Archive for ottobre, 2009

ott 31 2009

Aggiornamento Afghanistan: Abdullah annuncia ritiro candidatura

Published by Marcello De Giorgio under Ultim^ora

E’ di poco fa l’annuncio che Abdullah Abdullah non parteciperà al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Afghanistan previste per il 7 novembre prossimo. Domani farà l’annuncio ufficiale. La notizia, resa nota da uomini dello staff dell’ex ministro degli Esteri, è stata rivelata nella sua edizione online dal ‘New York Times’. Una notizia che non arriva inaspettata in quanto era stata già prospettata dallo stesso Abdullah che ora spera in un rinvio del voto, forse a Primavera, e intanto la formazione di un governo ad interim.

FP

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ott 31 2009

Honduras

Published by Marcello De Giorgio under News

HONDURAS. SVOLTA NELLA CRISI, ACCORDO TRA MICHELETTI E ZELAYA

TEGUCIGALPA – La crisi politica scoppiata nel Paese latino americano ormai ribattezzato dei ‘due presidenti’, uno deposto e l’altro golpista, è stata definitivamente archiviata. Dopo mesi di trattative, grazie alla decisiva mediazione americana, si è giunti all’accordo tra Manuel Zelaya e Roberto Micheletti. Ad incidere fortemente sullo sblocco dello stallo sono state però anche le pressioni della comunità internazionale e la minaccia di nuove pesanti sanzioni. Dopo il colpo di stato infatti, Stati Uniti, Unione europea e il Fondo monetario internazionale avevano deciso di bloccare tutti gli aiuti destinati al Paese sudamericano.

HONDURAS/

L’accordo che, dà il via libera al ritorno al potere in Honduras del presidente deposto il 28 giugno da un colpo di stato militare, prevede tra l’altro la conferma delle elezioni presidenziali e legislative per il 29 novembre prossimo, come già programmato da prima del golpe di fine giugno anticipate dal passaggio dei poteri dalle forze armate al Tribunale Supremo Elettorale. Con l’intesa si formerà un governo di riconciliazione nazionale che di fatto mette fine ai piani di Zelaya di cambiare la Costituzione. L’accordo, in gran parte scritto dal Presidente del Costa Rica Oscar Arias, mediatore chiave nella crisi, invita la comunità internazionale a revocare tutte le sanzioni. L’intesa è stata definita ’storica’ dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

Ferdinando Pelliccia

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ott 31 2009

Bologna:convegno internazionale 2 – 3 novembre

Published by Marcello De Giorgio under Bologna

Lunedì 2 novembre – martedì 3 novembre 2009
si terrà presso la Società Medica Chirurgica di Bologna – Palazzo dell’Archiginnasio (sala al pianterreno) – piazza Galvani n.1

il CONVEGNO INTERNAZIONALE

Jacob Moleschott (1822-1893) scientist, philosopher, politician across Europe
organizzato dal Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna e dall’Università di Utrecht, con la collaborazione della Biblioteca dell’Archiginnasio, la Società Medica Chirurgica di Bologna e il Descartes Centre di Utrecht.
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Jacob Moleschott, nato a Hertongebosch nel 1822, si trasferì in Italia nel 1861 quando venne chiamato a ricoprire la cattedra di Fisiologia dell’Università di Torino. Da allora rimase stabilmente in Italia, dove nel 1876 fu nominato Senatore del Regno; morì a Roma nel 1893.
Il fondo documentario « Jacob Moleschott » della Biblioteca dell’Archiginnasio comprende documenti datati dal 1840 al 1904 e costituisce l’archivio privato e professionale dell’illustre fisiologo olandese, che fu uno dei protagonisti del materialismo ottocentesco. Il suo archivio, raccolto in oltre 200 fra cartoni e cartelle, è formato in prevalenza da corrispondenza con i più illustri intellettuali e scienziati europei del suo tempo ( Ludwig Feuerbach, Cesare Lombroso, Francesco De Sanctis, etc.) e da manoscritti di lavori editi ed inediti, oltre che da documenti relativi alla sua attività scientifica, didattica e professionale, comprese le «schede cliniche» di numerosi pazienti.
Il riordino e l’inventariazione scientifica dell’archivio sono attualmente in corso nell’ambito del progetto Una città per gli archivi promosso e sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
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PROGRAMMA DEL CONVEGNO
>> Lunedì  2 novembre 2009 – Palazzo dell’Archiginnasio, Società Medica Chirurgica

ore 10,00-10,15 Saluti: Pierangelo Bellettini, Carla Giovannini, Alberto Burgio, Luigi Bolondi,

Presiede Walter Tega
ore 10,15-10,30 Giuseppe Chili, Il progetto Una città per gli archivi
ore 10,30-11,00 Patrizia Busi – Arianna Zaffin, Moleschott in Archiginnasio – Storia del fondo archivistico e criteri d’ordinamento
ore 11,00-11,45 Alessandro Savorelli, Jakob Moleschott e la cultura italiana del suo tempo
Coffee break
ore 12,15-13,00 Carla De Pascale, Moleschott in Germania
Pranzo
ore 14,30-16,00 Visita a Palazzo Poggi

Presiede Stefano Poggi
ore 16,30-17,15 Kurt Bayertz Moleschott’s idea of politics
ore 1715-18,00 Paul Ziche How to make a radical. Reading and misreading of Moleschott

>> Martedì 3 novembre 2009 – Palazzo dell’Archiginnasio, Società Medica Chirurgica

Presiede Cornelius Borck
ore  9,30-10,00 Bert Theunissen, Moleschott in Netherlands
ore 10,00-10,30 Stefano Arieti, L’attività professionale di Moleschott
ore 10,30-11,00 Sandra Linguerri, Moleschott e l’Accademia dei Lincei
Coffee break
ore 11,30-12,00 Paola Rumore Gli anni della docenza torinese
ore 12,00-12,30 Laura Meneghello Rhetoric imagery and the image of science in Moleschott’s manuscripts

Presiede Paul Ziche
ore 14,00-14,30 Eva Del Soldato, Materialista per caso. Giordano Bruno e il monismo di fine Ottocento
ore 14,30-15,00 Enzo Ragghianti, Le biblioteche fisosofiche private in età moderna
ore 15,00-15,30 Matteo D’Alfonso, The manuscripts of Moleschott’s Anthropology

ore 15,00-15,30 Visita ai manoscritti donati da Moleschott e conservati dalla Biblioteca dell’Archiginnasio

ore 17,30-18,00 Matteo d’Alfonso – Paul Ziche, Conclusioni

Info: matteod’alfonso@unibo.it, paul.ziche@phil.uu.nl, silvia.rodolosi@unibo.it

(Fonte : “Archinews- Promozione delle attività culturali della Biblioteca dell’Archiginnasio)

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ott 31 2009

SCENARI E SCENOGRAFIE TRA REALTA’ E VISIONE

Published by Marcello De Giorgio under Roma

Presso il Centro Internazionale OAD, via del Corso 45, a Roma (organizzazione: MARGUTTARTE, a cura di Eva Czerkl) si è tenuta dal 16 al 25 ottobre u.s. la mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia di cui potete osservare nel filmato qui pubblicato alcune sequenze.

Attraverso le opere di diciannove artisti di diverse generazioni e aree geografiche, ognuno con la propria peculiarità e storia personale,la Mostra si è proposta di coglierne e sottolinearne le caratteristiche individuali rispetto a,come si legge nel commento di presentazione,”quel crinale tra il visibile e il visionario”.

MDG.

(Fonte : http://lalunaeildrago.devil.it)

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ott 31 2009

Nomina dei garanti

Published by Marcello De Giorgio under Taranto

Taranto.Sono stati finalmente nominati i garanti per il Referendum ILVA.

Alla buon’ora,si potrebbe dire…

Ripercorriamo però le tappe che hanno portato all’evento…

Il Comitato Taranto Futura è nato, circa due anni fa, con l’obiettivo di stimolare la classe politica ad una severa presa di posizione nei confronti della grande industria, l’Ilva in particolare, imputata del crescente numero di morti per neoplasie.
Presidente e coordinatore del COMITATO PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DEL LAVORO “TARANTO FUTURA” è il Giudice Onorario AVV. NICOLA RUSSO.
Membri del Comitato apartitico sono: l’architetto Nevio Conte, Claudio Monteduro, l’ematologo Patrizio Mazza, Franco Conte, la professoressa Ida Morales, Clara Fornaro, Aldo Tomai, il professor Leonardo Corvace, l’avvocato Luca Piccione, Maria Carmela Siliberto, Pietro Velluzzi, l’avvocato Giuseppe Carlucci ed Emma Bellucci Conenna.

PREMESSO

  • che, dopo circa 40 anni, non si è avuto alcun riscontro positivo in ordine alle problematiche dell’inquinamento portato dallo stabilimento siderurgico, per la tutela della salute dei cittadini, nonché per la salute e sicurezza dei lavoratori;
  • che, in particolare, pur riconoscendo che la produzione dell’acciaio costituisce uno strumento essenziale per l’economia nazionale ed europea, si deve far rilevare che nulla è stato fatto per bilanciare tale esigenza con il diritto fondamentale e assoluto della salute dell’uomo e, quindi, della salute della comunità tarantina;
  • che, pertanto, il Comitato promotore del Referendum “Taranto Futura” intende coinvolgere la cittadinanza in ordine al problema dell’inquinamento e dell’occupazione, al fine di dare alla classe politica un indirizzo fermo e determinato per la tutela della dignità umana, che si esplica nella centralità e primarietà della persona in quanto tale, ma anche nella sua specificità di donna, anziano, bambino, lavoratore;
  • che è giunto il momento di voltare pagina ed indirizzare la classe politica verso nuove forme di sviluppo economico ed occupazionale eco-compatibile, concentrando l’attenzione sullo sviluppo del Porto e del Turismo, che, certamente, darà beneficio a tutto il territorio della Provincia di Taranto;
  • che tutti hanno diritto di godere di un ambiente idoneo allo sviluppo della persona, così come il dovere di conservarlo;
  • che il rispetto della legge e dei diritti altrui sono fondamento dell’ordine politico e della pace sociale;
  • che è dovere per noi cittadini garantire ai nostri figli e, quindi, alle generazioni future, il miglior stato di salute possibile, nel rispetto del diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della persona;
  • che, l’ambiente, infatti, è elemento determinativo della qualità della vita. La sua protezione non persegue astratte finalità naturalistiche o estetizzanti, ma esprime l’esigenza di un habitat naturale nel quale l’uomo vive ed agisce e che è necessario alla collettività e, per essa, ai cittadini, secondo valori largamente sentiti;
tutto ciò premesso, il Comitato Referendario “Taranto Futura” formula

i QUESITI UFFICIALI oggetti del Referendum consultivo popolare:

I REFERENDUM: QUESITO
Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute, nonché la salute dei lavoratori contro l’inquinamento, proporre la chiusura dell’Ilva, con l’impegno del Governo di tutelare l’occupazione, impiegando le maestranze per lo smantellamento e bonifica dell’area in cui sono attualmente situati gli impianti industriali, e di destinare l’area stessa per altre attività economiche non inquinanti ovvero per permettere lo sviluppo del Porto e dell’Arsenale (da riconvertire in industria naval‑meccanica) e dare alla città di Taranto nuove e concrete opportunità dì lavoro nel settore del turismo?

II REFERENDUM: QUESITO
Volete Voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la Vs. salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali, con l’impegno del Governo di far impiegare i lavoratori dell’area a caldo in altre attività?

III REFERENDUM: QUESITO
Volete voi cittadini che il Comune di Taranto chieda all’llva S.p.A. il risarcimento dei danni, in seguito alla condanna definitiva da parte della Corte di Cassazione dei responsabili del citato impianto siderurgico per inquinamento ambientale, tenendo presente che gli interessi diffusi, come quelli dell’ambiente e della salute, non possono essere oggetto di accordo da parte dell’Ente locale, così come sancito dalla Corte di Cassazione e dalla magistratura amministrativa ?

IV REFERENDUM: QUESITO
Volete voi cittadini che il Sindaco, ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), per motivi sanitari, di igiene pubblica e per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, obblighi l’Ilva S.p.A. e le altre industrie di Taranto a bonificare il territorio e il mare inquinato a loro spese, sulla base del principio “chi inquina paga”, così come sancito dall’art. 174 comma 2 del Trattato dell’Unione Europea e dall’art. 3 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152?

V REFERENDUM: QUESITO
Volete voi cittadini che il Consiglio Comunale di Taranto si adegui al risultato positivo derivante dal referendum consultivo in materia di ambiente, sulla chiusura totale o parziale dell’Ilva (della sola area a caldo), con la tutela dell’occupazione, così come prospettato dai quesiti referendari del Comitato Promotore “Taranto Futura”, nel pieno rispetto del principio della sovranità popolare, così come previsto dall’art. 1 della Costituzione?

(Fonte : http://sites.google.com/site/referendumilva)

MDG.

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ott 31 2009

SKALLOWEEN NIGHT

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SABATO 31 OTTOBRE: SKALLOWEEN NIGHT@CLOROROSSO-TARANTO

IN CONSOLLE DEL CLOROROSSO CI SARANNO DJ FOGGY AD APRIRE LE DANZE, E, A SEGUIRE X TUTTA LA NOTTE: CLAUDIO “RUDE MAN”

START h 23:30 INGRESSO LIBERO

INFO: 3343654884

http://www.myspace.com/clororosso

E’ GRADITA LA PRESENZA IN MASCHERA

sabato 31 ottobre 2009 alle ore 23.30
Fine:
domenica 1 novembre 2009 alle ore 4.00
Luogo:
CLOROROSSO-TARANTO-ITALY
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ott 31 2009

BOLOGNA:DOMENICA AL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

Published by Marcello De Giorgio under Bologna

DOMENICA AL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO
Domenica 1 novembre il Museo Civico Archeologico, in via dell’Archiginnasio 2, ospiterà due appuntamenti dedicati al mondo antico:
alle 11 l’incontro “I segreti della scrittura geroglifica”con Barbara Faenza;

alle 16 “Dal paganesimo alla cristianità: simbologie degli avori e dei vetri tardoantichi”, con Cinzia Gentile.

Una domenica mattina dedicata all’Egitto per gli appassionati di una delle collezioni più note d’Italia: con l’egittologa Barbara Faenza i reperti egiziani del Museo narreranno la storia della parola scritta sulle rive del Nilo. Guidati tra papiri, sarcofagi e ushabti scopriremo chi erano gli
scribi, quale tipo di scrittura veniva utilizzata nelle diverse occasioni, quali gli strumenti adatti per ogni tipo di supporto, alcuni esempi della grande produzione scritta del mondo egiziano.

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Nel pomeriggio lo scenario cambia: dalle sabbie del deserto egiziano ci si sposta nello spazio e nel tempo alla fine del mondo antico, quando gli dei del mondo classico vengono affiancati e poi soppiantati dalla nuova ideologia religiosa del cristianesimo. Oggetti e immagini si arricchiscono di nuove simbologie e significati: sarà l’archeologa Cinzia Gentile, con
l’aiuto di una proiezione multimediale, a raccontarci come il passaggio dalla cultura pagana alle nuove forme sociali e religiose si possa leggere anche negli oggetti archeologici. In particolar modo, contenitori e suppellettili in avorio istoriato narrano con affascinante simbologia la
metamorfosi del mondo tardo antico che si prepara a scivolare nell’età medievale.

Ingresso gratuito

(Fonte : Comune di Bologna – Ufficio Stampa)

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ott 31 2009

IL LAMENTO DEL PORCO

Insieme a Vito: dalla satira di Bertoldo all’elogio del porco.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna ha offerto l’opportunità ai bolognesi di assistere alla rappresentazione de

IL LAMENTO DEL PORCO
Bestiario emiliano della fame e della sazietà

di Maurizio Garuti
monologo teatrale
Interpretato da:
VITO e Luciano Manzalini

Lo spettacolo si è svolto giovedì 29 ottobre alle ore 21.00 nella Sala grande dell’Arena del Sole di Bologna.

Il monologo, interpretato dai comici bolognesi Vito e Luciano Manzalini, ruota intorno al ruolo del maiale nella cultura, nell’alimentazione, nel senso comune della gente emiliana, ed è stato scritto da Maurizio Garuti in occasione del IV centenario della morte di Giulio Cesare Croce (S. Giovanni in Persiceto 1550 – Bologna 1609). La Regione Emilia-Romagna, insieme alle realtà istituzionali più significative del territorio bolognese e i maggiori studiosi italiani e stranieri interessati ai temi della cultura popolare, ha aderito al Comitato nazionale per il IV centenario della morte di Giulio Cesare Croce, uno dei principali interpreti della cultura “popolare” in Italia fra XVI e XVII secolo, creatore di personaggi letterari entrati a fare parte dell’immaginario collettivo, come Bertoldo e Bertoldino.

Alcuni passaggi del monologo

Il testo dello spettacolo, di intonazione satirica, investe aspetti riguardanti il costume, la gastronomia, l’alternarsi della fame e della sazietà, il rapporto fra gli uomini e gli animali, e parte da quella sorta di apologia del maiale che è l’operetta di Croce “L’eccellenza e Trionfo del Porco”, che rappresenta l’importanza di questo animale nel tempo e nella civiltà del XVI secolo. Il maiale viveva nei cortili di campagna e di città, si nutriva degli avanzi della tavola del padrone, era un animale domestico come il gatto e il cane e allo stesso tempo costituiva una riserva vivente di cibo.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura portando in scena “Il lamento del Porco”, realizzato in
collaborazione con il Comune di San Giovanni in Persiceto, ha voluto dunque ricordare l’autore emiliano e testimoniare come il cibo sia cultura e identità. La rappresentazione di giovedì 29 ottobre ha chiuso il ciclo di programmazioni di questo spettacolo che ha fatto conoscere in tutta la regione la vera anima rurale dell’Emilia-Romagna e le sue innumerevoli eccellenze enogastronomiche (27 DOP e IGP, ulteriori 7 DOP e IGP in corso di riconoscimento, 20 vini DOC e una DOCG, oltre 200 prodotti tradizionali e oltre 4.000 aziende biologiche).

(Fonte : http://www.archiginnasio.it)

MDG.

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ott 31 2009

Ferita armena, le immagini di Antonella Monzoni in mostra

Published by Massimo Paccagnella under Cultura, Padova

Padova,  Centro Culturale Altinate – San Gaetano (Via Altinate)

1 novembre – 13 dicembre 2009

Si inaugura sabato 31 ottobre alle ore 18:00 nel Centro Culturale Altinate-San Gaetano la mostra “Antonella Monzoni. Ferita armena”. Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia, l’esposizione, che sarà presentata dalla scrittrice Antonia Arslan e dal fotografo di reportage Gianni Berengo Gardin, apre la serie di iniziative della rassegna “Immaginare l’Armenia”, un omaggio a un popolo e a un Paese che ha visto nel corso della propria storia un continuo alternarsi di drammi, tragedie e rinascite.

Costituita da una quarantina di fotografie in bianco e nero, la mostra “Ferita armena” narra, attraverso i suoi luoghi, la sua ritualità e la sua gente, la tormentata storia di un popolo che dal 1915 alla fine degli anni Ottanta, è stato vittima di un genocidio, è finito in diaspora, ed è sopravvissuto al terribile terremoto del 1988.

Un quadro pertinente di queste scene è raccontato in catalogo dalla stessa Antonia Arslan che scrive: “Pioggia, neve, paesaggi battuti dal vento, miserevoli costruzioni sovietiche in disfacimento, e tanti fiori per terra, davanti al monumento del genocidio sulla collina delle rondini; ma anche pugni alzati, come un simbolo dell’eterna lotta degli armeni perché gli eventi terribili del 1915 non rimangano sepolti nell’oblio. E gli sguardi, su cui pesa un’infinita, antica tristezza. Eccola, la “ferita armena”. Un titolo che richiama, suggestiona, convince.”

Così la fotografa emiliana, attraverso un originale reportage, individua i soggetti facendone risaltare i dettagli, senza mai perdere quell’istintività fotografica che sviluppa in una composizione equilibrata. Per lei fotografare è un rito, un procedimento fotografico e uno strumento di conoscenza critica del cerimoniale religioso o pagano, un mezzo per condividere l’esperienza comunitaria del rituale.

Per l’artista il viaggio è l’elemento iniziale, la dimensione sociale ed emotiva della realtà dove privilegiare una visione narrativa intensa, frammentaria e poetica per raccontare la vita quotidiana dei luoghi, e di un popolo, quello armeno, di cui traduce in immagini i volti e i paesaggi, la profonda spiritualità, la tristezza, la necessità e i ricordi del passato. Le fotografie raccontano luoghi e gesti, lo spirito collettivo della comunità che si stringe nella commemorazione in volti segnati o pieni di orgoglio e di vita.

Attraverso il bianco e nero, Antonella Monzoni cura i dettagli improvvisi e le sfocature. Ama i forti contrasti, che emergono attraverso i neri densi e profondi. Il suo chiaroscuro pone l’accento su una lettura antropologica della fotografia, il cui rito vive come metodo di conoscenza critica della realtà da indagare. Villaggi, case e pietre sono i simboli della memoria di un popolo, le tracce dell’appartenenza a una cultura: il degrado e la fatiscenza di fabbriche, case e palazzi si sostituiscono lentamente con la ricostruzione. Allo stesso modo ai volti degli anziani solcati dalla fatica e dal dolore seguono i giovani che guardano al futuro con gioia e speranza: tutti comunque mostrano la fierezza dell’appartenenza ad una cultura antichissima. 

La fotografa si accosta con discrezione a una realtà in cui l’immagine si riempie di una nuova vitalità, da un lato priva di denuncia, dall’altro densa di soggettività intima e personale.Il suo reportage è un modo per stabilire una relazione con gli altri, una linea di incontro tra due culture diverse: il suo compito è gettare un ponte tra diverse realtà. L’occhio della Monzoni si prolunga così nella ferita mai rimarginata della comunità armena, trasmettendo emozioni autentiche, mostrando la vita quotidiana e le storie semplici di un popolo.

  

 

 

(Fonte : Comune di Padova – Ufficio Stampa)

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ott 31 2009

Cappella degli Scrovegni: replica del consigliere Giuliano Pisani

Published by Massimo Paccagnella under Padova

In merito alle affermazioni dell’Assessore Luisa Boldrin relative alla Cappella degli Scrovegni, il Presidente della Commissione Cultura Giuliano Pisani precisa:

“Presa visione delle dichiarazioni rese ai giornali dall’Assessore Boldrin, ci permettiamo di pensare che se fosse intervenuta alla seduta della Commissione Cultura martedì 27 ottobre u.s. avrebbe potuto apprendere lo spirito con cui è stata convocata la Commissione e avrebbe potuto sentire dai tecnici comunali presenti altre considerazioni rispetto a quelle da Lei espresse.
Con questo auspichiamo che possa intervenire alla Commissione che sarà prossimamente convocata, come d’intesa con i Vice Presidenti, per gli ulteriori approfondimenti legati alla salvaguardia della Cappella degli Scrovegni. Quanto ad altre considerazioni apparse sui giornali non abbiamo commenti da fare trattandosi di opinioni”.

Giuliano Pisani
Presidente Commissione Cultura
Comune di Padova
 

Il Consigliere Pisani fa riferimento a quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’Assessore all’Edilizia monumentale Luisa Boldrin in merito al presunto rischio idrogeologico, denunciato dagli Amissi del Piovego, Legambiente e altri voci autorevoli, che sussisterebbe nell’area adiacente a Piazzale Boschetti. Proprio in tale area, attualmente occupata del terminal delle corriere S.I.T.A., l’Amministrazione Comunale ha deciso la costruzione del nuovo Auditorium, costruzione che, proprio a causa del problema rilevato, secondo alcuni studiosi potrebbe addirittura minare la stabilità della Cappella degli Scrovegni. Questo rischio secondo l’assessore Boldrin non sarebbe reale e sarebbe soltanto un’affermazione strumentale da parte di chi – come riporta il Corriere Veneto -  cerca solo “un po’ di ribalta personale sui giornali”.

M.P.

 

(Fonte:  Comune di Padova – Ufficio Stampa Consiglio Comunale)

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ott 31 2009

FESTA DI HALLOWEEN

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DOLCETTO O SCHERZETTO!!!!

NOTTE ARANCIONE(BIANCA)ORE 18.00 NELLA ZONA P.ZZA UNITA’ BOLOGNINA

sabato 31 ottobre 2009 alle ore 8.20
Fine:
domenica 1 novembre 2009 alle ore 8.20
Luogo:
BOLOGNA
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ott 31 2009

Afghanistan

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

Afghanistan. Interrotti i colloqui tra Karzai-Abdullah. Secondo turno senza garanzie sul regolare svolgimento, Abdullah potrebbe boicottarlo

KABUL – I negoziati tra il presidente afgano uscente, Hamid Karzai, e il suo rivale al ballottaggio per le presidenziali, Abdullah Abdullah, sono stati interrotti bruscamente.  L’ex ministro degli Esteri potrebbe addirittura rinunciare a partecipare al secondo turno delle elezioni, in programma per il 7 novembre prossimo. L’annuncio potrebbe arrivare già questo fine settimana.

Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da intensi colloqui tra i due che, accompagnati dalle rispettive delegazioni, hanno discussi sul voto del secondo turno. Abdullah ha posto le sue condizioni per garantire la credibilità dello scrutinio del ballottaggio. L’ex dottore ha chiesto anzitutto l’allontanamento del presidente della commissione elettorale indipendente, Azizullah Lodin, ritenuto troppo vicino a Karzai. Inoltre ha chiesto la destituzione di 3 ministri, fra cui quello degli Interni. Richieste queste che secondo l’ex ministro sono finalizzate ad evitare che si ripetano i brogli del primo turno. Tra le altre cose, Abdullah ha proposto anche un possibile accordo sulla condivisione del potere, senza dover poi, svolgere il ballottaggio. Ma Karzai invece si è mostrato di tutt’altro parere, dicendosi intenzionato ad andare avanti con il voto e non accettando le richieste del rivale politico. A questo punto i contatti tra Karzai e Abdullah si sono rotti e l’ex ministro degli Esteri potrebbe  decidere per il boicottaggio del secondo turno perché non ritiene che ci siano garanzie di un suo corretto svolgimento. Il primo turno è stato condizionato da violenze, brogli elettorali a favore di Karazi e da una scarsa partecipazione da parte degli elettori pari al 38,7 percento. Ora come ora di certo si dimezzerà. Una decisione che nasconde anche altre verità. Come prima cosa ad Abdullah  non gli rimangono molti fondi e in secondo luogo data la situazione,di certo  finirà per perdere, e probabilmente con meno voti del primo turno, e questo sarebbe fattore di imbarazzo per l’uomo che si è posto come alternativa a Karzai nel Paese. Un ipotesi questa che trova riscontro nelle ultime azioni di Abdullah. Stamani Noor Mohammad Noor, portavoce della Commissione elettorale indipendente afghana, Cei, ha precisato che una decisione in tal senso da parte di Abdullah sarebbe tardiva e come tale non fermerebbe il processo elettorale già avviato.

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ott 31 2009

Limitazioni del traffico previste dal 3 novembre 2009 al 16 aprile 2010

Published by Massimo Paccagnella under Ambiente, Padova

Stemma Comune per email

Il tavolo tecnico zonale “Area metropolitana” della Provincia di Padova ha individuato una serie di misure da applicare per contenere l’inquinamento atmosferico, per risanare la qualità dell’aria e, in particolare, per ridurre le concentrazioni di PM10 nel territorio.

vigili

Tra le misure da applicare è stata decisa la limitazione alla circolazione per i veicoli non catalizzati ed Euro 1 diesel. In particolare non possono circolare: i veicoli alimentati a benzina “No-Kat” (Euro 0), i veicoli alimentati a diesel Euro 0 e Euro 1, i motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi immatricolati prima dell’1.1.2000 o non omologati ai sensi delle direttive 97/21/EC.

Le limitazioni vengono applicate nel periodo dal 3 novembre al 18 dicembre 2009 e dal 7 gennaio al 16 aprile 2010, nei giorni da lunedì a venerdì dalle ore 8:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00 (con esclusione dei giorni festivi) e riguardano tutto il territorio comunale, tranne le Zone industriali, l’anello delle tangenziali (via Po – tratto compreso tra il confine con il comune di Limena e c.so Australia, c.so Australia, c.so Boston, tangenziale sud, c.so 1° Maggio, c.so Esperanto, c.so Kennedy, c.so Argentina, via San Marco – tratto compreso tra c.so Argentina e via Friburgo, v.le delle Grazie, raccordo Gandhi, raccordo Ezio Franceschini, via Friburgo, via del Plebiscito, c.so 13 Giugno, tangenziale nord; c.so Irlanda, via Luigi Einaudi, via Boves, c.so Stati Uniti – tratto compreso tra c.so Argentina ed il casello autostradale di PD zona industriale) e le vie: Chiesanuova, via dei Colli, via Bembo – tratto compreso tra corso 1° Maggio ed il confine del territorio comunale, via G.B. Ricci, via C. Goldoni – tratto compreso tra via del Pescarotto ed il passo carraio della fiera, via F. Rismondo – tratto compreso tra via Ricci e l’accesso al parcheggio interrato del padiglione 7, via Guizza – tratto compreso tra il confine del territorio comunale e l’ingresso al nuovo parcheggio scambiatore, via Pontevigodarzere – dalla data di attivazione dell’intera linea Sir 1 (tram) fino al capolinea nord di Pontevigodarzere.

Possono circolare sempre (in deroga) i veicoli provvisti di motori elettrici o ibridi (motore elettrico e termico) e veicoli alimentati a GPL o gas metano purché utilizzino per la circolazione dinamica rigorosamente solo GPL o gas metano; gli autobus adibiti al servizio pubblico di linea e turistici, scuolabus, taxi ed autovetture in servizio di noleggio con conducente; i veicoli di trasporto di pasti confezionati per le mense; i veicoli al servizio di portatori di handicap muniti di contrassegno e di soggetti affetti da gravi patologie debitamente documentate con certificazione rilasciata dagli Enti competenti, ivi comprese le persone che hanno subito un trapianto di organi o che sono immunodepresse; i veicoli adibiti a compiti di soccorso, compresi quelli dei medici in servizio e dei veterinari in visita domiciliare urgente, muniti di apposito contrassegno rilasciato dal rispettivo ordine; i veicoli con targa estera; i veicoli di servizio e veicoli nell’ambito dei compiti d’istituto delle Pubbliche amministrazioni, compresa la Magistratura, dei Corpi e servizi di Polizia Municipale e Provinciale, delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate e degli altri Corpi armati dello Stato. In caso di utilizzo del veicolo privato per motivi di servizio, deve essere prodotta un’attestazione dell’Amministrazione di appartenenza; gli autoveicoli che trasportano farmaci, prodotti per uso medico e prodotti deperibili; i veicoli utilizzati da persone che non possono recarsi al lavoro con mezzi pubblici a causa dell’orario di inizio o fine turno o del luogo di lavoro, limitatamente al percorso più breve casa-lavoro purché muniti di dichiarazione del datore di lavoro attestante la tipologia e l’orario di articolazione dei turni e l’effettiva turnazione, nonchè di autodichiarazione attestante la mancanza di mezzo pubblico; i veicoli degli ospiti degli alberghi situati nell’area interdetta, limitatamente al percorso necessario all’andata e al ritorno dall’albergo, in possesso della copia della prenotazione; i veicoli che effettuano car-pooling, ovvero trasportano almeno 3 persone a bordo, quale promozione dell’uso collettivo dell’auto; i veicoli che debbono recarsi alla revisione obbligatoria (con documenti dell’ufficio del Dipartimento di trasporti terrestri o dei Centri di revisione autorizzati) limitatamente al percorso strettamente necessario; i veicoli degli istituti di vigilanza privata compresi i portavalori; i veicoli appartenenti alle categorie “L2″ e “L5″ riferite al trasporto merci e alla categoria “N” di cui all’art. 47/2c, lettera c, del D.Lgs 285/1992 “Nuovo Codice della Strada”, classificati come speciali o ad uso specifico di cui all’art. 203 del DPR 495/1992 o ad essi assimilati in base alla determinazione dirigenziale n. 2004/76/0115 del 11/06/2004; gli autoveicoli e motoveicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico ai sensi dell’art. 60 del C.d.S.

Alcune categorie possono circolare con il “titolo autorizzatorio” . Il “titolo autorizzatorio” è una dichiarazione sottoscritta dal conducente che deve contenere gli estremi del veicolo, le indicazioni dell’orario, del luogo di partenza e di destinazione, oltre alla motivazione del transito. Deve essere esposto bene in vista ed esibito agli agenti di polizia stradale che ne fanno richiesta.

Il “titolo autorizzatorio” deve essere esposto nei seguenti casi: veicoli adibiti a cerimonie nuziali o funebri e veicoli al seguito; veicoli per il trasporto alle strutture sanitarie pubbliche o private per sottoporsi a visite mediche, cure ed analisi programmate, con a bordo prenotazione, impegnativa o attestazione dell’avvenuta prestazione medica; veicoli dei paramedici e dei tecnici ospedalieri in servizio di reperibilità; veicoli di associazioni e imprese che svolgono servizio di assistenza sanitaria e/o sociale; veicoli utilizzati per particolari attività urgenti e non programmabili, per assicurare servizi manutentivi di emergenza, nella fase di intervento.

Eventuali autorizzazioni in deroga per casi eccezionali possono essere rilasciate dal comando di Polizia Municipale, che valuterà caso per caso. La richiesta deve essere fatta, almeno 5 giorni prima, via fax al numero 049 8205105 .

Per informazioni telefonare allo 049 8205101 dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

 

(Fonte : Comune di Padova – ufficio Stampa)

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ott 31 2009

Newsletter TerzaRepubblica

Published by Marcello De Giorgio under Pensieri

Terza Repubblica

n. 28 del 30 ottobre 2009

Fuori dalla palude

Non più tardi di due giorni fa, dalle colonne di questa testata, si ricordava come l’elezione di Bersani a segretario del Partito Democratico avrebbe inevitabilmente spostato il baricentro del partito verso sinistra, lasciando di conseguenza una maggiore “libertà di campo” alla vocazione riformista che da sempre anima l’area moderata del nostro Paese.

All’indomani dell’elezione dell’ex ministro a leader del Pd, da molte parti si rumoreggiava di un possibile esodo di moderati in direzione centro e, in particolar modo, verso l’Udc. A dire il vero, la realtà è un poco diversa, con il solo Rutelli con le valigie in mano. Gli altri nomi che fin qui sono stati spesi dalla stampa attendono di capire quale sarà il futuro del Partito. Fermo restando, a costo di ripeterci, che lo spostamento a sinistra dell’asse sarà inevitabile e anche auspicabile.

Solo in questo modo infatti si potrà finalmente uscire dalla logica deteriore di due soli partiti, entrambi a vocazione maggioritaria, ma privi di qualsivoglia competenza politica, pronti ad attacchi frontali che con il Bene Pubblico hanno ben poco a che fare.

La riproposizione di un modello politico che abbia una sinistra, un centro e una destra – in quest’ultima, però, un progetto diverso ancora non si intravede poiché, al momento, la presenza eccessivamente accentratrice di Berlusconi impedisce un nuovo corso – sarà senz’altro un toccasana per il nostro Paese, che potrà finalmente tornare a occuparsi di questioni reali e non più cercare unicamente di raggiungere il famoso 50% + 1 attraverso alleanze complicate e, soprattutto, estremamente instabili. È evidente, inoltre, che l’attuale sistema elettorale attribuisce un peso specifico molto alto ai partiti che hanno ricevuto un basso consenso dalle urne proprio perché sono autentici aghi della bilancia.

La vicenda di Tangentopoli, astenendoci da qualsiasi giudizio di merito sulla questione, ha prodotto l’azzeramento di un’intera classe politica che aveva governato ininterrottamente dal 1948. Quasi cinquant’anni sono stati spazzati via nel giro di pochi mesi, lasciando il passo a una Seconda Repubblica priva di ogni competenza politica. Prova ne sia la deriva populistica che due partiti soprattutto – ma non solo loro – hanno intrapreso nell’ultimo periodo. Il populismo d’altronde è la negazione della politica proprio perché si fa propugnatore di una serie di tematiche che guardano solo al contingente e al particulare, perdendo di vista un orizzonte più ampio e condiviso.

In quest’ottica dobbiamo leggere le parole pronunciate dai relatori dell’incontro organizzato dalla Fondazione Liberal, a cui ha partecipato anche il nostro direttore Enrico Cisnetto. Ferdinando Adornato, che della fondazione è il presidente, ha assunto ormai da tempo una posizione critica nei confronti della maggioranza di cui fece parte, sostenendo che in essa non vi sia più alcun tipo di criterio meritocratico, dal momento che le teste pensanti vengono immancabilmente accantonate per far posto a chi, al posto del fioretto, preferisce usare la clava.

E ciò che preoccupa, in effetti, è proprio la poca sostanza che risiede al di sotto dei grandi proclami che, ormai con cadenza quotidiana, vengono fatti dal Governo. Qualche esempio? Il federalismo, l’abolizione dell’Irap e la riforma elettorale. La riforma che prevede un federalismo “singolare” è più orientata a una progressiva (ma rapida) erosione dell’unità nazionale piuttosto che a una autentica implementazione delle realtà locali di eccellenza che, seppur in misura sempre minore, esistono nel nostro Paese. In un mondo che sviluppa una tendenza sempre più internazionale, in cui le acquisizioni di aziende da parte di altre aziende per creare colossi sempre più difficili da scalfire e con quote di mercato sempre più rilevanti si susseguono senza posa, ha dell’incredibile la realtà italiana che punta sempre più all’atomizzazione dell’impresa. Guardare al federalismo tedesco in questo momento è una mera utopia, dal momento che i Länder che compongono la più grande democrazia europea concorrono in modo virtuoso alla realizzazione di un sistema paese estremamente solido. In Italia, invece che ridurre la complessità, si tende in ogni modo ad aumentarla, lasciando alla campagna elettorale l’idea, per altro validissima, di ridurre o addirittura abolire le province.

Per quanto riguarda l’abolizione dell’Irap, poi, come andrà a finire? Sarà il solito “papocchio all’italiana”? Pare proprio di sì: Tremonti cederà sul merito, accettando di tagliare l’imposta alle imprese, ma Berlusconi lo farà sulla quantità, accettando che, in vece dei 40 miliardi preventivati, si abbatta l’imposta per soli 4 o 5. Insomma, entrambi usciranno sconfitti e contenti, portando avanti un progetto che non può che essere perdente. Giustissimo ridurre la pressione fiscale, ma necessariamente a ciò dovrebbe anche affiancarsi una riduzione del debito pubblico, in modo da permettere alle casse statali di respirare un po’.

Infine, la riforma del sistema elettorale. Che l’attuale meccanismo non funzioni, che al confronto la famosa “Legge truffa” sia un esempio di virtù è palese a tutti. Ma pensare di rivedere i poteri del premier rendendoci ancora più simili alla Russia lascia francamente perplessi. Attualmente, come ha ricordato Piero Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte Costituzionale, i poteri del premier sono molti ampi, a scapito di un Parlamento che ha visto ridurre notevolmente la propria utilità. Oggi l’Italia è una repubblica parlamentare solo nominalmente, dal momento che, a partire dalla scheda elettorale che viene presentata a ogni cittadino, si sceglie direttamente (anche se non formalmente) il primo ministro.

Il progetto dell’Udc, così come si sta delineando, è alieno a logiche disgreganti come queste e, di conseguenza, mira a tornare a quell’unità di fondo che fu. Bruno Tabacci, per esempio, è solito ricordare come le divergenze tra Peppone e Don Camillo fossero ampie e mai taciute, ma che, di fronte alla piena stagionale del Po, entrambi si trovassero a mettere sacchi di sabbia per arginare il fiume. Una metafora che, purtroppo, è stata dimenticata con troppa facilità. L’auspicio è che si recuperi quel senso di cooperazione che va oltre il semplice schieramento politico.

Si segnala infine l’aggiornamento  del blog Politicamente Scorretto di Davide Giacalone, la seconda sessione del convegno della Fondazione Liberal “Di cosa parliamo quando diciamo Italia” in corso di svolgimento a Roma, e il prossimo dibattito di Società Aperta a Pesaro “Dove è finita la politica”.

(Fonte : www.terzarepubblica.it)

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ott 30 2009

Febbre “suina”..A/H1N1

Published by Marcello De Giorgio under Il Caso

Febbre Suina. L’Oms stima a oltre 5.700 i morti nel mondo. Il virus A/H1N1 procede a grandi passi

Oggi l’Organizzazione mondiale della Sanità ha diffuso un nuovo bollettino sulla Febbre Suina. I morti per influenza A nel mondo sono giunti a quota 5.700 mentre i casi denunciati sono più di 440mila. L’Oms precisa che il numero dei contagi potrebbe essere significativamente più alto, visto che molti Paesi hanno smesso di contare i casi data la natura leggera della malattia nella maggior parte dei pazienti. Un paziente alle prese con la nuova influenza ne infetta altri 80, per la precisione 79. Una constatazione questa che potrebbe far lievitare, oltre ai contagi, anche il numero delle vittime nei prossimi mesi. Il maggior numero di decessi si è registrato nel continente americano, con ben 4.175 vittime del virus A/H1N1. Si stima che nei soli States, all’inizio del focolaio, nell’aprile scorso, alla fine di luglio, siano stati colpiti dal virus più di 6 milioni di americani. Di questi 800 sono morti mentre circa 21mila sono dovuti ricorrere a ricoveri ospedalieri. Però si tratta certamente di numeri al ribasso, fanno notare gli scienziati. Questo perchè in molti non hanno avuto bisogno di ricovero e perchè non sempre i casi vengono segnalati alle autorità sanitarie. Secondo i dati del ‘Centro europeo per il controllo delle malattie’, al momento sono invece solo 250 invece, i morti, per l’influenza A, nel Vecchio Continente. La metà di questi decessi si sono registrati nel Regno Unito. Mentre oggi ,in Germania, sono saliti a 5 i decessi per l’influenza A per 2 nuove vittime. Si tratta di due bambini di 5 e 2 anni, quest’ultimo già sofferente di una patologia cronica. Sono invece 8 i bambini giunti al Policlinico Umberto I di Roma con sintomi potenzialmente riconducibili alla nuova influenza A. Tre sono affetti da tetraplegia spastica e sono risultati positivi alla A/H1N1 e uno di questi è grave. Altri 3 casi sono invece sospetti. Al momento non si registrano altri nuovi casi, precisa l’Umberto I, ne’ in età pediatrica ne’ adulta. Il Policlinico ha messo in atto tutte le procedure regionali ed aziendali ed ha attivato tutti i percorsi e le procedure previste nella emergenza pandemica influenzale, tra cui un sistema informativo che aggiornerà sistematicamente i media e la popolazione sulla situazione in tempo reale. Per quanto riguarda i vaccini disponibili sul mercato, un tema che ha sollevato non pochi dubbi e polemiche nei giorni scorsi, Anne Schuchat, direttore del Cdc ‘National Center for Immunization and Respiratory Diseases’, ha affermato che 24,8 milioni di dosi dovrebbero essere attualmente disponibili. Un altro problema che si sta riscontrando a causa dell’influenza A è il drastico calo di donazioni di sangue. In Corea del Sud le scorte saranno sufficienti solo per altri 3 giorni. La carenza riguarda in particolare il gruppo sanguigno 0, le cui scorte finiranno entro un paio di giorni. Analogo discorso per i gruppi A e AB. Da agosto, quando l’H1N1 ha cominciato a diffondersi, oltre 200 scuole e molti soldati hanno cancellato gli appuntamenti per la donazione. La penuria di donatori è legata alla paura, secondo molti sanitari, di contrarre il virus al momento della donazione. Il numero dei contagi in Corea del Sud ha raggiunto quota 100mila, con 8mila nuovi casi al giorno. Solo ieri sono stati registrati 9.766 contagi. Il numero delle vittime è salito a 34. Chiusi 311 istituti in tutto il Paese, tra cui 46 asili, 164 scuole elementari, 64 scuole medie e 9 istituti vocazionali.

Ferdinando Pelliccia

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