ROMA – Il Consiglio di amministrazione della RAI, riunitosi ieri a viale Mazzini, ha deciso di prendere tempo e rinviare le nuove annunciate e contestate nomine. Fatto questo, che prolunga inevitabilmente lo scambio di vedute in corso almeno fino a mercoledì 21 luglio prossimo. Nei giorni scorsi, erano circolate notizie relative alle intenzione del CdA RAI di voler adottare decisioni alquanto discutibili, secondo molti, in merito ad alcune nomine nella RAI. Un annuncio che aveva dato vita a numerose polemiche scoppiate soprattutto intorno alla possibile sostituzione di Corradino Mineo alla direzione di Rainews. Nelle intenzioni del direttore generale, Mauro Masi il nuovo numero uno di Rainews dovrebbe essere il giornalista Francesco Ferraro, attualmente caporedattore a Sky. Nomina questa che ‘piace’ alla Lega nord. Mineo invece, sarebbe ‘promosso’ direttore di Gr Parlamento e condirettore del Gr3. Una notizia che ha suscitato enorme clamore e proteste da parte dell’opposizione e dei sindacati dei giornalisti nonchè perplessità da parte di alcuni dirigenti RAI. Un clima rovente che poi, si era un po’ raffreddato nella mattinata, quando si erano diffuse le voci di un possibile rinvio delle nomine annunciate. Sono in molti a sostenere che la vicenda delle nomine nella RAI vada affrontata anche pubblicamente e non soltanto dall’azienda. Il tutto ovviamente, nel rispetto dell’autonomia decisionale di viale Mazzini. Un pensiero che hanno fatto loro in molti questo, in quanto le paventata nomine sono, per molti, indice di una deriva che rischia di azzerare le ragioni stesse che caratterizzano un servizio pubblico. Sono in molti che ritengono che il caso Mineo, che ovviamente non è isolato, sono tanti i casi ‘scoppiati’ ultimamente, Santoro, Ruffini, Di Bella, Caprarica, Liofredi, che è l’ultimo, ma solo in ordine di tempo, porti ad aprire un dibattito in merito che deve investiremo il Parlamento nell’esercizio dei poteri previsti dalla legge nei confronti della Tv pubblica attraverso la Commissione di Vigilanza. Il rischio che si corre secondo molti, è che le testate giornalistiche della RAI si trasformino in una sorta di monocolore asservito al centrodestra e alla Lega, senza più quel pluralismo che caratterizza appunto il servizio pubblico. A tal proposito ieri, prima che venisse annunciato che il CdA RAI aveva deciso di far slittare di una settimana la discussione sulle nuove nomine, i capigruppo del Pd di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro in una lettera avevano sollecitato l’intervento urgente dei presidenti dei due rami del parlamento, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Nella missiva i due capigruppo chiedevano di fermare la deriva inaccettabile di una RAI completamente monocolore nell’informazione giornalistica televisiva e radiofonica cosa sottolineando che ciò non accadeva da almeno 30 anni. “La notizia del rinvio dell’epurazione RaiNews24 è un primo risultato delle iniziative di questi giorni, ma il contestuale rinvio dei piani di produzione è un danno per l’azienda e per i suoi lavoratori”, ad affermarlo il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. Il leader sindacale ha aggiunto che: “Adesso occorre continuare per fermare definitivamente questo modo di gestire il servizio pubblico attivando tutte le sedi competenti a partire dalla Presidenza delle Camere e dalla Commissione di vigilanza”. “Mi rendo conto della precarietà e del disagio con cui il direttore e la redazione di RaiNews dovranno continuare a lavorare ma è importante aver realizzato questo primo stop e una rete di solidarietà così vasta che si è manifestata”, ha concluso Fammoni. Anche Esterino Montino, capogruppo Pd alla Regione Lazio, nel commentare l’intera vicenda ha affermato: “Un colpo di mano per cloroformizzare definitivamente l’informazione della Rai che è la televisione pubblica e non del governo. Solo questa può essere la motivazione alla base della prevista decisione da parte del direttore generale di chiedere oggi al CdA la rimozione del direttore di RaiNews Corradino Mineo”. “Una scelta che segnala una deriva scellerata da parte di chi detiene il governo di questo Paese: ormai non si tollera la benchè minima autonomia di giudizio da parte di professionisti di grande valore ed equilibrio. Il governo vuole mettere a tacere tutte le voci non allineate e dare vita all’informazione unica. E’ più che mai necessario che istituzioni, cittadini, lavoratori, mondo della cultura, giovani, facciano sentire la loro indignazione e che il CdA respinga la proposta che il DG Masi si appresta a presentare. La rimozione di Mineo pone un problema di democrazia ed è l’ultimo atto di una strategia volta a ridurre al silenzio e all’emarginazione tutti quelli che non vogliono far parte del coro. Sembra che la richiesta di rimuovere Mineo venga dalla Lega, se cosi fosse , vuole dire che siamo in presenza dell’ennesimo scambio, alla Lega Rainews24, al Pdl la possibilità di far crescere meglio e in modo più rigoglioso P3 e cricche varie”, ha concluso Montino. “Dopo i pasticci di questi mesi, con i casi Ruffini, Di Bella, Caprarica e Santoro, ci manca solo che il vertice RAI proceda a nuove nomine nelle testate giornalistiche, magari sostituendo direttori interni come Mineo a Rainews con esterni”, è questa l’affermazione fatta in merito dal senatore Fabrizio Morri, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza.“Ricordo bene con quale accanimento il centrodestra, e soprattutto la Lega ha sviluppato una campagna sui compensi e i costi della Rai e oggi per avere un direttore di area leghista non ci si cura della lievitazione dei costi? Si tratta di contraddizioni insopportabili e che hanno una sola spiegazione possibile. Per tenere in piedi questi Governo e questa maggioranza si e’ pronti a fare porcate sulle quote latte come su un direttore leghista a Rainews”, ha continuato Morri che ha concluso affermando che: “Bene dunque se oggi il CdA rinvia ogni decisione e bene soprattutto sarà per l’azienda se il vertice si renderà conto della necessità di cambiare registro. Non è immaginabile che la RAI diventi, nelle sue testate giornalistiche una sorta di monocolore asservito al centrodestra e alla Lega, perchè senza pluralismo si tradisce ‘sic et simpliciter’ la missione stessa di servizio pubblico”. Sulla stessa linea il capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Vigilanza, Pancho Pardi il quale ha sostenuto che: “Corradino Mineo e Michele Santoro rappresentano un pericolo per Berlusconi, il vero capo della RAI, perchè danno notizie, raccontano fatti e fanno approfondimenti”. “E’ chiaro che nella RAI monopolizzata dalla maggioranza si faccia di tutto per tenerli da parte o per espellerli. Sono considerate voci scomode, come quelle di IdV che non a caso vengono sistematicamente escluse dai principali tg. Certo il rinvio della rimozione di Mineo da Rainews è, almeno per oggi, una buona notizia. Ma non basta. Mineo deve restare al suo posto, perchè se lo è meritato con gli ascolti, e Santoro deve finalmente poter lavorare in santa pace”, ha sostenuto ancora il deputato di IdV concludendo che: “Masi la smetta di tentennare, tanto sa perfettamente che c’è una sentenza che gli impone di inserire Annozero nel palinsesto. Si risparmi questo mobbing da quattro soldi”. Sull’annunciato cambio della guardia a RaiNews ieri è intervenuto anche Ignazio Marino, Pd, affermando che: “Perchè Corradino Mineo dovrebbe essere rimosso da direttore di Rainews24? Perchè la logica di questo governo è ancora una volta predatoria e spartitoria e non aziendalista, legata a ciò che è meglio per l’azienda radiotelevisiva pubblica? Forse un professionista serio e rigoroso, i cui risultati sono nei dati d’ascolto, non è funzionale al progetto di smantellamento dell’informazione libera?”. Marino chiede che: “Intervenga il presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Sergio Zavoli impedendo che oggi si celebri un altro atto della presa della Bastiglia Rai, con l’ennesimo indebolimento del servizio pubblico, a tutto vantaggio delle televisioni del presidente del Consiglio. Mi impegno a vigilare sulle decisioni che il Consiglio d’amministrazione prenderà per Rainews24, un canale destinato, con il digitale terrestre, ad acquisire un ruolo di sempre maggiore rilevanza nel mondo della libera circolazione delle notizie, in un contesto gravemente segnato da conflitti d’interesse, leggi-bavaglio e tagli all’editoria. L’unico criterio di selezione deve essere il merito e non tessere di partito o di corrente”. Di censura politica invece ha parlato Emanuele Fiano, Pd, nell’affermare che: “L’eventuale allontanamento di Corradino Mineo dalla direzione della Rainews è un gravissimo atto di censura politica. Mineo è un professionista autorevole e un giornalista libero. La sua direzione in questi anni ha garantito un dibattito ampio e largo, rappresentativo di tutte le posizioni presenti nel panorama politico. In un momento così difficile per il nostro Paese è necessario che i cittadini conoscano la verità dei fatti e le opinioni di tutti e la rimozione di Mineo è l’ennesimo, pesante, passo indietro”. Fiano aggiunge che: “Bene hanno fatto i capigruppo del Pd in Parlamento a chiedere che questa vicenda sia portata alla discussione di Camera e Senato e non si concluda nelle stanze chiuse di un qualche dirigente della Rai”. “Ci auguriamo che il cda Rai e il direttore generale vogliano fermarsi in tempo prima di arrivare ad uno scontro senza precedenti non tra destra e sinistra ma tra l’azienda, gli utenti che ancora pagano il canone e tutte quelle persone e associazioni che hanno fatto sentire la loro voce contro una annunciata nuova ondata nel segno della faziosità, dell’oscuramento e persino del dilettantisismo. La ventilata sostituzione di Corradino Mineo e addirittura l’ipotesi di cancellazione della trasmissione Anno Zero sono altrettanti tasselli di una strategia arrogante e irrispettosa degli utenti”, ha affermato Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21.