
Mondo della musica e dello spettacolo in lutto, per la morte del Maestro Lelio Luttazzi, che nella sua cara Trieste all’età di 87 anni ci ha lasciati, pare a causa di una forma di neuropatia che lo affliggeva da tempo.
Ultima apparizione pubblica quella a fianco di Arisa, nell’edizione 2010 del Festival di San Remo.
La sua lunga e prestigiosa carriera ha inizio durante la seconda guerra mondiale, con il suo fedele pianoforte, che sarಠspesso compagno di scena negli anni a venire. La sua vita ha una svolta quando al Teatro Politeama, durante uno spettacolo musicale di Ernesto Bonino, lo stesso artista si accorge di lui e gli chiede di comporre un brano. Lì nasce il successo de “Il giovanotto matto” che diventa un’icona musicale per l’epoca.
Inizia poi a collaborare con una casa discografica, dove scopre l’amicizia di Teddy Reno con cui comporrà il brano “Muleta Mia”.
E finalmente nel 1950 entra a far parte della grande famiglia RAI assumendo l’incarico di Direttore d’Orchestra d’Archi: continua però² a produrre testi e canzoni, musiche e si scopre anche la sua qualità di istrionico presentatore che lo porterà a mostrare un aspetto diverso, più partecipativo, che non era ancora in uso tra i maestri di musica.
Storiche le sue presentazioni in coppia con Mina, in “Studio Uno”, in “Doppia Coppia” e “Teatro 10″: da lì a breve qualche partecipazione cinematografica, ma la sua identità musicale lo porta a comporre le colonne sonore di alcuni film di Toto’.
Il suo cavallo di battaglia, che lo porta velocemente a raggiungere una diffusa popolarità E’ la trasmissione radiofonica”Hit Parade”: un appuntamento indimenticabile per chi amava la musica.
Negli anni ‘70 c’è una parentesi negativa della sua carriera e vita, con accuse da cui verrà poi scagionato e bisogna attendere una doverosa riabilitazione per riprendere un percorso artistico mai in discussione.
Tante le canzoni composte sia come autore musicale che in alcuni casi anche come autore dei testi, per Teddy Reno, il Quartetto Cetra, Mina, Ivan Cattaneo, Rita Pavone ed anche per se stesso, in quanto riconosciuto più¹ che valido interprete musicale.
Da qualche anno, dopo aver trascorso larga parte della sua vita tra Torino, Milano e Roma, decide di ritornare insieme all’amata moglie nella sua “Trieste”.
Icona storica della Musica Italiana, il suo cognome accompagna anche il comico satirico Daniele Fabbri, in arte appunto “Luttazzi”.
Stefano Zanerini