Archive for gennaio, 2010

gen 31 2010

I sei bambini soldato del Darfur non saranno giustiziati

Published by Marcello De Giorgio under Pianeta Africa

Successo per la petizione di Italians for Darfur. Raccolte 12 mila firme grazie anche a noi che invitammo tutti a firmare

Sudan/ I sei bambini soldato del Darfur non saranno giustiziati

La petizione organizzata da Italians for Darfur che chiedeva la sospensione della pena per i bambini soldato condannati a morte in Sudan ha avuto successo. “I sei bambini soldato del Darfur, condannati a morte lo scorso novembre, non saranno giustiziati” annuncia con una nota l’organizzaione promotrice della campagna per la difesa dei diritti umani in Sudan. . “Il governo sudanese – prosegue il comunicato dell’associazione – ha assicurato che i minori sui quali pendeva la mortale sentenza non saranno uccisi. La conferma arriva dal ‘Council for Human right’ del Sudan a cui abbiamo inviato le sottoscrizioni della petizione che chiedeva di sospendere la pena nei confronti di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni”. Arrestati insieme ad altri 150 guerriglieri del Jem (Movimento per la Giustizia e l’Uguaglianza) per aver partecipato nel 2008 a un attacco contro Omdurman, città gemella della capitale sudanese, i sei minori erano stati giudicati colpevoli da una Corte militare. Purtroppo resta incerto il futuro di altri ragazzi di età non ben definita – conclude la nota – ma che non si esclude, per alcuni, possa essere inferiore ai 18 anni. Il governo sostiene, anche grazie al complice e interessato silenzio del Jem che ha sempre negato la presenza di bambini – soldato tra le sue fila, che nel braccio della morte del carcere di Kobar siano presenti solo adulti”.

FP

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gen 31 2010

Milano: tutti i guai della Megalopoli padana

Published by Marcello De Giorgio under Ambiente

Nel periodo 1980-2000 il tasso medio di motorizzazione nell’Italia settentrionale è cresciuto di oltre il 50% (passando da 380 a 585 autovetture ogni 1000 abitanti), mentre nello stesso periodo i passeggeri sulla ferrovia aumentavano solo del 13%.

Questo fenomeno è stato favorito da scelte istituzionali in materia di infrastrutture che hanno continuato a favorire (al di là dei luoghi comuni che denunciavano un presunto impasse)  la rete stradale: tra il 1981 e il 1999 la rete di strade e autostrade del Nord Italia ha avuto un incremento del 25% Passando da 140 mila km a 175 mila). Questo mentre lo sviluppo della rete ferroviaria veniva ridotto, per il taglio dei rami secchi del 2%.

Ciò si è tradotto oltre che in un maggior inquinamento anche in un preoccupante incremento dell’incidentalità sulla strada: tra il 1980 e il 1999 nel Nord Italia sono stati registrati 1,8 milioni di incidenti stradali in cui sono state coinvolte 2,3 milioni di persone (equivalenti a circa il 10% della popolazione residente nel settentrione).

Le emissioni di CO2 – il principale gas serra – dovute al traffico autostradale ammontano a 66 milioni di tonnellate l’anno con un incremento nel 2000, rispetto al 1980, del 71%.

Il problema è che gli autoveicoli privati sono serviti per coprire distanze medie sempre più lunghe: nell’arco di 20 anni ogni singolo residente nel Nord Italia ha quasi raddoppiato la lunghezza dei km percorsi in un anno (passando dagli 8.500 km del 1980 ai 16.000 del 2000) e la lunghezza media degli spostamenti quotidiani è anch’essa raddoppiata passando, nello stesso periodo, da 10 a 20 km a testa.

Le scelte istituzionali e pianificatorie sbagliate hanno così consentito la nascita di una grande megalopoli padana,  costituita  da sistemi urbani regionali, da una città diffusa in cui si concentra il 78% della popolazione del Nord Italia (quasi 20 milioni di abitanti, sui 25,3 milioni complessivi) su circa ¼ della superficie (circa 30.000 kmq), con una densità media di 650 ab/km ed include: il Piemonte centrale intorno a Torino, l’area metropolitana milanese e il Pedemonte lombardo, l’area veronese e il fondovalle dell’Adige tra Trento e Bolzano, l’area centrale veneta (intorno a Vicenza, Padova, Venezia-Mestre e Treviso) l’area triestina e udinese, l’intero asse della via Emilia da Piacenza a Rimini, il litorale ligure.

Ufficio stampa WWF Italia

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gen 31 2010

Bologna: tre nuovi restauri alla Certosa

VENERDI’ 29 GENNAIO IL DIRETTORE DEI MUSEI VATICANI HA PRESENTATO  AL PUBBLICO E  ALLA STAMPA TRE NUOVI RESTAURI ALLA CERTOSA

Venerdì 29 gennaio alle 11.00, nella chiesa di San Girolamo alla Certosa, sono state presentate al pubblico e alla stampa le tre cappelle laterali restaurate grazie al fondamentale contributo della Fondazione del Monte.

Alcune fasi della manifestazione

All’inaugurazione sono intervenuti,come si è potuto vedere dalle immagini dgtvonline, Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, Monsignor Gabriele Cavina, Vicario generale della Curia di Bologna, Marco Cammelli, Presidente della Fondazione del Monte, Luciano Sita, Assessore alle Attività produttive, Istituzioni e beni artistici e culturali, Città storica, Rapporti con l’Università del Comune di Bologna, Luigi Ficacci, Sovrintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici di Bologna, Paola Grifoni, Sovrintendente ai beni architettonici, ambientali e paesaggistici di Bologna, Padre Mario Micucci, Rettore della Chiesa di San Girolamo.
Al termine la storica dell’arte Armanda Pellicciari ha condotto una esaurientissima ed applaudita visita guidata alle opere restaurate.

In occasione dell’inaugurazione dei restauri delle tre cappelle, nella Chiesa di San Girolamo in serata, alle 21.00, si è poi tenuto il concerto del coro Euridice che ha eseguito musiche di Guillame Dufay, Bartolomeo Tromboncino, e di Georg Friedrich Handel.

I restauri sono stati eseguiti da Bonini Pavimenti Sas, Laboratorio di restauro Ottorino Nonfarmale Srl, Laboratorio degli Angeli Srl.
L’inaugurazione delle opere rientra nel programma delle celebrazioni per i 50 anni della presenza dei religiosi realizzato con passionisti a Bologna, realizzato con la collaborazione del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano, del Museo del Risorgimento di Bologna, della Fondazione Del Monte e di Hera Bologna.

MDG.

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gen 31 2010

L’ira delle Associazioni per l’approvazione di “Caccia no limits”

Published by Marcello De Giorgio under Ambiente

AMICI DELLA TERRA, ANIMALISTI ITALIANI, ENPA, FARE VERDE, GREENPEACE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA CACCIA, OIPA, ASS. VITTIME DELLA CACCIA, VAS, WWF ITALIA

COMUNICATO STAMPA

CACCIA, IRA DELLE ASSOCIAZIONI PER L’APPROVAZIONE DI CACCIA NO LIMITS.

“Decisione vergognosa. Presi in giro milioni di italiani. Ora risposte da Ronchi e Berlusconi”.

Comincia la mobilitazione per battaglia epocale alla Camera


Ciò che è accaduto in aula del Senato ha del vergognoso nei confronti dell’Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia e i fucili vengono prima di tutto”.

E’ la dichiarazione a caldo delle associazioni all’approvazione dell’articolo 38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio.

“E’ stato ignorato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, che specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di infrazione in cui l’Italia si trova sul tema caccia. E’ stato ignorato il parere negativo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che aveva già bocciato un identico emendamento nel recente passato. E tutto questo per assecondare una minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi all’anno, per giunta facendo ingresso nei terreni privati.

“Il risultato è che con questo emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone.

“Per non parlare degli altri aspetti, solo apparentemente marginali, comportati da questa pessima norma: il carattere giuridico dato alla guida europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un vero e proprio corto circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà) o l’assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di caccia alle specie protette.

Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante, resa persino beffarda dall’approvazione di un subemendamento presentato come “soluzione” ma che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità della norma approvata e sul quale, a leggere le ultimissime agenzie, persino il ministro Prestigiacomo dichiara di aver subito un raggiro.

“Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile scelta a quel 90% di italiani che respingono ogni idea di allungamento della stagione venatoria. E dovranno farlo in prima istanza il ministro Ronchi, che si è assunto la responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e il Presidente Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini, professionisti, ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento risolutore.

“Ma una cosa è certa. La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito la mobilitazione, sarà epocale”.

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Francesca Mapelli

WWF Italia ONLUS – Ufficio Stampa

– Ufficio Stampa

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gen 31 2010

Padova : cerimonia all’Internato Ignoto per la Giornata della Memoria


Mercoledì 27  gennaio viene celebrata  in tutta Italia la Giornata della Memoria, istituita nel 2000 con legge dello Stato affinché non vada perso il ricordo delle atrocità perpetrate dalla barbarie nazifascista durante la Seconda Guerra Mondiale.

A Padova la cerimonia si è svolta presso il Tempio Nazionale  dell’Internato Ignoto, alla presenza delle masssime autorità civili e militari, delle rappresentanze degli ex internati, delle associazioni combattentistiche e d’arma e dei familiari dei caduti. Era presente anche una delegazione di studenti, a testimonianza dell’impegno delle giovani generazioni a non dimenticare.

Dopo la deposizione delle corone di fiori da parte delle delegazioni presenti, hanno preso la parola il Rettore del Tempio don Alberto Celeghin, il Sindaco di Padova Flavio Zanonato, il Presidente della Comunità Ebraica di Padova Davide Romanin Jacur e il Presidente dell’Associazione degli ex internati.

Alcune fasi della manifestazione

Ognuno di essi – ciascuno per la propria competenza e dal proprio punto di vista – ha sostanzialmente ribadito la necessità di non fare appassire il ricordo e di mantenerlo vivo, affinchè simili orrori non abbiano a ripetersi per il futuro.

Significativo a questo proposito è stato l’intervento del Presidente Romanin Jacur, reduce dal Viaggio della Memoria al campo di concentramento di Auschwitz, organizzato come ogni anno dal Comune di Padova per gli alunni delle  scuole cittadine. Egli si è detto preoccupato per il crescente disinteresse da parte dei più giovani nei confronti non solo della Shoah e di ciò che essa rappresenta, ma anche delle problematiche sociali in genere.

Il suo è stato soprattutto un monito agli educatori e ai genitori a non abbassare la guardia, lasciando così che il conformismo e la superficialità dilaganti abbiano la meglio sui valori di tolleranza e di rispetto per la diversità che sono il fondamento di ogni democrazia.

Consegna delle medaglie d’oro

Al termine della cerimonia,come da filmato,all’interno del Museo dell’Internamento annesso al Tempio, il Prefetto di Padova Ennio Mario Sodano e i sindaci della provincia hanno consegnato le Medaglie d’Onore, concesse con decreto del Presidente della Repubblica “a titolo di risarcimento” per le angherie subite durante la prigionia, agli ex internati e ai loro familiari.

Alcune immagini della cerimonia

mp


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gen 31 2010

Taiwan compra armi da USA

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

Taiwan. Gli USA vendono armi a Taipei e la Cina protesta

Come era prevedibile l’ufficializzazione da parte degli Stati Uniti di voler vendere armi al governo di Taipei ha suscitato l’immediata reazione della Cina che considera Taiwan una sua provincia. Pechino infatti, considera quel territorio suo e solo in attesa di essere riunificato alla madre patria. Taiwan si dichiarò indipendente dalla Cina nel 1949. L’agenzia Nuova Cina ha scritto che: “la vendita di armi statunitensi manda a Taiwan il messaggio sbagliato, soffiando sul fuoco della volontà di ‘indipendenza dell’isola”. Si tratta di una commessa di 6,4 miliardi di dollari. Nello specifico 114 missili intercettori Patriot (2,81 miliardi), 60 elicotteri Black Hawk (3,1 miliardi), equipaggiamento per le comunicazioni dei cacciabombardieri F-16 di Taipei (340 milioni), 2 cacciamine classe Osprey (105 milioni) e 12 missili antinave Harpoon (37 milioni).

elicotteri Blackhawk e misisli Patriot

Pechino ha espresso la sua ‘indignazione nell’unica maniera che conosce. Il vice-ministro degli Esteri cinese He Yafei aveva già affermato ieri che: “la decisione avrà un grave impatto negativo nei rapporti tra Pechino e Washington”. Oggi poi, con una comunicazione urgente inviata all’ambasciatore americano a Pechino, Jon Huntsman ha chiesto ufficialmente agli Stati Uniti di annullare la decisione di vendere armi a Taiwan. Il governo di Pechino ha anche sottolineato che l’iniziativa dell’amministrazione Obama è destinata a deteriorare i rapporti tra i due Paesi ed avere un impatto molto negativo sulla cooperazione tra Usa e Cina in importanti campi. Un monito inequivocabile quanto chiaro seguito poi, dalla convocazione dell’addetto militare degli Stati Uniti a Pechino. A cui Qian Lihua, direttore dell’ufficio Affari Esteri del ministero della Difesa, gli ha formalmente consegnato una nota di protesta formale per il piano del Pentagono di vendere armi a Taiwan.

Taiwan – il presidente Ma Ying Jeou

Per il ministero della difesa cinese quello annunciato oggi va contro i principi concordati con Obama durante la sua visita in Cina lo scorso Novembre ed ha annunciato che il suo Paese imporrà sanzioni alle aziende americane che venderanno armi a Taiwan oltre a interrompere ogni scambio militare con gli USA. In merito il Pentagono ha espresso il suo rammarico. Pechino aveva già assunto un irrigidimento simile verso gli Stati Uniti quando nell’ottobre del 2008 l’allora presidente George W. Bush aveva presentato al Congresso un progetto per vendere armi a Taiwan. La reazione era stata quella di interrompere temporaneamente ogni contatto di tipo militare con gli Stati Uniti. Adesso che anche l’attuale presidente Barack Obama sembra indirizzato su un’identica iniziativa Pechino adotterà di certo nuove ritorsioni che potranno compromettere ulteriormente i rapporti tra i due Paesi. Stamani la Casa Bianca aveva notificato al Congresso l’intenzione di vendere a Taiwan armi: elicotteri Blackhawk UH-60, missili anti missili Patriot a ‘Capacita’ Avanzata’, PAC-3 e tecnologia avanzata per gli F-16 di Taiwan. Si tratta dunque di armamenti difensivi e non offensivi. Come lo stesso portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, ha precisato stamani nel difendere la vendita di armi al governo di Taipei. Mentre un altro portavoce, Laura Tischler ha spiegato che: “Le forniture militari servono alla sicurezza e alla stabilità nello stretto di Taiwan”. “La vendita, ha precisato la Tischler, rientra nel quadro dei rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Taiwan e Stati Uniti-Cina. I rapporti tra Pechino e Washington già non erano dei più felici, tesi come erano su molti temi, tra cui il rispetto dei diritti umani in Tibet e la sicurezza sui prodotti commerciali. La situazione era precipitata nelle ultime settimane in seguito alla vicenda Google e si sperava che la visita ufficiale a Pechino, prevista a febbraio, del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, potesse stabilizzare i rapporti tra i due Paesi. Nelle scorse settimane gli Usa avevano accusato apertamente la Cina di pirateria informatica questo, dopo che il motore di ricerca Google aveva reso noto che hacker cinesi erano entrati illegalmente nelle caselle postali di dissidenti del loro Paese. La Cina ovviamente aveva respinto ogni addebito, ma il danno ormai era fatto. Addirittura un portavoce del ministero dell’Informatica aveva definito senza fondamento la denuncia fatta da Google.

Ferdinando Pelliccia

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gen 31 2010

Bologna: comunicato dell’Associazione “Cittadini per Bologna”

COMUNICATO STAMPA dell’Associazione “CITTADINI PER BOLOGNA”(Presidente Gianfranco Pasquino)

In seguito alle dimissioni del Sindaco di Bologna chiediamo la convocazione delle Primarie aperte dei cittadini di Bologna per scegliere il candidato (unico) dell’area di Sinistra-Centro (area che esclude l’UDC). Nel caso in cui si voti a fine marzo 2010, le Primarie potranno svolgersi, con parità di condizioni fra i vari candidati, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 febbraio. E’ inoltre fortemente auspicabile che, per la prima volta in Italia, si svolgessero nello stesso giorno Primarie per tutti candidati di tutte le liste o coalizioni – di sinistra-centro e di centro-destra – che intendono presentarsi alle elezioni Amministrative.
Questa necessaria innovazione nella selezione di tutta la classe dirigente contribuirebbe, come scrisse anche Milena Gabanelli (vedi sito www.perleprimarie.org) nell’estate 2008, a fare recuperare credibilità politica e morale alla Città di Bologna. Si ricorda che l’Associazione Cittadini per Bologna, forte di un programma molto incisivo, presentò nel giugno 2009 il Prof. Gianfranco Pasquino alla carica di Sindaco di Bologna,in alternativa a Flavio Delbono, a Alfredo Cazzola e a Giorgio Guazzaloca. Nei prossimi giorni l’Associazione Cittadini per Bologna si ritroverà in assemblea per valutare eventuali iniziative politiche per il bene esclusivo
di Bologna.
p. Direttivo dell’Associazione Cittadini per Bologna
Francesco Delli Santi – Paolo Orioli – Riccardo Lenzi – Isabella Filippi
www.perleprimarie.org -
www.bolognaperlulivo.org

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gen 30 2010

La Storia è maestra di vita?

E’ l’interrogativo che mi sono posto: anzi,è veramente maestra di vita?

L’ispirazione è stata la nomina (promessa,annunciata o presunta) di Bertolaso a ministro…

Vi lascio al video:

Saluti per tutti.

MDG.

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gen 30 2010

Dura Lex

Alla LIBRERIA IRNERIO ,VIA IRNERIO 27  – BOLOGNA, OGGI, SABATO 30 GENNAIO ALLE 17,30:
conversazione con DANILA COMASTRI MONTANARI
in occasione della pubblicazione del suo piu’ recente giallo con protagonista Publio Aurelio:
“DURA LEX”
(Hobby & Work edizioni)

Danila Comastri Montanari  ha infatti incontrato  i suoi lettori alla libreria Irnerio, per presentare il suo piu’ recente giallo, “Dura Lex”, il quindicesimo della serie che la scrittrice ha dedicato a Publio Aurelio Stazio, patrizio romano con la passione per i misteri…

L’intervista all’autrice ed alcune fasi della presentazione…
(servizio di dgyvonline)

- E’ questo che non mi piace di te, Publio Aurelio: la spregiudicatezza con cui sei disposto a percorrere vie traverse svicolando dalle norme prestabilite. Invece l’accettazione delle regole è il fondamento del diritto, perchè niente sta sopra la legge: dura lex, sed lex!
- Ti sbagli, c’è qualcosa che vale ancor piu’ della legge.
- E che cosa, in grazia ai Numi?
- La giustizia, mia esimia giurista – rispose lui senza alcuna enfasi – Vogliamo fare in modo che, per una volta tanto, le due cose finiscano per coincidere?

In queste poche righe, cosi’ esemplari, il motivo dell’affetto che in così tanti lettori hanno negli anni dedicato a Danila Comastri Montanari ed alla sua geniale idea di ambientare nell’antica Roma i suoi romanzi. In primo luogo un’ottima scrittura, in cui riferimenti al mondo classico arricchiscono la narrazione senza alcuna pedanteria, ma regalando al lettore continui scorci sul
passato. Inoltre, una caratterizzazione dei personaggi perfetta, che li rende non solo familiari al lettore in pochi tratti, ma resi in tutte le sfaccettature del caso. Ma soprattutto, Il segreto del successo di Danila Comastri Montanari, acclamata scrittrice di gialli seria li ambientati nella Roma del primo secolo dopo Cristo e tradotti in mezza Europa, sta nell’aver compreso che la natura
umana, le passioni, gli intrighi, i difetti e le virtù sono eterni nel tempo. Un’intuizione semplice ed efficace che le permette di immergere le sue storie in ambienti di duemila anni fa, senza nulla togliere alla credibilità dei personaggi e delle trame. E Publio Aurelio Stazio, patrizio per nascita e senatore per scelta, investigatore insieme ironico e perspicace, che rifiuta la violenza e che affida alla mente e alle belle maniere i suoi successi, è da sempre l’amato protagonista della fortunata serie, giunta ora al quindicesimo titolo con Dura lex. In questo caso, l’oggetto dell’indagine è la misteriosa morte di tre neonati in culla. E’
vero che sarebbero eventi all’ordine del giorno, a prescindere dal censo della famiglia in cui nascono, ma Publio Aurelio
intuisce che in questo caso potrebbe esserci dell’altro. E con l’aiuto di amici di vecchia data si butta nell’indagine, per la nostra delizia di lettori.
Dice del suo personaggio la sua creatrice:
“Dovendo scegliere, non ho avuto dubbi: come scrittrice di professione, passo in compagnia del mio eroe parecchie ore al giorno, e avevo tutti i diritti di trascorrerle con un uomo decente. Così ho attribuito al mio protagonista un certo fascino, un’intelligenza piuttosto viva e inoltre l’ho reso ricco, visto che molti lettori – come d’altra parte la sottoscritta – hanno
le loro belle difficoltà nell’arrivare a fine mese e non sarebbe stato opportuno affliggerli con i problemi di un detective in gravi ristrettezze economiche. Per il resto, Publio Aurelio ha molte contraddizioni e molte fisime, che sono esattamente le mie. E’ anche anticonformista, perché esce dalla penna -pardon, dal computer – di un’autrice che lo è stata in massimo grado per
tutta la vita. Ragiona come me, ha la mia mentalità e spesso parla a mio nome: in breve, come avrebbe detto Flaubert:
“Aurelio c’est moi!”.
Dalla biografia ufficiale del sito diciemme.eu:
DANILA COMASTRI MONTANARI nasce a Bologna il 4 novembre del 1948. Lascia precocemente la scuola per entrare all’università dove si laurea in Pedagogia (1970) e in Scienze Politiche (1978). Per vent’anni insegna e viaggia ai quattro angoli del mondo. Nel 1990 scrive il suo primo romanzo,quindi si dedica a tempo pieno alla narrativa, privilegiando un genere, quello del giallo storico,che le permette di conciliare i suoi principali interessi: lo studio del passato e l’amore per gli intrecci mystery. Accanita fumatrice, apprezza gli alcoolici, rifugge dalle diete, frequenta stazioni termali e scavi archeologici, legge polizieschi, saggi, classici latini, greci e cinesi, è una fanatica utente di internet e ama i videogiochi di strategia. Vive in una grande casa al
centro di Bologna con il marito, la figlia, due gatti, duecento piante, diecimila libri e cinque computer.

(Fonte : negrini@women.it)

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gen 30 2010

Bologna: il caso Genchi

“IL CASO GENCHI. STORIA DI UN UOMO IN BALIA DELLO STATO”

VENERDI’ 29 GENNAIO ALLE 18,00 ALLA LIBRERIA IRNERIO IN VIA IRNERIO, 27 A BOLOGNA

GIOACCHINO GENCHI

ha presentato  il libro di Edoardo Montolli

“IL CASO GENCHI. STORIA DI UN UOMO IN BALIA DELLO STATO”
(Aliberti editore)

conduzione dell’incontro  di VALERIO D’ALESSIO

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Luglio 1992, la Sicilia è dilaniata dalle stragi. In città c’è un poliziotto maledettamente bravo con le tecnologie. Ha lavorato con Falcone e sono tre anni che si occupa dei misteri di Palermo. Si chiama Gioacchino Genchi. è a lui che chiedono di scoprire qualcosa sulle agende elettroniche del giudice. E di capire dai telefoni se qualcuno spiasse Paolo Borsellino. E lui qualcosa scopre. Scova file cancellati e li ritrova. Poi ipotizza una pista per via D’Amelio: date, nomi, luoghi. Diventa vice del gruppo Falcone-Borsellino. Ma quell’indagine non la finirà mai. Una mattina, mentre l’Italia esulta per l’arresto dei killer, all’improvviso sbatte la porta. E se ne va.
Da allora non ne ha mai parlato. Lo chiamano nei processi più delicati:  le talpe nel Ros di Palermo, il caso Dell’Utri. I capi di Cosa Nostra e i colletti bianchi. La vicenda Cuffaro e la sanità siciliana. Le sue consulenze sui telefoni ribaltano giudizi, fanno condannare centinaia di persone e assolvere miriadi di innocenti. Da vent’anni è considerato il più abile consulente telematico delle Procure.
Ogni anno la polizia stila graduatorie e gli assegna un punto più del massimo per le «eccezionali doti morali» e il prestigio che ne consegue.
Finché approda a Catanzaro, per la Why Not di Luigi de Magistris.
Una mattina accende il pc, guarda i tabulati telefonici. E all’improvviso sbianca.
Ma non fa in tempo a stendere una relazione: revocato l’incarico, indagato e perquisito,sequestrato l’«archivio» con tutti i dati fin dal 1992. Attaccato da ogni parte politica.
Sospeso dalla polizia. E altrove quattro magistrati perdono il posto. E allora cosa c’era in WhyNot, cosa c’era in quei tabulati?
C’erano giudici a contatto con boss, magistrati amici degli indagati e dei loro avvocati. Ma c’era soprattutto un intreccio telefonico economico-politico-giudiziario che da Catanzaro saliva a Roma, incrociando i processi sulle scalate bancarie, la vicenda Umts, i crac Cirio e Parmalat e lo spionaggio Telecom, incuneandosi indietro nel tempo all’origine e al declino di Tangentopoli e a tante, troppe inchieste di cui si era occupato. E agli stessi nomi su cui indagava per via D’Amelio, quando se ne andò sbattendo la porta. E ora che per difendersi ha depositato in tribunale le sue scoperte, può finalmente raccontarlo: perché lasciò  allora, perché è stato fermato adesso. Con nomi, date e luoghi. Perché questo lungo e complesso racconto non è la storia di un’inchiesta bloccata a Catanzaro. Questa è la storia della  seconda Repubblica.
«In Why Not avevo trovato le stesse persone sulle quali indagavo per la strage di via D’Amelio.
L’unica altra indagine della mia vita che non fu possibile finire».

Inizia così il dialogo tra Gioacchino Genchi ed Edoardo Montolli . E per la prima volta viene a galla ciò che Silvio Berlusconi aveva definito «il più grande scandalo della Repubblica»: il cosiddetto «archivio Genchi». E viene a galla con nomi e cognomi. Un materiale del tutto inedito e così scottante da poter riscrivere gli ultimi vent’anni della storia  d’Italia: da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi. Fino alle stragi del 1992 e 1993.
Dalle agende di Falcone agli ultimi due giorni di vita di Borsellino, con elementi completamente nuovi che aprono enormi squarci nelle istituzioni. Ma non con teorie o teoremi. Con dati. Fatti. Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante dietro le quinte della politica che porta alle origini della seconda Repubblica. Dopo averlo letto niente vi sembrerà più come prima.
Un personaggio che, dopo essere stato oggetto di grande attenzione da parte dei media, qualche mese fa, sembra ora completamente scomparso dalla scena. Ma così non è, e soprattutto le persone hanno voglia di sapere, approfondire, capire.
Ecco dunque spiegato il successo dei tanti libri di saggistica – soprattutto politica – che escono ultimamente: il bisogno dei lettori di andare oltre le notizie “preconfezionate” che ci vengono fornite da molta stampa all’unisono, prescindendo spesso dall’orientamento politico delle singole testate.
Un successo che ha coinvolto anche il libro-intevista di Gioacchino Genchi, che, nonostante sia uscito in piena frenesia natalizia e non sia propriamente di lettura agevole, zeppo com’è di nomi, date, circostanze e fatti, è immediatamente andato esaurito, ed è già stato ristampato.

Qualche notizia sull’autore ed il suo interlocutore.

GIOACCHINO GENCHI nasce a Castelbuono (PA) il 22 agosto 1960.
Estremamente legato al suo paese, l’essere castelbuonese è la cosa di cui si sente più orgoglioso.
Diplomato con il massimo dei voti intreccia gli studi in giurisprudenza con un’esperienza lavorativa per un’azienda specializzata del centro Italia nel settore informatico.
Una volta conseguito la laurea in Giurisprudenza con 110/110 e la Lode. Accademica, all’Università degli Studi di Palermo, intraprende la carriera forense e consegue,l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato e l’abilitazione all’insegnamento di materie giuridiche.
Nel 1985 supera il Concorso di Funzionario della Polizia di Stato. Dall’ingresso in Polizia ha diretto diversi uffici (la Zona Telecomunicazioni  per la Sicilia occidentale, il Nucleo Anticrimine per la Sicilia Occidentale, il Centro Elettronico Interregionale di Palermo, ecc.).

Su incarico del Consiglio Superiore della Magistratura ha tenuto dei corsi  di formazione e di aggiornamento per Magistrati e Uditori Giudiziari.

Dal 1996 ho svolto l’incarico di consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria in importanti indagini e processi penali. I risultati del suo lavoro sono consacrati in centinaia di ordinanze, di sentenze e di pronunce della Corte di Cassazione.
Per una scelta puramente deontologica è in aspettativa non retribuita dal giugno del 2000 dal Ministero dell’Interno.
Ha anche rinunciato volontariamente alla carriera in Polizia, mentre ricopriva già da oltre cinque anni la qualifica di Vice questore aggiunto.
Da anni nonostante i suoi risultati sulle indagini sia sulla strage di Capaci e di via D’Amelio nonchè la sua collaborazione a “why not”, inchiesta coordinata da Luigi De Magistris, subisce la delegittamazione di vari politici che ovviamente temono i risultati emersi dalla carriera professionale di Genchi.

VALERIO D’ALESSIO Nasce a Bologna, dove vive, nel 1964.

Si Laurea in lettere presso l’Università di Bologna

Da Agosto 2007 comincia a frequentare il meet up di Beppe Grillo ed è tra gli organizzatori del v day dell’ 8 settembre 2007,nonchè del secondo v day del 25 aprile 2008.

Successivamente porta avanti altre iniziative del blog di Grillo ( no agli inceneritori, no tav etc) e lavora in diversi gruppi, e organizza per il meet up/ Movimento Grillo l’ufficio stampa e prosegue per tutto il periodo 2008/2009.

Nel 2009 aderisce alla lista civica Beppe Grillo e viene eletto consigliere nel quartiere Savena a Bologna.
Sempre nello stesso periodo organizza alcune iniziative locali per la Campagna di Sonia Alfano alle elezioni europee.
E sempre dallo stesso anno entra a fare parte del movimento delle Agende rosse, il movimento che chiede alle istituzioni la verità su quel periodo che ha fatto nascere con troppi misteri la nostra cosidetta seconda repubblica. Per approfondire: www.gioacchinogenchi.it

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gen 30 2010

Comunicazione del Magnifico Rettore dell’Università di Padova

Published by Massimo Paccagnella under Padova

Pubblichiamo la seguente comunicazione da parte del Rettore Giuseppe Zaccaria.

Al Personale Docente
Al Personale Tecnico Amministrativo
Al Consiglio degli Studenti

Ho il dovere di informare tutti Voi della difficile situazione in cui sta  venendosi a trovare il nostro Ateneo, a seguito di un atto della magistratura che impone il pagamento dello stipendio di ricercatore confermato a tempo pieno ad un gruppo di quattordici ex-lettori, che hanno fatto causa all’Università chiedendo l’equiparazione del loro trattamento economico a quello della docenza, pur non svolgendo attività di ricerca, data la tipologia del loro contratto di lavoro.

La somma complessiva di tale pagamento ammonta a ben 5 milioni 112.828 Euro, ed il bilancio della nostra Università non è assolutamente in grado di sostenere un aggravio di queste dimensioni, dopo i grandissimi sforzi effettuati per mantenere fede all’impegno assunto di chiudere in pareggio per il 2010 continuando ad assicurare all’Ateneo le risorse necessarie allo svolgimento dei propri compiti istituzionali, senza aumentare le tasse degli studenti. A loro infatti dobbiamo sempre garantire didattica e servizi all’altezza della nostra tradizione, che ha fatto e fa di Padova un Ateneo di ricerca di alta qualificazione, con in più i conti in ordine.

Non è il caso di entrare nel merito della questione giudicata dal Tribunale, che presenta aspetti di grande complessità. Desidero soltanto ribadire che, al di là della serietà dell’impegno dei singoli ex lettori e delle funzioni certo preziose svolte dalla loro categoria (così come da quella degli attuali CEL), l’esborso di una somma così consistente in momenti tanto difficili per tutti gli Atenei dal punto di vista economico ha come inevitabile conseguenza quella di far saltare l’equilibrio finanziario, faticosamente raggiunto con i ben noti sacrifici, che da anni tutti abbiamo ritenuto necessario fare per il bene della nostra Università, quindi di tutti coloro che vi lavorano e vi studiano.

Il Consiglio di Amministrazione, nella sua seduta straordinaria di oggi, ha valutato con grande senso di responsabilità la situazione, riconoscendo con deliberazione unanime l’impossibilità a procedere al pagamento di una somma di tale entità, dando nel contempo mandato al Rettore di compiere tutti i passi necessari per chiedere al Ministero, che non può sottrarsi a  sue precise responsabilità che si cercherà di far valere in ogni sede, di intervenire con uno stanziamento ad hoc per evitare il rischio di un deficit di bilancio altrimenti non evitabile.

Ciò è stato deliberato con l’auspicio che si possa tuttavia, nel frattempo, avviare con gli ex lettori  una trattativa per concordare una transazione, così da non mettere in crisi le finanze dell’Ateneo, che siamo sinora riusciti a mantenere sane con un grande rigore gestionale, nella consapevolezza che senza il senso di responsabilità di tutti sarà impossibile evitare conseguenze negative gravissime ed irreparabili per l’intera Universitas Patavina.

Giuseppe Zaccaria

Padova, 29 gennaio 2010

(Fonte : Università di Padova -  Ufficio Stampa)

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gen 30 2010

Padova : celebrazioni per il centenario della nascita di Giorgio Perlasca

Published by Massimo Paccagnella under Eventi, Padova

 

Domani, domenica 31 gennaio 2010, Padova celebra il centenario della nascita di un suo illustre cittadino: Giorgio Perlasca, “Giusto delle Nazioni”, il cui eroico comportamento salvò oltre cinquemila ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio.

Questo il programma delle manifestazioni in suo onore.

Ore 11.00 –  Cortile di Palazzo Moroni. Cerimonia istituzionale con interventi delle autorità. Accompagnamento musicale della Civica orchestra di fiati di Padova.

 Ore 16.00 – Giardino dei Giusti del Mondo, via Forcellini. Momento di riflessione.

O re 17.00 - Auditorium del Centro culturale Altinate/San Gaetano, via Altinate, 71. Presentazione del libro: “Giorgio Perlasca un italiano scomodo”, di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero. A seguire: esecuzione dell’opera musicale “Unico corpo – i giorni di Budapest”.Orchestra e coro Mortalisatis – testo di Gaia Zanini – musica di Alessandro Kirschner.

Durante la giornata è attivo un servizio filatelico dedicato con annullo speciale: dalle 10.30 alle 12.30 a Palazzo Moroni dalle 15.30 alle 18.30 al Centro culturale Altinate/San Gaetano. Per la circostanza, inoltre,  le Poste Italiane hanno emesso un francobollo dedicato  a Giorgio Perlasca.

mp

 

(Fonte  : Comune di Padova – Ufficio Stampa)

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gen 30 2010

Bologna: mostra “SOLO FENDER”

Published by Marcello De Giorgio under Bologna

“JAGUAR SOLO” DOMENICA 31 GENNAIO IL CONTRIBUTO DI STEFANO PILIA ALLA MOSTRA “SOLO FENDER”

Solo Fender, la rassegna organizzata dall’Ufficio Promozione Giovani Artisti del settore Cultura del Comune di Bologna come contributo alla mostra Love me Fender si chiude, al Museo della Musica domenica 31 gennaio, ultimo giorno di apertura della mostra, alle 17.00, con JAGUAR SOLO, performance sonora di Stefano Pilia, chitarrista dei Massimo Volume.

Stefano Pilia è nato a Genova nel 1978. Vive e lavora a Bologna dove si è diplomato presso il conservatorio G.B. Martini. Il suo lavoro si è
avvicinato sempre più all?indagine della dimensione scultorea e spaziale del suono sia attraverso la pratica esecutiva strumentale sia attorno alla ricerca dei processi di registrazione e produzione sonora. E’ tra i fondatori del gruppo 3/4HadBeenEliminated, sintesi tra improvvisazione, composizione elettroacustica e sensibilità avant rock. Suona dal vivo principalmente in solo, con 3/4HadBeenEliminated e, dal 2008, è parte dei Massimo Volume.
Dal 2009 collabora con David Grubbs e Andrea Belfi nel BGP trio e nel “Sogno del Marinaio” con MIke Watt al basso e Belfi alla batteria
Ha collaborato frequentemente alla realizzazione del suono (sia live che su supporto) per produzioni teatrali, reading, film, installazioni e video arte (Zimmerfrei, NIco Vascellari, Homemovies, Wuming2, Ho Tzu Nyen, Balleto Civile, Emidio Clementi, Alessandro Berti… ). Ha collaborato con artisti e musicisti come Phill Niblock, Mike Watt, Marina Rosenfeld, Andrea Belfi, Valerio Tricoli, Claudio Rocchetti, Giuseppe Ielasi, Renato Rinaldi, Andrew Hooker, Stefano Tedesco, Black Forest Black Sea, Rhys Chatam, Manuel
Mota, Margarida Garcia, David Maranha, Riccardo Wanke, David Grubbs, Enrico Malatesta, Ootchio, Saule,Yasuhiro Morinaga.
Ha pubblicato lavori discografici con numerose etichette italiane ed estere (Die-Schachtel, Presto?!, Hapna, LastVisibleDog, Sedimental, Soleilmoon, 8mm…)

Solo Fender : la rassegna

La rassegna Solo Fender, realizzata con il supporto di M. Casale Bauer, si è aperta il 20 dicembre con la performance Paesaggio sonoro con Fender di DiCOFONE, ed è proseguita il 17 gennaio con la videoinstallazione Fender is the night dei Lemeh42.
L’idea che sta dietro al progetto Solo Fender è molto semplice: se la scena musicale nella seconda metà del secolo scorso è stata scossa dalla rivoluzione del rock, che ha avuto il suo emblema nella chitarra prodotta dalla casa statunitense, dalla fine del XX secolo si è assistito ad un impiego sempre più massiccio delle tecnologie digitali per produrre musica, e queste a loro volta hanno contaminato il fluido universo delle arti visive.

Stefano Pilia

Tutti gli artisti che producono opere in questi anni impiegano o comunque si relazionano con apparecchiature elettroniche: tutti, anche gli artisti che escono dal Concorso Iceberg del Comune di Bologna.

Ne abbiamo chiamati tre: DiCOFONE, Lemeh24 e Stefano Pilia.

Tre artisti distanti anni luce fra loro, con un campo d’azione differente e un approccio totalmente diverso verso la musica e la sua composizione:
DiCOFONE è un performer polistrumentista, i Lemeh24 producono video e ne curano personalmente l’audio mentre Stefano Pilia sta avendo grande successo come chitarrista dei Massimo Volume.
Abbiamo chiesto loro di confrontarsi con il mito Fender, senza snaturare la loro poetica, anzi, sarebbe più corretto dire che abbiamo chiesto loro di mettere a confronto la loro poetica con il mito Fender.
Ne è uscito un trittico: tre “quadri” che rimandano al pubblico una visione distorta, in qualche modo innovativa di quello stesso soggetto che da oltre cinquant’anni nell’immaginario collettivo è la chitarra elettrica per eccellenza.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

www.myspace.com/stefanopilia
www.shiftingposition.org

Museo internazionale e biblioteca della musica
Bologna, Strada Maggiore 34, tel +39 051.2757711
www.museomusicabologna.it/lovemefender.htm

(Fonte : Comune di Bologna – Ufficio Stampa)

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gen 30 2010

Buon Giorno Impresa – Anno XI – Giovedì 28 Gennaio 2010 N. 1.956

BG – Agenzia quotidiana di informazione economica per le MICRO – piccole – medie impreseBG

Effe Elle Editori Srl – 44042 Cento (Ferrara) Via Ugo Bassi n. 77/1 – E mail:  info@effeelleeditori.it ( (051) 74.01.542  ( fax (051) 74.01.543  – Direttore responsabile: Flavio Andrighetti – E mail:  flavio.andrighetti@tin.it) ( Portatile (334) 874.60.68  Registrazione numero 12200 dell’1 Giugno 2000 presso il Tribunale di Ferrara

BLOCK NOTES

INVESTIRE IN ENERGIE RINNOVABILI: CONVENIENZA FINANZIARIA E OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE 

La ricerca Centrobanca Università Bocconi: le premesse dell’analisi

T Il settore delle energie rinnovabili rappresenta, anche in funzione delle recenti dinamiche dei prodotti energetici, uno dei comparti caratterizzati dalle più interessanti prospettive di sviluppo, sia tecnologiche che di mercato. Alcuni degli elementi di rilevanza e complessità nel comparto delle energie rinnovabili sono rappresentati da: * l’esistenza di “alternative” tecnologiche caratterizzate da profonde diversità (idroelettrico, fotovoltaico/solare termico, biomasse, eolico) * la forte dipendenza da normative specifiche T Per chiarire il campo di studio è importante premettere che la ricerca è incentrata sull’analisi economico-finanziaria delle energie rinnovabili cosiddette “pure” (e non quelle cosiddette “assimilate”). Le tecnologie analizzate sono state le seguenti: * energia idroelettrica * energia solare fotovoltaico * energia derivante dallo sfruttamento di biomasse * energia eolica T Le diverse alternative tecnologiche precedentemente richiamate sono state analizzate approfonditamente nelle loro implicazioni economico-aziendali (in termini di costo e rendimento dell’investimento per le imprese), valutandone la convenienza sia all’interno di processi basati su filiere produttive proprietarie, sia in relazione a processi di diversificazione produttiva da parte di imprese, che implichino la cessione al mercato dell’energia prodotta.

Il contesto energetico internazionale e la posizione dell’Italia

T A livello globale il primo elemento che ha progressivamente acceso l’interesse economico verso le energie rinnovabili è evidentemente rappresentato dalla forte variabilità nelle quotazioni del prezzo del petrolio greggio come anche del gas naturale T In un contesto di progressivo “shortage” dell’offerta e di accentuata variabilità nei prezzi, la posizione dell’Italia sembra accentuare ulteriormente il problema energetico. Gli elementi di intrinseca fragilità del sistema energetico italiano (e di conseguenza, del sistema delle imprese rispetto ai costi energetici e alla conseguente competitività) possono essere rappresentati in tre fattori principali: * la forte dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, non solo in termini di petrolio, gas e derivati, ma anche di elettricità pura * la ridotta possibilità da parte del sistema energetico italiano, allo stato attuale, di attivare fonti energetiche alternative significative * elevati livelli dei costi dell’energia elettrica dovuti sia alle necessità di importazione massiccia a prezzi relativamente sfavorevoli che a condizioni fiscali interne particolarmente onerose associati ad una forte reattività dei prezzi stessi rispetto alla dinamica di prezzo delle materie prime.

L’ipotesi di parziale finanziamento del progetto da parte di un intermediario finanziario: l’effetto di leva finanziaria

T Nella realtà operativa l’intervento di finanziatori a titolo di credito rappresenta un’importante risorsa e spesso imprescindibile per le imprese. Naturalmente, l’intervento di una componente creditizia di finanziamento modifica la struttura dei flussi finanziari dell’operazione. Le differenze più evidenti sono: * un’uscita più ridotta nella prima fase temporale per gli azionisti in quanto una parte dell’investimento verrebbe finanziato * una serie di flussi in uscita futuri legati all’ipotesi di rimborso della quota capitale del debito * una correlata serie di flussi in uscita legata al pagamento degli interessi sul debito stesso.

T Se questi sono gli elementi differenziali determinati dall’introduzione di una quota di finanziamento dell’investimento, modifiche anche più importanti si determinano sui rendimenti delle diverse componenti dell’operazione. L’introduzione di una componente di debito nel capitale di finanziamento dell’operazione ha infatti importanti riflessi su: * struttura dei flussi finanziari: in primo luogo i flussi destinati a remunerare gli investimenti da parte degli azionisti non sono più rappresentati dai flussi finanziari complessivi generati dal progetto. A fronte di una riduzione dell’impegno di investimento da parte degli azionisti, infatti, una parte dei flussi finanziari generati viene rivolta al pagamento degli interessi e al servizio del rimborso del capitale * il rendimento dell’operazione: il rendimento dell’operazione per gli azionisti, che in assenza di indebitamento dipende esclusivamente dal rendimento dell’operazione di investimento, viene invece a dipendere dal rapporto tra il rendimento operativo dell’investimento e il costo del finanziamento. Questo meccanismo, conosciuto sotto il nome di funzionamento della leva finanziaria, implica che il rendimento per gli azionisti cresca in funzione di due variabili: la differenza (se positiva) tra il rendimento operativo dell’investimento e il tasso di interesse praticato dal finanziatore e la misura in cui il ricorso al debito copre l’investimento iniziale (la leva finanziaria dell’operazione) * il rischio dei diversi flussi: a fronte di un rendimento per gli azionisti crescente (nell’ipotesi di un rendimento dell’investimento maggiore del tasso di interesse sul finanziamento e dunque di un funzionamento positivo della leva finanziaria) non va dimenticato che anche il rischio dei flussi a favore degli azionisti tende a crescere e, dunque, una parte dei maggiori flussi di rendimento ottenuti va necessariamente assunta come remunerazione per il maggior rischio. T Sulla base di una versione modificata del modello precedente, che valuta i flussi di remunerazione agli azionisti (e non all’impresa) nell’ipotesi di indebitamento, è stato determinato il tasso interno di rendimento delle diverse tecnologie per ipotesi di autoconsumo e di indebitamento differenziate, non per l’impresa ma per gli azionisti.

La convenienza economico-finanziaria all’investimento nelle diverse tecnologie: alcune conclusioni

T Come emerge dai risultati dei diversi modelli, l’attuale convenienza economica all’investimento in impianti ad energie rinnovabili si presenta in modo variegato ed articolato ma sembra, salvo casi rari, una costante di queste iniziative * Nonostante le analisi qui condotte assumano necessariamente ipotesi standardizzate e scontino necessariamente eventi futuri caratterizzati da un intrinseco contenuto di incertezza, i risultati ottenuti attraverso un rigoroso schema di analisi e le recenti dinamiche sui mercati energetici sembrano rappresentare la migliore garanzia riguardo agli investimenti in energie rinnovabili.

Œ La convenienza da parte delle imprese è maggiore nell’ipotesi di autoconsumo di energia elettrica (direttamente utilizzata nei processi produttivi) rispetto a quella di semplice cessione alla rete e al mercato * E’ infatti evidente che, soprattutto con riferimento ad imprese energy intensive, gli attuali costi energetici del mercato italiano conducono agevolmente ad un vantaggio nell’ipotesi di autoproduzione, ma va sottolineato che i risultati delle simulazioni indicano una convenienza (forte, in alcuni casi) anche per un’attività pura di produzione e reselling dell’energia (con l’unica eccezione degli impianti ad oli vegetali).

 Le diverse tecnologie mostrano differenze sostanziali sia nel livello di rendimento naturale degli investimenti che, soprattutto, nell’intensità con cui questi rendimenti cambiano con diverse ipotesi di autoconsumo e cessione di energia alla rete.

Ž La struttura finanziaria dell’investimento, che tipicamente prevede il ruolo di un operatore bancario specializzato attraverso strumenti dedicati (quali il project finance) accresce il rendimento dell’investimento * E’ pertanto necessario ricorrere a soluzioni ad hoc che usualmente prevedono la costituzione di società veicolo proprietarie degli impianti partecipate dall’imprenditore che limita la propria esposizione al capitale conferito e finanziate per la quota restante dalla banca.

 Gli impianti a biomasse sono senz’altro quelli che, in ipotesi di autoconsumo totale, evidenziano le migliori performance, ma in alcuni casi (come quello delle biomasse ad oli vegetali) mostrano anche i maggiori decrementi passando a quote di energia ceduta più elevate * L’intervallo di rendimento di queste tecnologie è compreso tra il 29% e il 27% * In termini di valore attuale netto, con l’ipotesi di un costo del capitale intorno al 7,5%, questi impianti rappresentano senz’altro un forte elemento di generazione di valore economico * Per quanto riguarda le altre fonti di energia rinnovabile, sia il mini-idroelettrico che l’eolico mostrano ancora rendimenti estremamente interessanti e caratterizzati da una più forte stabilità rispetto alle percentuali di autoconsumo * Anche il VAN di questi investimenti è positivo e rappresenta dunque la condizione per una generazione di valore.

 Gli impianti fotovoltaici, in funzione dell’importanza del sistema di incentivazione detto “conto energia” mostrano livelli di rendimento ancora positivi (ma più ridotti) caratterizzati però da una più forte stabilità in funzione delle caratteristiche già richiamate in precedenza.

BG è redatta tutti i giorni lavorativi ed è inviata esclusivamente per E-mail * La collaborazione è aperta a tutti i destinatari, che possono inviare articoli  e note su argomenti che riguardino il mercato, l’impresa, l’economia in generale e notizie sulla propria attività imprenditoriale o professionale.

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gen 30 2010

Newsletter ARPC

Published by Marcello De Giorgio under News

6 febbraio 2010
Centro culturale Città Aperta
v. Col Moschin 20 ang. via Felisati (300 m. da stazione FS)
VENEZIA – Mestre
10,50-11,00 Presentazione di Alberto R. Mondini.

11,00-12,00 Nikola Duper “Nikola Tesla, l’uomo che ha inventato il ventesimo secolo”
http://duper.org

12,00-12,30 domande


12,30-14,00 pausa pranzo

14,00-15,30 Tullio Simoncini “Il cancro è un fungo”
http://www.curenaturalicancro.org/
15,30-16 domande


16,00-16,20 pausa

16,20-17,20 Monia Benini “Esperimento di democrazia diretta”
http://www.perilbenecomune.net/
17,20-17,50 domande


17,50-18,00 pausa

18,00-19,00 Alberto R. Mondini “Il tradimento della medicina”
http://www.aerrepici.org/
19-19,30 domande

Paolo Albani

Responsabile dell’Ufficio Stampa della
Federazione Italiana per la Libertà
di Scelta Terapeutica.
www.aerrepici.org
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