Al Museo Civico Medievale una mostra che intreccia ceramica, pittura e tessuto
Dal 14 dicembre 2024 al 2 marzo 2025 il Museo Civico Medievale di Bologna accoglie Vestirsi paesaggio, la mostra personale di Alessandro Roma. Il progetto, realizzato in collaborazione con CAR Gallery, rientra nel programma di ART CITY Bologna 2025 e si inserisce nel più ampio percorso dei Musei Civici d’Arte Antica volto a favorire il dialogo tra linguaggi contemporanei e patrimoni storici.
La conferenza stampa di presentazione si è svolta giovedì 12 dicembre 2024, con una visita in anteprima che ha permesso di approfondire il percorso espositivo e la ricerca di Roma, mentre l’inaugurazione al pubblico si è tenuta venerdì 13 dicembre. In entrambe le occasioni è emersa con chiarezza la volontà dell’artista di confrontarsi con il museo come ambiente da abitare, più che come semplice contenitore espositivo.

Alessandro Roma, nato a Milano nel 1977 e attivo da anni tra pittura, ceramica e arti applicate, ha scelto Faenza come luogo di lavoro e di ricerca. Il motivo della scelta dell’artista è la possibilità di confrontarsi con una tradizione artigianale ancora viva e con una dimensione del fare artistico più lenta e riflessiva rispetto ai grandi centri urbani. Questo si riflette chiaramente anche nel progetto espositivo bolognese, dove materiali antichi come la ceramica e il tessuto diventano strumenti privilegiati per interrogare il rapporto tra individuo, ambiente e memoria.
La mostra si sviluppa lungo il percorso del Museo Civico Medievale attraverso nove opere selezionate dalla produzione più recente dell’artista e collocate nelle sale 4, 7, 13, 14 e 18. Le opere non si presentano come presenze isolate, ma instaurano un dialogo diretto con le collezioni permanenti, suggerendo nuove letture e accostamenti tra antico e contemporaneo. In questo confronto, Roma costruisce un ambiente in cui pittura, scultura e produzione ceramica si contaminano continuamente, superando i confini tradizionali dei linguaggi.
Le protagoniste dell’esposizione sono le sette sculture in ceramica della serie Mask, collocate su piedistalli in ferro. Le forme richiamano frammenti di vasi o fioriere, ma vengono trasformate da una energia metamorfica che le avvicina a presenze antropomorfe, quasi maschere rituali. Oltre a queste, sono presenti due abiti in tessuto dipinto a tempera e integrato con ceramica smaltata, intitolati Dressing landscape, evocano il corpo come luogo di attraversamento tra paesaggio interiore e spazio esterno, diventando al tempo stesso immagini da osservare e superfici potenzialmente indossabili.

La ricerca di Roma prende avvio da elementi naturali riconoscibili, in particolare motivi vegetali, che vengono progressivamente trasfigurati in paesaggi mentali. Le sue opere si configurano come superfici stratificate in cui il segno pittorico, il colore e la materia costruiscono una visione priva di una prospettiva stabile, invitando lo spettatore a un’esperienza percettiva aperta e non lineare. In questo senso, il paesaggio non è solo un dato visivo, ma una condizione esistenziale, un territorio da abitare e da indossare.
Il titolo Vestirsi paesaggio ha sintetizzato efficacemente il senso dell’intero progetto, alludendo sia al rapporto intimo tra individuo e ambiente sia alla dimensione collettiva del paesaggio come costruzione culturale. Un’esposizione che ha trasformato il Museo Civico Medievale in uno spazio di attraversamento e di riflessione, dove le stratificazioni della storia hanno incontrato una ricerca contemporanea attenta alla materia, alla memoria e alla percezione.
K.D.L
