Ott 06 2008

Ed andarono in barca a vela… - racconto di Aldo Sigillino

-Ma guarda che bell’incontro!

-Ma guarda chi si vede !

E i due, senza aggiungere altro, si diedero un caloroso abbraccio.

-Anche tu, Teresa, le disse poi Roberto, frequenti questa spiaggia? io ci vengo ogni giorno, dall’inizio dell’estate, ma non ti ho mai incontrata prima; come mai?

-Non mi hai mai incontrata prima, caro Roberto, gli rispose Teresa, per il semplice motivo che io, con la mia famiglia, frequento la spiaggia accanto. Oggi sono qui per caso perché Silvano mi ha promesso di farmi fare un bel giretto sulla sua barca a vela.

-Silvano?…non lo conosco disse con reticenza Roberto cercando di frugare nella sua memoria.

-Non lo ricordi quel ragazzo bruno che veniva alla nostra stessa scuola? forse non lo hai conosciuto perché frequentava un’altra sezione.

-Ma tu come e quando lo hai conosciuto? le chiese di rimando incuriosito Roberto.

-Un giorno, non ricordo precisamente quando, gli rispose Teresa, me lo ha presentato Angelica. Da quel giorno, aggiunse, incontrandoci ci siamo sempre salutati e col passare del tempo siamo diventati dei buoni amici.

-Mentre noi due, come ora tu mi fai capire, puntualizzò con mestizia Roberto, non siamo stati che dei bravi ed affettuosi compagni di scuola e non altro!.

Così, ritornato con la mente al passato, pensando che fra lui e Teresa non vi era mai stato un vero rapporto amichevole, per quanto lui lo avesse sempre desiderato, quasi non si sapeva spiegare come mai fra lei e Silvano fosse invece nata tanto facilmente una sì forte amicizie da farle accettare quel suo invito in barca. E quasi inspiegabilmente, fatta questa veloce considerazione, Roberto fu preso da un forte senso di risentimento, di invidia e di inconcepibile gelosia. Stava quasi per chiudersi in se stesso, senza rivolgerle più altre parole, quando Teresa, rompendo quel silenzio, gli disse: sì, è vero, fra noi due non c’è stato mai nulla di sentimentale. Ma, devi credermi, aggiunse subito dopo, questo solo perché io ero ancora troppo timida ed inesperta. Ti confesso anzi, disse ancora, anche se ciò potesse sembrarti troppo puerile, che pur volendolo non sono riuscita mai ad esprimere quello che sentivo per te.

Roberto, incoraggiato da queste inaspettate parole, sentì che erano improvvisamente riaffiorati nel suo cuore quegli inespressi sentimenti che aveva sempre nutrito per lei e decisamente le disse: se questo tuo amico Silvano non dovesse venire, verresti in barca con me ?

Lieta di questa allettante proposta Teresa, con tutto l’entusiasmo che era già in lei, senza battere ciglio, gli rispose: in barca con te?…se tu lo volessi, mio caro Roberto, ci verrei anche subito e volentieri. Penso anzi aggiunse, che sia perfettamente inutile aspettare ancora Silvano; non ti pare? e così dicendo, facendogli un bel sorriso persuasivo ed allettante gli fece cenno di andare con lei da Gianfranco, il bagnino che su quel tratto di spiaggia affittava le barche.

Alquanto sorpreso gli sembrava impossibile che Teresa, quella bellissima creatura che per tanti anni era sempre rimasta soltanto nei suoi sogni, con tanta facilità avesse ora deciso di non aspettare più il suo amico e di andare in barca con lui. Come mai ora gli stava dimostrando tanta cordialità e dimestichezza? Si stava forse avverando un vero miracolo?

Gli sembrò di aver toccato il cielo col dito e confuso, non sapendo in quel momento esprimersi diversamente, si affrettò banalmente a dirle: vedrai che anche io sono bravo a guidare una barca a vela ed anzi posso dirti che recentemente ho anche partecipato ad una difficile regata.

Detto questo, senza aggiungere altro, i due si recarono da Gianfranco e lieti salirono sulla barca che avevano preso in fitto. Questa, sotto la spinta della leggera brezza mattutina, prese il mare allontanandosi lentamente dalla banchina.

-Mi raccomando, disse allora Roberto a Teresa, cerca di non sporgerti troppo specialmente quando andiamo sottovento o viriamo di bordo.

-Non preoccuparti Roberto, starò molto attenta e ferma al mio posto; ti prometto che non ti darò il minimo fastidio.

-Per questo ti sei messa a prua lontana da me? ti assicuro invece che se tu mi venissi più vicino io mi sentirei più tranquillo.

Teresa avendo intuito quale fosse il vero desiderio di Roberto, non se lo fece ripetere due volte e si avvicinò a lui dicendogli: sì, anch’io, ti confesso, così vicina a te mi sento più tranquilla e sicura.

Roberto allora, lasciata in bando la scotta, si avvicinò a lei e, felice come non si potrebbe mai credere, quasi tremante e preso dall’emozione, le cinse i suoi sottili fianchi con le sue forti e robuste braccia.

-Teresa, le disse allora tirandola vicino a sé decisamente, quanto ho aspettato questo momento!.

-Anche io Roberto, a scuola sentivo di amarti ma non osavo dirtelo temendo una tua risposta negativa. E ciò detto si avvicinò a lui stringendolo forte al suo petto.

Roberto fece lo stesso e fuori di se dalla gioia la baciò prima sul collo e poi sulle sue scultoree braccia e sul suo desiato volto.

Che felicità e che gioia in quel momento nei loro giovani cuori!

Intanto la barca, sotto la spinta di quel bel venticello, si era allontanata sempre più dalla riva.

Teresa, ormai paga ed abbracciata a Roberto, quasi sognando, rivolgeva ora il suo pensiero ai più bei ricordi della sua vita. Ricordava infatti che quando era ancora piccoletta suo padre, prendendola per mano, le faceva fare gioiose passeggiate su quel lungomare che ora, guardandolo da lontano, le appariva bello come allora.

-Guarda le paranzelle che si ritirano cariche del loro pescato, le diceva spesso di sera il padre quando, passando sul ponte girevole, si recavano assieme a piazza Castello ove, era solito sedersi a quell’unico e comodo sedile. E ricordava Teresa che, dopo quel breve riposo, riprendeva spesso col padre a passeggiare su quella tortuosa strada della “città vecchia”, la cui lunga ringhiera le consentiva, stretta vicino al padre, di potersi sporgere per guardare il sottostante mare.

Che meraviglia vederlo quando le nuvolette serotine, in quel bel tramonto che solo Taranto può vantare, lo dipingevano cospargendolo coi loro pittoreschi riflessi ora rosso vivi, ora iridescenti e violacei e subito dopo rosei, tenui e riposanti.

Presa da questi cari ricordi Teresa, stretta al fianco di Roberto, guardando ora dalla loro barchetta quel tratto di mare che stavano allegramente percorrendo, si beava a vederlo brulicante di belle ragazze e di aitanti ragazzi che, pur lontani dalla riva, nuotando a forti bracciate, sembrava che volessero sfidare le sue movimentate acque, belle ed invitanti nella loro accattivante irrequietezza.

E mentre Teresa, presa da tanti ricordi e da tanta grazia che le era intorno se ne stava tranquilla fra le sue braccia, Roberto incontrando una grossa barca da pesca che navigava verso Taranto col suo prezioso pescato, mise in bando la vela della sua barchetta e si fermò vicino a quella dicendo ai due marinai che erano alla sua guida: avete pescato del buon pesce questa mattina?

-No caro, gli rispose il bravo marinaio che la guidava: soltanto qualche chilo di saporite e grosse cozze e poche ostriche che ho preso mentre erano abbarbicate ad uno scoglio che era sul fondo del mare poco distante dalle nostre due isolette.

-Dalle isole Cheradi?

-Di San Pietro e San Paolo, volle meglio specificare nel linguaggio della “città vecchia” quel marinaio che poi, senza aggiungere altro disse: volete assaggiarle? E senza attendere la loro risposta spontaneamente ne “aprì” due offrendole ad essi con un bel sorriso.

Noi lo ringraziammo di cuore e fattogli un affettuoso sorriso di riconoscenza proseguimmo poi la nostra gita in barca verso San Vito.

Ivi giunti ci fermammo sulla sua bella spiaggia, ricoperta di soffice e comoda sabbia, suggellando il nostro incontro con una stretta di mano e dei sinceri ed amichevoli bacetti.

Ma, quasi a loro dispetto, il cielo improvvisamente si rabbuiò.

Sarebbe stato indimenticabile e pienamente felice quel giorno per i due ragazzi se tutto fosse rimasto nella piena normalità!

Ma spesso il mare, come si sa, in combutta col vento e con le nuvole, decide di fare le bizze. E proprio quel giorno volle farne una delle sue. Improvvisamente, mentre i due nel pieno della loro feli1cità se ne stavano abbracciati non pensando ad altro, dalla loro sinistra grossi marosi investirono la barca che Roberto aveva lasciato ferma sulla riva del mare, facendola traballare e quasi portandosela via.

Andiamo, disse Roberto a Teresa; andiamocene via ora che siamo ancora in tempo.

E rimessa in sesto la loro barca sul mare i due vi salirono subito sopra.

Ma che sfortuna!

Roberto non ebbe neppure il tempo di porsi al timone quando un forte colpo di vento, investendo in pieno la vela che egli aveva già spiegata, anche se ancora in banda, fece fare una veloce giravolta alla barca che, in meno che non si dica, si riempì di acqua.

Teresa allora, impaurita e preoccupata, credendo di potersi rendere utile, cercò con un secchiello di svuotare il fondo della barchetta dall’acqua che vi era già penetrata ma, nel fare questo, sbilanciata, cadde in mare.

-Gesù mio, gridò spaventata più che mai, salvami.

Roberto intanto, che nel contempo si stava prodigando per rimettere in sesto la piccola imbarcazione, avendo sentito la sua invocazione di aiuto,lasciò la barca al suo destino e raggiunta Teresa cercò di sorreggerla e di incoraggiarla come meglio poteva. Incoraggiando e sorreggendo Teresa il nostro caro Roberto in quel terribile momento temeva tuttavia di non poter riuscire a vincere la forza di quelle malvagie onde.

Intanto il vento, soffiando forte su quelle acque ruggenti e spumeggianti, li aveva già allontanati molto dalla barca che ancora galleggiava e che avrebbe potuto essere il loro unico appiglio di salvezza.

-Roberto, continuava intanto a piagnucolare Teresa, tienimi forte, non lasciarmi.

Ed egli continuava a sorreggerla, a darle coraggio, a sperare nelle proprie forze.

Ma le onde del mare, incuranti ed indifferenti, continuavano ad ingrossarsi paurosamente mentre i due innamorati, pur nuotando e cercando di reggersi a galla disperatamente, erano già lontani dalla barca ed ancor peggio anche dalla riva.

Non c’era più salvezza?

Ma la fortuna non poteva abbandonare quei due ragazzi innamorati, anche se sprovveduti ed imprudenti.

-Per potervi raggiungere, disse loro il Tenente della Guardia Costiera dopo che essi furono portati a bordo della veloce navetta di salvataggio, c’è n’è voluto. Eravate ormai tanto distanti dalla riva che solo per fortuna siete stati avvistati dalla nostra vedetta.

Siete stati davvero imprudenti ad allontanarvi tanto dalla spiaggia con questo tempo e con questo mare!

Spero per voi che questa sia la prima e l’ultima volta che abbiate fatto una simile pazzia.

I due lo ringraziarono ed ormai al sicuro non vollero più pensare a quello che era successo e si abbracciarono nuovamente stringendosi l’uno vicino all’altra. Non ci lasceremo più per tuta la vita, dissero poi guardandosi reciprocamente negli occhi e baciandosi appassionatamente. E come spesso accade, qualche anno dopo, felici, si sposarono.

Dove? in quale chiesa?

Volete proprio saperlo?

Ebbene, nella chiesa di San Francesco ove, anni fa, alla fine della via Anfiteatro, si potrebbe ben dire che terminava la nostra bella città di Taranto.

-Ed era bella davvero ai miei tempi la nostra amata città, diceva spesso il mio vecchio nonno, quando non vi erano i dannosi fumi delle fabbriche ma l’aria pura e benefica che veniva elargita spontaneamente dalla salubrità dei nostri “due mari”. Solo Taranto ricordalo, mi diceva ancora, è l’unica città al mondo che può vantarsi di averli così belli e puliti. Ed anche così pescosi, aggiungeva subito dopo.

Ed io, disse Roberto a Teresa, sono sicuro che presto la nostra bella Taranto sarà come tuo nonno avrebbe voluto che fosse.

Add This! del.icio.us Digg Facebook Furl Google Google Reader Mister Wong Ask.com MyStuff Ask.com Yahoo! MyWeb Netscape Segnalo Technorati Blinklist Blogmarks BlogMemes BlueDot BlogLines co.mments Connotea de.lirio.us Diigo DZone FeedMeLinks Folkd.com Fleck icio.de IndianPad Leonaut Plugin by Dichev.com

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply