set 30 2010
Padova: nuovo asilo-nido intitolato a padre Ramin
Il nuovo nido alla Paltana intitolato a padre “Lele Ramin”
La Giunta Comunale di martedì 28 settembre, ha scelto di intitolare il nuovo Nido Paltana a padre “Lele Ramin”, un padovano che difendeva i più “piccoli”, i più deboli e indifesi dai soprusi e dalle ingiustizie.
A venticinque anni dalla sua morte, la memoria di padre Ezechiele Ramin è forte e viva, così come la sua straordinaria testimonianza di vita e di fede. In questo anniversario la città lo ha ricordato dapprima attraverso una mostra a Palazzo Moroni e ora con l’intitolazione del nuovo Asilo Nido di Paltana a “Lele Ramin”: un ambiente sereno, educativamente significativo e socialmente importante che ospiterà 60 piccoli della nostra città. Un progetto che si è concretizzato con il lavoro di molti anni e con grande impegno da parte di tutti. Un servizio rivolto ai più piccoli, a quei bambini così simili a quelli tanto cari a padre Lele Ramin dall’altra parte dell’oceano.
Padre Ezechiele Ramin detto Lele, nato a Padova il 9 febbraio 1953, trascorse infanzia e adolescenza a Padova. La presa di coscienza del problema della povertà in cui viveva gran parte dell’umanità – allora chiamata Terzo Mondo – lo indusse a cercare forme pratiche di solidarietà con gli oppressi: si impegnò ad organizzare a Padova il gruppo locale di “Mani Tese” e ad animarne i campi di lavoro estivi, per finanziare microprogetti nel Terzo Mondo. Nel ’72 iniziò nei comboniani l’itinerario che lo avrebbe portato nel 1980 al sacerdozio missionario. La sua attività si svolse in Italia, in Messico e infine in Brasile – Cacoal dove partecipò alle lotte contadine per la terra (Sem Terra) e alle lotte degli indios in difesa dei propri territori contro la chiusura delle riserve.
Partecipa alle lotte contadine per la terra, alle lotte degli indios in difesa della propria terra: “il mio lavoro qui è di annuncio e di denuncia”: annuncio che Gesù è per venuto per la liberazione dei poveri e degli oppressi, denuncia del sistema di oppressione e di ingiustizia”. Il 24 luglio 1985, all’età di 32 anni, fu assassinato in Brasile per mano dei sicari pagati da un latifondista di S. Paolo. Ora il suo corpo è custodito nel cimitero maggiore di Padova.
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