lug 06 2010
Padova: ex Foro Boario, Legambiente annuncia ricorso
In un suo comunicato Legambiente Padova annuncia che presenterà ricorso alla Soprintendente per i Beni ambientali ed architettonici del Veneto Orientale, Sabina Ferrari, affinché blocchi le opere che la società Immobiliare Prato della Valle s.r.l. intende costruire nell’area di Piazza Rabin e di Prato della Valle.
Il progetto prevede la costruzione – oltre al recupero funzionale dell’Avancorpo dell’ex Foro Boario – di un parcheggio interrato sottostante la piazza, che comporterà anche la realizzazione di una grande rotatoria davanti a Santa Giustina.
Nel ricorso Legambiente invita la Soprintendenza a tutelare le condizioni di ambiente e di decoro del complesso monumentale costituito dal Prato della Valle e dalla chiesa di Santa Giustina, così come previsto nel decreto di vincolo n. 00032814/23 dell’8 settembre 1956.
Secondo Legambiente, oltre a violare il vincolo, gli interventi in programma mettono a repentaglio l’unitarietà del sistema Prato della Valle, che comprende la piazza monumentale, Santa Giustina e l’area dell’ex Foro Boario (estesa fino alle mura cinquecentesche ed alla Breccia di Santa Giustina) e contrastano con l’obiettivo dichiarato di operare per la sua riqualificazione urbanistica.
Questo il testo del ricorso:
Alla Soprintendente per i Beni ambientali ed architettonici del Veneto Orientale
arch. Sabina Ferrari
e alla c. a. dell’arch. E. Pezzetta
Sestiere Santa Croce 770
30135 Venezia
Oggetto: realizzazione di un parcheggio interrato e recupero funzionale dell’Avancorpo dell’ex Foro Boario di Padova, in ambito soggetto a vincolo imposto con decreto n. 32814/23, dell’8 settembre 1956, ai sensi della L. 1089/39.
Con riferimento al vincolo sopra emarginato, Legambiente Padova denuncia che le opere previste nel progetto depositato presso codesta Soprintendenza da parte della società Parcheggio ed Immobiliare Prato della Valle s.r.l. e riguardanti la costruzione di un parcheggio interrato sottostante piazza Rabin ed il recupero funzionale dell’Avancorpo dell’ex Foro Boario di Padova (opere ricadenti interamente all’interno dell’area vincolata), alterano negativamente la prospettiva e le condizioni di ambiente e di decoro del Prato della Valle e della chiesa di Santa Giustina per i motivi che saranno appresso evidenziati.
Innanzitutto si rileva che un corretto recupero urbanistico del “Sistema Prato della Valle”, che comprende la piazza monumentale, il complesso di Santa Giustina (esteso anche all’ambito della Caserma Salomone) e l’area dell’ex Foro Boario (estesa fino alle mura cinquecentesche ed alla Breccia di Santa Giustina), non può prescindere dalla soppressione del traffico di attraversamento che da via Cavazzana raggiunge via Cavalletto lungo la direttrice est-ovest.
E’ del tutto evidente, infatti, che il traffico che attraversa le aree monumentali ne limita fortemente l’apprezzamento, la godibilità e la fruibilità mentre, per contro, ne accentua il degrado (soprattutto a causa degli inquinanti aerei fortemente aggressivi che, nel caso in commento, stanno deteriorando irrimediabilmente le statue dell’isola Memmia).
La realizzazione di un parcheggio interrato sotto piazza Rabin, della capacità di 600 posti auto (163 in più rispetto a quelli attuali a raso) da usare prevalentemente con la modalità a rotazione, significa voler abbandonare l’obiettivo di un recupero urbanistico dell’area monumentale e delle sue adiacenze che sia compatibile, sotto il profilo ambientale e culturale, con la straordinaria valenza del sito. Il traffico di attestamento nei confronti del parcheggio in struttura avverrà , infatti, lungo le vie Prato della Valle e 58° Fanteria, confermando le esistenti cesure tra Prato della Valle, area dell’ex Foro Boario e complesso di Santa Giustina.
Per quanto riguarda la chiesa di Santa Giustina ed il suo sagrato va, inoltre, rilevato che la soluzione viaria definitiva comporterà la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra via 58° Fanteria e via Prato della Valle, per consentire di raggiungere senza svolte a sinistra le rampe di accesso al parcheggio interrato. Tale soluzione è chiaramente individuabile nel Piano Particolareggiato del prof. Luigi Crotti (di cui il progetto in esame costituisce uno stralcio) che è già stato approvato dal comune e sul quale codesta Soprintendenza deve ancora esprimersi. L’evoluzione del traffico attorno alla rotatoria comporterà la definitiva segregazione e marginalizzazione della chiesa e del suo sagrato rispetto al Sistema del Prato della Valle. La circolazione delle auto dirette al parcheggio, a cui si sovrapporrà quella dei pullman diretti allo spazio di stazionamento a raso previsto in piazza Rabin, creerà , infatti, un effetto barriera nei confronti dell’accessibilità a Santa Giustina, che non può non essere considerato come un’alterazione delle condizioni di ambiente e di decoro del monumento oggetto di tutela e pertanto come una violazione del vincolo.
L’osservazione che tale viabilità è già esistente non può aver pregio nei confronti della censura sopra riportata, in quanto la realizzazione di un parcheggio in struttura comporta una destinazione d’uso definitiva, che renderà pressoché impossibile la soppressione del traffico di attraversamento dell’area monumentale. L’esistente parcheggio a raso, invece, può sempre essere soppresso, indirizzando il traffico di accesso alla zona monumentale verso il sistema di parcheggi scambiatori, già in parte realizzati nei punti di intersezione tra la tangenziale e le radiali dirette verso il centro, che sono collegati al Prato della Valle con linee forti del trasporto pubblico. Questa soluzione, a differenza di quella proposta, renderà sempre possibile la soppressione della viabilità di attraversamento del Sistema Prato della Valle.
Nemmeno la contestazione che la viabilità di accesso al parcheggio interrato è esterna all’area vincolata può fare venir meno le censure, in quanto è proprio il parcheggio realizzato all’interno dell’area vincolata, che consolida la viabilità esistente e ne aumenta il traffico, con tutti gli effetti negativi sopra evidenziati.
Inoltre le rampe di accesso all’interrato renderanno impossibile la riapertura del canale Alicorno, che è parte integrante del progetto di sistemazione del Prato della Valle ideato da Andrea Memmo. Lo stombinamento dell’Alicorno deve, invece, essere inteso come opera necessaria per il recupero urbanistico e filologico del Sistema del Prato della Valle, in grado di valorizzare l’ambiente ed aumentare il decoro dei monumenti vincolati.
Per quanto riguarda il recupero funzionale dell’Avancorpo dell’ex Foro Boario, si contesta la chiusura dei due portici passanti, limitati da cancellate.
Tali chiusure, funzionali alla nuova destinazione d’uso commerciale (con conseguente aumento di volume urbanistico del fabbricato), limitano la permeabilità , anche visiva, del fabbricato e recano un danno alla prospettiva verso il Prato della Valle, ponendosi in contrasto con il vincolo di tutela del monumento.
La limitazione della permeabilità , inoltre, incide negativamente anche nella parte retrostante l’Avancorpo, in quanto riduce la profondità di veduta verso la cortina delle mura cinquecentesche.
Tanto premesso, si invita codesta Soprintendenza a tenere conto delle censure sopra riportate, al fine di tutelare le condizioni di ambiente e di decoro del complesso monumentale costituito dal Prato della Valle e dalla chiesa di Santa Giustina, così come previsto nel decreto di vincolo n. 00032814/23 dell’8 settembre 1956.
Padova, 6 luglio 2010
Sandro Ginestri
(Fonte: Legambiente PD)
Articoli correlati:











![Validate my RSS feed [Valid RSS]](/uploads/feed/valid-rss.png)
![Validate my Atom 1.0 feed [Valid Atom 1.0]](/uploads/feed/valid-atom.png)