set 03 2010
Padova: “Salviamo Sakineh”
Anche Padova si mobilita per Sakineh, la giovane iraniana condannata a morte per lapidazione dopo una confessione estorta senza nemmeno un processo. Ieri sera alle 18 autorità e semplici cittadini si sono ritrovati sul “liston”per testimoniare la coscienza civile di una città che nella tutela dei diritti umani è sempre stata all’avanguardia.
Una manifestazione estemporanea, con i cartelloni scritti a pennarello e i volantini scritti a mano e ciclostilati “Come negli anni ‘70!” – ci ha detto l’ex-consigliere provinciale Tosca Cecchinato, con un sorriso ironico. Pochi i presenti all’inizio, poi – complice un megafono – si è andata radunando sempre più gente nel “salotto buono” di Piazza Cavour. In questo modo anche Padova ha voluto testimoniare il suo orrore per la barbarie che condanna a morte le donne – in questo caso una ragazzina, poco più che una bambina - in nome di usanze tribali indegne di una società civile.
“L’Islam non c’entra niente – ha voluto subito chiarire Elio Armano, artista e politico, uno dei promotori della manifestazione – non è un problema religioso, ma quando uno stato diventa teocratico si assiste ad un progressivo imbarbarimento della società, si arriva alla caccia alle streghe e alla logica dello sterminio”. Il professor Armano ha poi proseguito stigmatizzando quanto sta accadendo in Iran come “Il segno di un maschilismo vigliacco che tratta le donne come oggetti o come prostitute quando non sono piegate alla filosofia maschilista dominante in quel Paese.”
Alcune immagini della manifestazioneAnche il sindaco Flavio Zanonato ha preso la parola assicurando il coinvolgimento dell’amministrazione comunale affinché venga salvata la vita di Sakineh, anche contattando le autorità iraniane, ricordando anche che la lunga consuetudine della città di Padova e dei padovani – non importa se di centro-destra o di centro-sinistra – di tolleranza e di impegno civile a favore della libertà di tutti gli esseri umani.
Il compito di chiudere la mobilitazione dei padovani a favore del diritto alla vita della giovane iraniana è toccato al senatore Paolo Giaretta, ex sindaco di Padova che, nell’annunciare una mozione parlamentare ”bipartisan” sull’argomento, ha concluso invitando tutti i cittasdini a far sentire forte la propria voce per impedire quella che ha definito “una barbarie”.
Così l’incontro, che era cominciato un po’ in sordina, si è chiuso con uno scroscio di applausi.
mp









































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