato dalla Fondation Giacometti in collaborazione con FAGE éditions.
“Questa esposizione propone un incontro inedito tra due voci fondamentali dell’arte del XX secolo”, sottolinea Françoise Cohen, evidenziando come il progetto sia reso possibile anche grazie al sostegno delle famiglie dei due artisti, custodi delle rispettive eredità.
Soddisfazione anche da parte di Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna, che parla di “un’importante collaborazione scientifica e culturale” capace di rafforzare il dialogo tra istituzioni e di valorizzare il patrimonio artistico condiviso.
La mostra si configura così come un ponte ideale tra Bologna e Parigi, tra due artisti che, pur lontani nello spazio, si incontrano oggi in un confronto profondo sul senso dell’arte e sulla rappresentazione della realtà.
K.D.L
