nov 07 2009
El Bashir in Turchia
Turchia. El Bashir sarà ad Istanbul invitato alla riunione dell’OCI malgrado un mandato di cattura internazionale
Domani, domenica, il presidente del Sudan, Omar el Bashir, sarà ad Istanbul, Turchia, per partecipare ad una riunione economica dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, Oci, in corso da giovedì nella città sul Bosforo. Sarà la sua terza volta in Turchia, dopo i viaggi compiuti il 21 gennaio ed il 18 agosto dell’anno scorso. Una visita che questa volta ha suscitato le proteste dell’Unione Europea, Ue, e di Amnesty International. Sulla testa del leader di Khartoum pende un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra in Darfur. Un mandato che è stato emesso lo scorso mese di marzo su richiesta del procuratore della Cpi, Luis Moreno Ocampo. El Bashir continua però ancora a ‘scorazzare’ indisturbato, in lungo e in largo, nel mondo godendo dell’appoggio e protezione di Paesi amici. Il presidente sudanese. in Turchia non ha alcun motivo di temere che le autorità di Ankara possano arrestarlo. Il Paese è tra quelli che non hanno mai sottoscritto lo Statuto di Roma, firmato il 17 luglio del 1998, che definisce competenze e funzionamento della Corte penale internazionale, Cpi. E non saranno certamente le pressioni che l’Unione europea, Ue, sta producendo sulla Turchia a far cambiare la situazione. Anche se il Paese aspira ad entrare nel gruppo dei 27 continua a non riconoscere l’autorità del Cpi. Pressioni a cui il presidente turco Abdullah Gul ha risposto accusando l’Ue di interferire negli affari interni della Turchia.
Omar el Bashir
Il governo di Ankara giustifica il suo comportamento con il fatto che il mandato contro El Bashir non è sostenuto da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, di cui la Turchia è membro non permanente. Qualora il CdS decidesse di discutere e votare sul caso el Bashir, il voto di Ankara sarebbe cruciale e potrebbe far sospendere il mandato d’arresto della Cpi. L’appoggio ad el Bashir è già stato anche espresso dal segretario generale dell’Oci, il turco Ekmeleddin Ihsanoglu il quale ai primi di marzo, al Cairo, disse che il mandato d’arresto dimostrava che la Corte internazionale usava due pesi e due misure. “Quello stesso tribunale che si era tanto preoccupato dei sanguinosi fatti del Darfur, affermò Ihsanoglu, non aveva però ritenuto di indagare sull’offensiva militare israeliana Piombo Fuso contro il movimento integralista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza”. L’appoggio di Ankara a el Bashir ha suscitato parecchie polemiche in Turchia e anche intellettuali liberali che spesso sostengono il Partito di radici islamiche ‘Giustizia e Sviluppo’, Akp, del premier, Tayyip Erdogan, hanno duramente criticato la scelta tanto che il giornale ‘Taraf’ il 6 marzo scorso arrivò a titolare ”Ankara difende l’assassino” in un editoriale su el Bashir.
Ferdinando Pelliccia












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