Al Museo Civico Archeologico una mostra sui gioielli fotografici del maestro
Il 7 novembre, il Museo Civico Archeologico di Bologna apre le porte a “Nino Migliori, i Miei Gioielli”, mostra curata da Lorenzo Balbi ed inserita nella rassegna do ut do 2025 – Il Desiderio. L’esposizione è stata presentata in una conferenza stampa in cui si è parlato di un aspetto poco conosciuto della carriera del celebre fotografo: la produzione di gioielli.
I pezzi unici, realizzati tra gli anni Settanta e Ottanta e provenienti dalla collezione personale dell’artista, saranno presentati in mostra insieme a cinque lightbox fotografici ed a riproduzioni d’autore ispirate agli originali. L’iniziativa ha anche una finalità benefica: i fondi raccolti contribuiranno alle attività di assistenza e formazione della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli.
Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti la direttrice del museo Paola Giovetti, il curatore Lorenzo Balbi, Vera Negri Zamagni, coordinatrice del Comitato Scientifico do ut do, lo storico e critico d’arte Ascanio Kurkumelis oltre allo stesso Nino Migliori.

Migliori scolpisce da molto tempo gioielli in oro, argento e materiale plastico ispirati dalla sua pluridecennale ricerca formale e materica. Sono anelli, bracciali, spille, collane creati come opere uniche a rappresentare la dimensione tridimensionale della sua ricerca materica e creativa che esprime da quando ha iniziato a fare il fotografo come artista visivo.
La mostra presenta quindi la produzione più insolita del Maestro della fotografia Nino Migliori: i gioielli. La sede espositiva accoglie un nucleo di teche posizionate su tavoli in marmo disegnati da Mario Cucinella, in cui viene esposta la preziosa collezione di gioielli realizzati dall’artista tra gli anni Settanta e Ottanta, insieme a 5 lightbox allestite da In-Novo, di altrettante fotografie, che Migliori ha realizzato espressamente per l’occasione, per reinterpretare le sue creazioni.
L’assegnazione delle opere retroilluminate e delle copie d’autore permetterà, come detto, di raccogliere fondi a favore delle attività di assistenza e formazione della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli.
La mostra dunque offre al pubblico l’opportunità di scoprire un lato inedito dell’artista bolognese, mettendo in dialogo fotografia, gioiello ed impegno sociale, in un percorso che coniuga perfettamente arte e solidarietà.
K.D.L.
