ott 06 2009

Corea del Nord

Published by Marcello De Giorgio at 16:48 under Dal Mondo

Nucleare. La Corea del Nord vuole tornare a trattare

PYONGYANG. Mentre si appresta a riattivare la centrale nucleare di Yongbyon, la Corea del Nord apre anche alla ripresa delle trattative a sei sul proprio programma nucleare. Ponendo però al contempo, la condizione che siano prima avviati colloqui bilaterali con gli Usa. La disponibilità nordcoreana è stata annunciata dallo stesso leader del Paese asiatico, Kim Jong il. L’occasione è stata un’incontro con il premier cinese Wen Jiabao in visita a Pyongyang. La Cina, che è l’inventore e sostenitore della formula dei colloqui a sei, è impiegnata insieme agli Stati Uniti, Russia, Giappone e le due Coree, da anni in negoziati con il regime di Pyongyang. Negoziati che puntano ad ottenere dai nordcoreani la loro rinuncia al programma di arricchimento dell’uranio, che tutti temono sia per scopi militari. In cambio i sei offrono aiuti nel settore energetico ed economico al Paese asiatico. Un Paese che è in preda ad un collasso economico e una carestia che sta mietendo migliaia di vittime tra la popolazione. I Negoziati, che sono ospitati dalla Cina fin dal 2003, dopo piccoli passi avanti e inaspettate battute d’arresto da parte nordcoreana, si sono definitivamente interrutti lo scorso maggio dopo che la Repubblica Democratica di Corea, in aprile, li ha abbandonati. Un abbandono spiegato come ritorsione alle sanzioni inflitte dall’Onu dopo che Pyongyang ha ripreso ad effettuare nuovi test atomici e il lancio di alcuni missili a medio e lungo raggio. Da allora gli Usa, pur preferendo continuare sulla strada delle trattative multilaterali, si sono resi disponibili anche a colloqui diretti con il regime nordcoreano. Regime che intanto ha quasi riattivato la centrale nucleare di Yongbyon, sito di arricchimento dell’Uranio che secondo accordi stipulati nel 2007, nell’ambito dei negoziati a sei, doveva invece essere completamente smantellata. I lavori per ripristino dell’attività dell’impianto erano cominciati all’inizio di quest’anno e subito dopo, ad aprile, Pyongyang ha avvertito che avrebbe rilanciato il suo programma nucleare. Alla proposta di Pyongyang, Washington ha subito risposto esigendo un abbandono dei piani nucleari nordcoreani e acconsentendo a contatti a due solo dopo un ritorno della Corea del Nord al tavolo di negoziato a sei. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ian Kelly nel commentare i fatti ha affermato che: “gli Usa restano aperti al dialogo bilaterale con la Corea del Nord nel quadro dei negoziati a sei con l’obiettivo di convincere Pyongyang a intraprendere il cammino che porta alla denuclearizzazione totale”. L’annuncio di oggi non ha colto di sorpresa in quanto la Corea del Nord ha abituato la comunità internazionale a repentini cambiamenti di rotta. Un possibile compromesso, per salvare cavolo e capra, potrebbe essere la convocazione di un nuovo round di colloqui a sei, all’interno dei quali si potrebbero svolgere delle discussioni informali a due tra Corea del Nord ed Usa. Magari anticipato da una visita a Pyongyang di Stephen Bosworth, l’inviato speciale per la Corea del Nord del presidente americano Barack Obama.

Ferdinando Pelliccia

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