BOLOGNA: Il “museo reale” di Arcangeli rivive al MAMbo


Dal 1° novembre 2024 al 6 gennaio 2025, il MAMbo di Bologna apre una mostra che racconta Francesco Arcangeli, storico dell’arte che ha segnato in modo decisivo la storia della Galleria d’Arte Moderna della città.

Il museo rende omaggio lo storico dell’arte nel cinquantenario della sua morte, presentando Tramando. Le acquisizioni di Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, un percorso che ricostruisce in modo organico le opere da lui scelte per la collezione pubblica tra gli anni Quaranta e Sessanta.
L’esposizione, curata da Uliana Zanetti con la collaborazione di Lorenza Selleri, raccoglie una sessantina di lavori selezionati tra quelli proposti o approvati da Arcangeli quando fu consulente del Comune di Bologna (1949-1958) e poi direttore della Galleria Comunale d’Arte Moderna (1958-1968). Il risultato è una sintesi chiara della sua visione museologica, del percorso critico e di sua una rete di rapporti umani profondi con molti artisti del suo tempo.

Francesco Arcangeli, critico d’arte del Novecento



La mostra, allestita come una quadreria, offre una lettura immediata della varietà, qualità e coerenza delle acquisizioni: dal Romanticismo all’Informale, secondo la celebre interpretazione di Arcangeli che vedeva in questo arco temporale la chiave per comprendere la modernità artistica. Il percorso si apre con un paesaggio romantico un tempo riferito a Géricault e prosegue tra Dupré, Bertelli, il post-impressionismo di Carlo Corsi, il fluido calligrafismo di Klimt e la modernità futurista di Athos Casarini.

Una sezione significativa è dedicata alle atmosfere liriche di Fritz Winter, Virgilio Guidi, Vasco Bendini e Sergio Romiti. Il cuore della mostra, però, ruota attorno all’Informale e all’“ultimo naturalismo”: da Burri a Tàpies, da Canogar a Scanavino, fino agli artisti più affini alla sensibilità “padana” evocata da Arcangeli – Mandelli, Moreni, Morlotti, Rossi, Vacchi.

Non mancano tre figure cardine della pittura del secondo Novecento, tra cui Sutherland, Guttuso e Matta – con opere che, negli anni Sessanta, rappresentarono per Arcangeli un punto di continuità oltre la stagione informale. Sono presenti inoltre lavori di Alviani, Castellani, Colombo e Saffaro che completano il quadro con le ricerche più avanzate dell’epoca.
Un capitolo fondamentale è dedicato alle opere su carta di Giorgio Morandi, amico personale dello studioso fin dagli anni Trenta. Le incisioni e i disegni acquisiti negli anni Sessanta costituiscono il primo nucleo dell’attuale collezione del Museo Morandi, oggi la più ricca raccolta pubblica al mondo dedicata all’artista.


Tramando offre così un’occasione rara per riscoprire la profondità dello sguardo di Arcangeli e l’eredità che ha lasciato alla città: un “museo reale” nato da scelte meditate, affinità sincere ed una visione dell’arte capace di attraversare il tempo.

K.D.L.

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