Archive for settembre, 2009

set 30 2009

Referendum in Irlanda su trattato di Lisbona

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

Trattato di Lisbona. L’Ue in attesa del referendum di ratifica in Irlanda. Se vincono i ‘NO’ a rischio il futuro del trattato ma non l’idea ‘Europa’

Con l’avvicinarsi dell’appuntamento referendario irlandese del 2 ottobre prossimo si riavvia il processo di ratifica del Trattato di Lisbona e si spera che finalmente cada l’incognita che ancora tiene in bilico la sua sorte. Per gli irlandesi si tratta di una prova d’appello. Sono infatti chiamati per la seconda volta ad esprimersi, nel segreto delle urne, sulla ratifica o meno del trattato europeo. Nel 2008 aveva vinto il fronte del ‘No’. Gli irlandesi avevano votato contro puntando il dito verso le possibili ingerenze di Bruxelles, in particolare su temi di politica fiscale, aborto, diritto di famiglia, neutralità militare. Quello di venerdì prossimo è ritenuto un passaggio necessario per poter puntare al superamento dell’impasse legata all’entrata in vigore del Trattato e generata proprio dall’esito negativo del precedente referendum irlandese. Se questa volta l’Irlanda dovesse rispondere a favore del trattato, si ridurrebbe ulteriormente il numero dei Paesi che non l’hanno ancora completato l’iter di ratifica del trattato di Lisbona. Mancherebbero all’appello di fatto solo 3 dei 27 Paesi europei : Cecoslovacchia, Polonia e Germania. In questi tre Paesi l’iter di ratifica ha seguito vie legislative. La Germania ha annunciato di voler approvare il Trattato entro l’inizio del 2010, nonostante la Corte costituzionale abbia sospeso il processo di ratifica sostenendo che è necessario rafforzare prima il potere decisionale delle Camere nell’applicazione delle leggi dell’Ue. A Praga invece sebbene il testo sia stato approvato dal Senato, manca ancora la firma del presidente Vaclav Klaus. In Polonia la situazione è analoga. Il Parlamento ha ratificato il trattato Ue, ma manca la firma del capo dello Stato, Lech Kaczynski. Entrambi sono figure notoriamente critiche nei confronti del processo di integrazione dell’Ue. I due, anche in caso di vittoria del ‘SI’ irlandese, potrebbero di fatto causare pesanti ritardi nell’entrata in vigore del trattato di Lisbona con tutte le sue conseguenze. Trattato di Lisbona infatti prevede una serie complessa di riforme e nomine che  porteranno alla nascita del nuovo esecutivo europeo. Un esecutivo attraverso cui si arriverà alla scelta del primo presidente permanente dell’Ue, del ministro degli esteri che sarà anche vicepresidente della Commissione. Per questo motivo la Commissione europea, con un Josè Manuel Barroso recentemente riconfermato alla sua guida, e il Consiglio Ue sono determinati a non farsi tenere in scacco dai due presidenti euroscettici. Quando mancano quindi poco più di due giorni al referendum irlandese l’Ue pensa alle sue ambizioni di crescita e allargamento, e teme di dover abbandonarle almeno così come sono state potate avanti finora. Un progetto ambizioso che però già nella sostanza è di fatto un’operazione di riciclaggio di quello più ambizioso e nato come ‘Costituzione europea’ ma fatto naufragare nel 2005 dal doppio ‘NO’ giunto dai referendum che si svolsero quell’anno in Francia e Olanda. Dopo mesi di oscillazioni e una certa ripresa dei favorevoli al ‘NO’ registrata qualche settimana fa il ‘SI’ al Trattato di Lisbona sembra aver riguadagnato terreno in Irlanda. I sondaggi della vigilia danno infatti il ‘Sì’ irlandese a Lisbona vincente. Il fronte del ‘SI’ è al 63 percento, contro il 54 percento di aprile, mentre quello del ‘NO’ si è attestato intorno al 15 percento, era al 24 percento in aprile. Gli indecisi sono il 22 percento. L’atteggiamento favorevole degli irlandesi verso Lisbona è anche una conseguenza della pesante crisi economica che ha investito l’isola. Gli irlandesi si sono infatti convinti che l’Ue possa essere decisiva per il loro benessere in un momento in cui la ‘Tigre celtica’ del boom economico è solo un ricordo lontano. Se vincerà il partito dei favorevoli sarà comunque una vittoria per il primo ministro irlandese Brian Cowen e il suo partito Fianna Fail, Ff. Cowen, che è in cerca di una rivalsa politica, si è molto impegnato nella campagna pro Lisbona. La ripetizione del referendum è dovuta infatti al suo operato e all’accordo intervenuto, lo scorso mese di giugno, a Bruxelles quando ha strappato, in cambio della promessa di riconvocare l’elettorato irlandese, l’approvazione di un documento, che diventerà un protocollo da allegare ai trattati europei in occasione del prossimo allargamento della Ue, che comprende anche garanzie in materia di diritti sociali, incluso quelli dei lavoratori. Comunque vada è opinione di molti che dopo la riconferma di Angela Merkel alla guida della Germania il futuro dell’Europa è sempre di più in mano al binomio franco-tedesco, forse allargato da un lato alla Polonia e dall’altro alla Spagna. Qualsiasi sarà l’esito: o che il trattato europeo superi la prova referendaria del 2 ottobre o non la superi. Saranno Parigi e Berlino che cercheranno di incidere il più possibile sulla definizione dei connotati del nuovo volto dell’Europa. Pertanto una qualsiasi altra nuova iniziativa per portare avanti l’integrazione europea partirà da queste due capitali europee che ormai costituiscono un nocciolo duro, ristretto e molto coeso.

Ferdinando Pelliccia

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set 30 2009

I terremoti si possono ripercuotere in altro emisfero

Published by Marcello De Giorgio under News

I terremoti si possono ripercuotere in altro emisfero

Uno studio americano pubblicato sulla rivista scientifica ‘Nature’ sostiene che la terra che trema da una parte del mondo potrebbe far aumentare il rischio sismico nell’altro emisfero. Lo studio, è stato realizzato da esperti dell’Università di Berkely, parte dall’assunto che, se non è possibile prevedere un terremoto, si può però calcolare l’aumento della pressione legata ai movimenti delle placche tettoniche. Un sismologo di Berkeley, Taka’aki Taira, e il suo team hanno condotto per 20 anni sofisticate misurazioni, giungendo alla conclusione che:  “i più grandi sismi possono ripercuotersi a livello globale sulla resistenza delle faglie”. In sintesi, i terremoti più violenti che scuotono in profondità la crosta terrestre innescano a loro volta una serie di altri movimenti tellurici di notevole intensità, che possono manifestarsi anche anni dopo in località distanti migliaia di chilometri.

F.P.

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set 30 2009

Indonesia terremoto

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

Indonesia. Dopo il terremoto sono in migliaia sotto le macerie. Allarme tsunami in tutto il nord est asiatico

La terra in Indonesia ha tremato e l’ha fatto a 4 settimane esatte da un altro terremoto verificatosi al largo dell’isola di Giava. Lo scorso 2 settembre infatti, un altro terremoto di magnitudo 7 aveva colpito la costa meridionale dell’isola di Giava provocando 80 morti. Sempre nella stessa aerea ma al largo dell’isola di Sumatra il 26 dicembre 2004 si verificò un sisma ben più violento, di magnitudo 9,1 che causò un devastante tsumami nell’Oceano Indiano, provocando 230mila morti in 11 Paesi. Il terremoto di oggi ha avuto il suo epicentro nell’Oceano Indiano, a 50 km da Padang, la principale città dell’isola di Sumatra, la più occidentale dell’arcipelago. La scossa è avvenuta alle 17.16 locali, le 12.16 in Italia, ed è stata sentita fino a Singapore, 440 km a nord-est, e a Kuala Lumpur, ancora più a nord. Questa volta il sisma, di magnitudo 7,6 gradi Richter, ha fatto crollare centinaia di edifici e si pensa che migliaia di persone siano rimaste intrappolate sotto le loro macerie. Successivamente si è verificata una seconda scossa, quella di assestamento, di magnitudo di 6,2 Richter. Poche ore dopo poi si è verificato il maremoto che ha colpito le isole Samoa. Per ora il bilancio delle vittime è di almeno 75 morti accertati. Però i soccorritori hanno difficoltà a raggiungere le aree più colpite dagli eventi catastrofici e pertanto è destinato senza dubbio ad aumentare. A Padang e Pariaman i danni maggiori. Nelle due città la gente è in preda al panico, le tubature sono saltate e anche i cavi elettrici mentre gran parte dei ponti che collegano le arterie della regione sono parzialmente crollati. A Padang sono tanti gli edifici crollati. Persino l’aeroporto cittadino ‘Minangkabau’ è stato danneggiato, il tetto è crollato e lo scalo, che collega Padang alla capitale Giakarta, è stato chiuso. Tra gli edifici crollati anche l’ospedale cittadino ‘Jalin’ privando dei soccorsi necessari i feriti che sono dovuti ricorrere a cure d’emergenza in attesa dei soccorsi. La mancanza di comunicazioni hanno fin a tarda sera impedito di avere notizie certe dalal città. Stasera il vicepresidente indonesiano, Jusuf Kalla, ha affermato che: “migliaia di persone rimangono intrappolate’ sotto gli edifici crollati”. “Il totale delle vittime potrebbe salire ulteriormente man mano che verrà fatta chiarezza sulla situazione a Pariaman, 78 km a nord-ovest di Padang, che ha subito anch’essa danni su larga scala2, ha aggiunto Kalla. Nel frattempo, il ministero della Salute ha messo insieme squadre d’emergenza da inviare nelle due città colpite. Ma il loro arrivo in zona è previsto solo per domani mattina. Padang non è è già stata in pasasato ‘vittima’ di terremoti. L’ultimo che provò 57 morti si verificò nel marzo del 2007. Purtroppo la città si trova sopra la cintura di fuoco del Pacifico, che si allunga per circa 40mila km abbracciando per intero le coste dell’oceano Pacifico, tranne l’Antartide e l’Australia, e che frequentemente causa terremoti ed eruzioni vulcaniche. L’arcipelago indonesiano si sviluppa lungo questa faglia, tra le placca euro-asiatica e quella indo-australiana, ed è per questo motivo ad altissimo rischio sismico.

Ferdinando Pelliccia

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set 30 2009

NUCLEARE: INDIETRO TUTTA!

Published by Marcello De Giorgio under Ambiente

GREENPEACE        LEGAMBIENTE

WWF

NUCLEARE: INDIETRO TUTTA!

11 REGIONI, OVVERO IL 56% DEL TERRITORIO ITALIANO, IMPUGNANO LA LEGGE SUL NUCLEARE,

MA ANCHE ALTRE NON LO VOGLIONO SUL PROPRIO TERRITORIO.

“Ormai si ha la prova che il nucleare in Italia si può fare solo a parole”

Il nucleare trova un muro quando passa dai proclami al territorio. A seguito dell’appello rivolto l’11 settembre da Greenpeace, Legambiente e WWF, che invocava il ricorso alla Corte Costituzionale per fermare il provvedimento sul nucleare di sostanziale centralizzazione delle procedure e militarizzazione del territorio, si è scatenato in questi giorni un vero e proprio ‘effetto domino’. Dopo i primi no di alcune regioni, a oggi hanno impugnato la legge dimostrando la propria opposizione alla scelta nucleare ben 11 regioni, che rappresentano circa il 56% del territorio italiano, ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria.

Oltre a queste, Sardegna e Veneto hanno detto no al nucleare sul proprio territorio con ordini del giorno o dichiarazioni del presidente. Tra le regioni che non hanno aderito all’invito delle associazioni a impugnare la legge, la Sicilia aveva manifestato l’intenzione di impugnare comunque la legge, ma non si ha notizia di una delibera in tal senso.

Insomma, le Regioni difendono le proprie competenze e sanno bene che gli elettori non premieranno MAI un governatore (o un candidato governatore) che accettasse una centrale nucleare sul proprio territorio. Per questo le associazioni chiederanno un esplicito pronunciamento a tutti i candidati prima delle prossime elezioni.

“Il Governo deve tener conto di quanto sta succedendo nel Paese – hanno dichiarato le tre associazioni – e fare marcia indietro rispetto a una prospettiva, quella del nucleare, costosa e insicura, oltre che inutile rispetto ai problemi energetici italiani”.

Francesca Mapelli

WWF Italia ONLUS – Ufficio Stampa

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set 30 2009

Manifestazione per la libertà di stampa

Roma – 3 ottobre, Manifestazione per la

libertà di stampa, per la pace:

VIENI ANCHE TU!

Pace e informazione sono due beni fondamentali in pericolo.
VIENI ANCHE TU!
ROMA, SABATO 3 OTTOBRE, ore 16.00
MANIFESTAZIONE A PIAZZA DEL POPOLO PER LA LIBERTÀ DI STAMPA
PER LA PACE
La pace si nutre di un’informazione e di una comunicazione libera, attenta al bene comune, vicina ai diritti e bisogni delle persone e dei popoli.

NON C’È PACE, SENZA UN’INFORMAZIONE DI PACE!
SENZA UN’INFORMAZIONE DI PACE NON C’È NEANCHE UNA POLITICA DI PACE
Facciamo in modo che quella del 3 ottobre sia anche una grande manifestazione per la pace e per un’informazione di pace.

VIENI ANCHE TU!

PORTA LA TUA BANDIERA DELLA PACE E DEI DIRITTI UMANI
INVIA LA TUA ADESIONE.

CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE.

COINVOLGI CHI PUOI…

Scrivi alla Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia Tel.
075/5736890 – fax 075/5739337 – e mail: segreteria@perlapace.it -
www.perlapace.it

Ufficio stampa: Floriana Lenti 338/4770151

Ufficio Stampa Tavola della pace

tel. +39  075 5734830 Fax +39 075 5739337

email: stampa@perlapace.it – sito: www.perlapace.it

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set 30 2009

MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA

Published by Marcello De Giorgio under Bologna

Venerdì 2 Ottobre 2009, ore 16.00, in Piazza XX Settembre

Inizio della Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza

16:30 STRA-GIOCHI a cura di UISP

18:00 Proiezioni, parole e letture di pace

18:30 Parata Accademia do Ritmo AFROEIRA (partenza P.zza Verdi)

20:00 I PIGNA con Le Pignole (Rock – Ska)

21.30 LIGHT SOL JAH RAGGAE(Costa D’avorio)

In questo giorno sono previste iniziative, nei 6 continenti, in 90 Paesi ed in più di 300 città,
volte a promuovere la cultura della pace e della nonviolenza, in concomitanza con la partenza dei marciatori dalla Nuova Zelanda. La Marcia passerà in Italia tra il 7 ed il 12 Novembre, ed a
Bologna il 10 Novembre. Siete invitati quindi, attraverso un gesto concreto, a condividere il
tentativo di creare coscienza sulla pericolosa situazione attuale, caratterizzata dall’alta
probabilità di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione
militare di territori.

Per evitare la catastrofe nucleare futura, dobbiamo superare la violenza oggi, chiedendo:

-il disarmo nucleare a livello mondiale,
-il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,
-la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,
-la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e
-la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

Per info:

www.marciamondiale.org

(Fonte : negrini@women.it)

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Fortunato - Untitled-11

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set 30 2009

Buon Giorno Impresa – Anno X – Martedì 29 Settembre 2009 N.1.883

BG – Agenzia quotidiana di informazione economica per le MICRO – piccole – medie imprese – BG

Effe Elle Editori Srl – 44042 Cento (Ferrara) Via Ugo Bassi n. 77/1 – E mail:  info@effeelleeditori.it ( (051) 74.01.542  ( fax (051) 74.01.543  – Direttore responsabile: Flavio Andrighetti – E mail:  flavio.andrighetti@effeelleeditori.it) ( Portatile (334) 874.60.68  ( Skipe: flavio03041940 – Registrazione numero 12200 dell’1 Giugno 2000 presso il Tribunale di Ferrara

BLOCK NOTES

I finanziamenti per l’internazionalizzazione

T Tra i principali strumenti nazionali ed internazionali a cui le imprese possono far ricorso per ottenere i finanziamenti necessari, a condizioni vantaggiose, per investimenti produttivi all’estero, vi è la Bers (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo): un organismo finanziario multilaterale istituito nel 1991 a Londra, con il fine di assistere e favorire la transizione dei Paesi dell’Europa Centrale e Orientale e dei Paesi dell’ex Unione Sovietica verso un’economia di mercato, attraverso la promozione dell’iniziativa imprenditoriale privata * La Bers supporta i ventisette Paesi nei quali è autorizzata ad operare con particolare riguardo a riforme economiche settoriali e strutturali, alla promozione della competizione, privatizzazione e imprenditorialità e tenendo in conto le esigenze peculiari dei singoli Paesi.

T Attraverso i suoi investimenti la Banca promuove il rafforzamento del sistema finanziario e legale e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie per il supporto del settore privato * La Bers concede finanziamenti diretti a progetti di investimento nel settore privato, di ristrutturazione e di privatizzazione, di realizzazione di infrastrutture a supporto di tali attività * Le Joint Venture sono le maggiori beneficiarie dei prestiti Bers, in particolar modo se vi è la presenza di sponsor stranieri.

T La Bers opera sia come banca di sviluppo (attività di development banking) finanziando progetti infrastrutturali con prestiti garantiti dai governi dei Paesi beneficiari, da svilupparsi mediante gare internazionali d´appalto, sia come banca d’investimento (attività di Merchant Banking) a supporto di investimenti esteri diretti, anche in forma di Joint Venture, sia con l’assunzione di partecipazioni (equity) che con crediti (loan).

T Saranno promosse le operazioni volte a: * fornire assistenza tecnica per la preparazione, il finanziamento e la realizzazione di programmi e progetti e per il trasferimento di tecnologia * fornire assistenza per la realizzazione di riforme strutturali, come le liberalizzazioni e le privatizzazioni * potenziare il sistema finanziario e bancario dei Paesi destinatari agevolare il finanziamento internazionale dei programmi delle piccole e medie imprese locali * promuovere investimenti produttivi privati * sviluppare i settori del trasporto, delle telecomunicazioni, dell’energia, dell’agribusiness, dell’intermediazione finanziaria, dell’immobiliare, del turismo, dell’acqua e delle infrastrutture municipali.

Finanziamenti a medio-lungo termine

T La Bers concede prestiti commisurati alle esigenze del progetto, sulla base del cash flow previsto e della sua capacità di ripagare il prestito entro il periodo e alle condizioni concordate, senza bisogno di garanzie governative * Tali prestiti vengono concessi in qualsiasi valuta forte (principalmente in Dollari Usa, Euro) a tassi di mercato fissi o variabili (libor o eurolibor + spread) di durata cinque-dieci anni (estensibili a quindici per progetti infrastrutturali che godono di garanzia governativa) e periodi di grazia negoziabili * Lo spread applicato al prestito deriva dalla valutazione del rischio-paese e del rischio-progetto mentre i rimborsi avvengono, generalmente, su base semestrale a rate costanti * La Bers richiede generalmente alle aziende una garanzia sul prestito erogato che può consistere in un’ipoteca sugli immobili o sui beni mobili, ecc.

Partecipazioni azionarie

T L’investimento in partecipazione al capitale dell’azienda può essere realizzato in forme diverse quali la sottoscrizione di azioni ordinarie o di azioni privilegiate, o in forma di investimenti quasi-equity quali prestiti subordinati obbligazionari, note di credito, azioni privilegiate convertibili * La Banca non assume mai partecipazioni di maggioranza né entra nella gestione operativa del progetto; l’intervento, nel suo complesso, può arrivare fino al 35 per cento del costo totale del progetto * Non è previsto il finanziamento della banca per l’acquisizione di quote di capitale in società già esistenti * È richiesta una significativa partecipazione al progetto sotto forma di investimento in equity, da parte di chi propone il progetto alla banca o da parte di altri investitori privati * La Bers può facilitare l’accesso delle imprese assistite ad altre fonti di finanziamento attraverso l’emissione di differenti forme di garanzia per la copertura contro il rischio generico o relative a un rischio specifico.

Vittorio Anelli, Luseis

BG è redatta tutti i giorni lavorativi ed è inviata esclusivamente per E-mail * La collaborazione è aperta a tutti i destinatari, che possono inviare articoli e note su argomenti che riguardino il mercato, l’impresa, l’economia in generale e notizie sulla propria attività imprenditoriale o professionale.

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set 29 2009

Afghanistan: attentato a Kandahar

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

Afghanistan. Attentato contro autobus a Kandahar. Strage di donne e bambini. I talebani negano ogni responsabilità

KANDAHAR – Ancora vittime tra i civili in Afghanistan. L’esplosione di una mina artigianale al passaggio di un autobus a Kandahar ha provocato una strage tra i civili, per lo più donne e bambini. Il bilancio dei morti infatti è di almeno 30 civili, tra passanti e passeggeri dell’autobus. Fra le vittime 7 donne e 10 bambini. L’esplosione è avvenuta nel distretto di Maywand, provincia meridionale di Kandahar in Afghanistan. Nell’esplosione sono rimaste ferite anche altre 40 persone. L’autobus collegava Herat a Kandahar e stava percorrendo una strada di grande comunicazione dove il giorno prima si era verificata un’identica esplosione che aveva causato la morte di 3 civili. Le autorità locali hanno immediatamente addossato la responsabilità dell’attentato ai talebani. La regione meridionale è infatti considerata una roccaforte talebana. Nel praticare la guerriglia contro le truppe straniere, i talebani hanno disseminato di mine anti-uomo il territorio afghano. Purtroppo spesso a finirci sopra sono però anche inermi civili. I talebani, attraverso un loro portavoce, hanno prontamente respinto ogni accusa di essere i responsabili della strage di stamani. Essi hanno addossato la responsabilità della strage alle forze straniere presenti nel Paese che hanno attuato tale stratagemma per distruggere la reputazione dei talebani. Secondo l’Onu, che aggiorna costantemente le perdite tra i civili nel Paese, sono oltre 1.500 le vittime civili della guerra dall’inizio dell’anno ad oggi. Di essi il 68 percento ha perso la vita per attacchi dei militanti islamici, il 23 percento a causa di azioni militari condotte dalle truppe afghane o delle forze internazionali Nato e Usa.

Ferdinando Pelliccia

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set 29 2009

PREMIO MARKETING SIM “SOTTO IL SEGNO DEL PANDA”

Published by Marcello De Giorgio under News

PREMIO MARKETING SIM

WWF: “MARKETING ‘VERDE’ SOTTO IL SEGNO DEL PANDA”

Giovedì 1 ottobre i vincitori del concorso

Facoltà di Scienze della Comunicazione, Centro Congressi d’Ateneo

Roma, Via Salaria 113

Ore 14.00: presentazione finalisti

Ore 16.00: tavola rotonda “Quale marketing per le aree naturali protette?”

Interventi di Arturo Diaconale (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), Nicola Arcieri (responsabile marketing RDS), Antonio Canu (direttore WWF Oasi). Modera Carlo Alberto Pratesi (Premio Marketing SIM)

Ore 17.00: cerimonia di premiazione

Cosa può contribuire a rendere più popolari e quindi a salvare le aree protette italiane? Una mappa inserita nei navigatori satellitari? Visite guidate sui lettori mp3 e una tariffa telefonica verde per i soci? Una linea di abbigliamento sportivo o dei biscotti a forma di panda? Sono solo alcune idee escogitate dai quasi 1000 studenti che si sono cimentati nell’edizione “verde” del Premio Marketing della Società Italiana Marketing (SIM), quest’anno dedicato alle Oasi del WWF, di cui giovedì 1 ottobre verranno decretati i vincitori.

La sfida del Premio, che da oltre vent’anni sceglie come caso studio un’importante realtà aziendale – quest’anno per la prima volta nel settore no-profit – era la realizzazione di un piano di promozione per le Oasi WWF, oltre 30.000 ettari di natura protetta su tutto il territorio nazionale, da rendere ancora più fruibili e frequentate attraverso nuove strategie di comunicazione, branding e servizi offerti ai visitatori, senza dimenticarne la vocazione didattica e favorendo un impatto positivo con l’economia locale.

Dopo un tour di presentazioni che nei mesi scorsi ha interessato 40 università italiane e 10.000 ragazzi nelle facoltà di Economia, Scienze della Comunicazione e Scienze Politiche, sono scese in lizza circa 300 squadre, per un totale di quasi 1000 studenti.

A premiare i vincitori, giovedì 1 ottobre presso il Centro Congressi della Sapienza a Roma, sarà una giuria composta da professori di marketing e rappresentanti del WWF, alla presenza del preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini, del presidente del Premio Marketing Umberto Collesei, del direttore generale del WWF Italia Michele Candotti, e di Elena Jachia, responsabile Ambiente della Fondazione Cariplo, che quest’anno ha sostenuto il premio. I primi classificati avranno accesso gratuito ad alcuni tra i principali Master in Marketing italiani, mentre i secondi parteciperanno a uno stage in Olanda presso la direzione marketing del WWF Internazionale. Nel pomeriggio è prevista anche la tavola rotonda “Quale marketing per le aree naturali protette?” con interventi di Arturo Diaconale, presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Nicola Arcieri, responsabile marketing di RDS e Antonio Canu, direttore WWF Oasi.

“La grande partecipazione degli studenti, che hanno risposto con fantasia e competenza alla sfida lanciata dal Premio Marketing, ha dimostrato che la tutela ambientale non è più appannaggio solo degli ambientalisti o degli amanti della natura, ma può entrare a pieno titolo nella nuova economia e nella vita quotidiana di ognuno – ha commentato Michele Candotti, direttore generale del WWF Italia – Tramite un approccio di questo genere, le Oasi del WWF e più in generale tutte le aree protette, possono diventare oltre che baluardo degli habitat e delle specie maggiormente in pericolo, anche un fondamentale punto di partenza per la diffusione di una nuova coscienza ambientale nel nostro Paese.”

Nato nel 1988, quando gli studi economici erano ancora squisitamente teorici, il Premio Marketing propone ogni anno un caso aziendale concreto, dai prodotti alimentari (Milka, Hag, Simmenthal…) ai più importanti brand del made in Italy (Vespa, Maserati, Tim…) fino a  Rai, Wind e quest’anno, per la prima volta nel no-profit, il WWF. Una metodologia didattica innovativa che stimola la creatività e la capacità degli studenti di lavorare in gruppo e favorisce il contatto diretto dei ragazzi con importanti realtà aziendali. Grazie a una rete di oltre 40 università su tutto il territorio nazionale, dalla prima edizione il Premio ha coinvolto complessivamente oltre 100.000 studenti, dei quali più di 10.000 hanno partecipato in prima persona alla competizione. Per molti, come per Carlo Nardello (amministratore delegato Rai Trade) o Maximo Ibarra (direttore marketing Wind), la partecipazione al Premio è stata l’inizio di una brillante carriera manageriale.

L’edizione 2009 è stata organizzata con il supporto della Fondazione Cariplo e si è avvalsa dei partner tecnici GNResearch – che ha elaborato le ricerche di mercato sulle Oasi WWF scaricabili dal sito www.premiomarketing.com – Meetweb e The Magazine Post.

Francesca Mapelli

WWF Italia ONLUS – Ufficio Stampa

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set 29 2009

Uscire dalla crisi con più democrazia

Published by Marcello De Giorgio under Bologna

“Uscire dalla crisi con più democrazia: cittadini, associazioni e partecipazione attiva”

Sala Bianca – Palazzo Comunale – Piazza Maggiore
Mercoledì 30 settembre ore 18
presentazione e discussione sul progetto di legge regionale proposto dal Gruppo regionale di Sinistra Democratica:
“Norme per la definizione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”.

Il convegno inizierà alle ore 18 con la presentazione del Progetto di legge e con la discussione sull’esperienza toscana dove già esiste una legge sulla partecipazione.

Parteciperanno:
Alessandro Mengozzi, ricercatore – Università di Bologna;
Milena Naldi, Assessore al Comune di Bologna ;
Rodolfo Lewanski, Autorità per la Partecipazione – Regione Toscana;                                         Umberto Allegretti, professore – Università di Firenze

Alle ore 20:45, dopo la pausa buffet, tavola rotonda:
Tempi delle decisioni e qualità del governo: la partecipazione è un ostacolo?

Parteciperanno:
Giancarlo Muzzarelli, assessore – Regione Emilia-Romagna;
Antonio Floridia, dirigente Settore Partecipazione – Regione Toscana;
Adriana Scaramuzzino, magistrato;
Simonetta Monesi, assessore al Comune di Marzabotto;
Camilla Perrone, Rete Nuovo Municipio.

Presiederà Libero Mancuso, capogruppo in Consiglio Comunale di “Sinistra per Bologna”.

Il convegno sarà coordinato e concluso da:
Ugo Mazza, presidente del gruppo regionale e Massimo Mezzetti, coordinatore regionale.

(Fonte : negrini@women.it)

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set 29 2009

Buon Giorno Impresa – Anno X – Lunedì 28 Settembre 2009 N.1.882

BG – Agenzia quotidiana di informazione economica per le MICRO – piccole – medie impreseBG

Effe Elle Editori Srl – 44042 Cento (Ferrara) Via Ugo Bassi n. 77/1 – E mail:  info@effeelleeditori.it ( (051) 74.01.542  ( fax (051) 74.01.543  – Direttore responsabile: Flavio Andrighetti – E mail:  flavio.andrighetti@effeelleeditori.it) ( Portatile (334) 874.60.68  ( Skipe: flavio03041940 – Registrazione numero 12200 dell’1 Giugno 2000 presso il Tribunale di Ferrara

Che succede? Dal Rapporto 2009 del Met (Monitoraggio Economia e territorio) risulta che l’Italia è tra i Paesi dell’Unione europea con meno sussidi all’industria: per esempio, con meno 57 per cento di quelli messi a disposizione in Germania * Dal 2002 al 2008, le risorse per le politiche industriali sono diminuite del 63,6 per cento, con un calo del 23,2 per cento solo nell’ultimo anno * Se invece si prendono in considerazione i finanziamenti totali alle imprese, dal 2008 a oggi si e registrato un aumento del 2,3 per cento. (fa)

Ap[P1] puntamenti % Venerdì 2 ottobre, Ore 14, Ferrara (Sala Rossa di Ferrara Fiere, via della Fiera 11) giornata su “Assistenza specialistica Svizzera”, organizzato dalla Camera di Commercio di Ferrara, con la collaborazione della Cassa di Risparmio di Cento % In tempi di incertezza diffusa la Svizzera rappresenta un mercato tradizionalmente solido e vicino, con uno dei redditi pro-capite più alti del pianeta * Sesto importatore mondiale di prodotti italiani, il mercato svizzero è in grado di garantire ordini e margini di prezzo interessanti per le produzioni italiane di qualità * Il trend di rafforzamento del franco svizzero sull’euro rende l’export italiano ancora più appetibile % All’evento saranno presenti, tra gli altri: * David Vogelsanger, Console generale di Svizzera a Milano * Evelyne Stampfli, Console generale aggiunto di Svizzera a Milano * Alessandra Modenese Kauffmann, Segretario Generale della Camera di Commercio Svizzera in Italia * Antonio Di Meo, esperto per pagamenti internazionali;- * Pier Paolo Ghetti, esperto per dogane e trasporti * Riccardo Zavatta, esperto per fiscalità internazionale * Chiara Luzzato, esperto per contrattualistica internazionale e tutela marchi e brevetti * Consulenti di Ice e Sace % I partecipanti avranno l’opportunità di sottoporre dubbi e chiedere consigli ai consulenti di Dogane e Trasporti, Pagamenti, Fiscalità e Contrattualistica internazionale, indipendentemente dal paese presentato % L’iniziativa è completamente gratuita % Per informazioni: * Ufficio Marketing internazionale, tel. (0532) 783.806-812-815-817, fax 0532/205100, e-mail estero@fe.camcom.it * Cassa di Risparmio di Cento  S.p.A. tel (051) 6833.352-359

Riflessioni 6 La crisi ha avuto, accanto ad esiti devastanti per molte famiglie ed imprese, anche aspetti positivi: * chi viveva al di sopra delle proprie risorse ha dovuto fare marcia indietro * gli Italiani spendaccioni sono diventati più oculati (basta frequentare i supermercati per rendersene conto) * gli Italiani esterofili hanno cominciato a comprare un po’ più Italiano, anche se non quanto i Tedeschi comprano Tedesco ed i Francesi comprano Francese * … ma il ‘pubblico’ continua a sperperare e chi lavora nel ‘pubblico’, anche come precario, crede di aver conquistato il posto a vita! (Maurizio Rosa)

Lavoro @ Il rapporto mensile dell’Osservatorio occupazione della Commissione Ue, evidenzia che sta diminuendo la caduta dei posti di lavoro, anche se restano sfavorevoli le previsioni per i prossimi mesi * I più colpiti sono i giovani e gli immigrati.

Consumi ¬Secondo la Confcommercio, anche se la crisi si sta esaurendo, i consumi reali pro-capite in Italia e nell’Ue27 torneranno ai livelli di prima soltanto alla fine del 2012 * Secondo lo studio, l’Italia nel prossimo triennio avrà una riduzione dei consumi di 6 decimi di punto l’anno.

Paese che vai … L’Assemblea nazionale francese, tra le 30 misure contro i paradisi fiscali prese in esame, raccomanda la soppressione delle banconote da 500 euro perché “Dopo la scomparsa della banconota da 1.000 dollari, la carta da 500 euro è il valore in contanti più elevato. E sappiamo che il riciclaggio del denaro sporco passa soprattutto attraverso le banconote in contanti”.

Eventi å I 150 anni della moneta unica Italiana (In un vertice segreto a Palazzo Loup di Loiano la nascita della Lira) * Le iniziative per ricordare lo storico avvenimento * Il 28 settembre 1859, in un vertice segreto a Palazzo Loup, l’antica residenza che si trova a Scanello nel comune di Loiano, Bettino Ricasoli, Carlo Luigi Farini, Leonetto Cipriani, Rodolfo Audinot e Marco Minghetti decisero l’adozione della moneta unica in vista della unificazione del Regno d’Italia sotto Vittorio Emanuele II * Per ricordare i 150 anni della nascita della Lira, il Comitato Scanello presieduto da Remo Baldassarri, attuale proprietario di Palazzo Loup, in collaborazione con la Provincia di Bologna, promuove due importanti iniziative: una cerimonia pubblica nella sala del Consiglio provinciale a Palazzo Malvezzi, il 28 settembre e un convegno a Palazzo Loup di Scanello di Loiano il 24 ottobre. (Floriano Roncarati)

E bene saperlo! I Secondo uno studio dell’associazione “Donne e Qualità della Vita”, su 200 psicologi il 43 per cento considera la bicicletta come un efficace modo per liberare la mente da ansie e da pensieri accumulati, perché mette in movimento tutto il corpo e obbliga all’impegno e alla concentrazione e, inoltre, un giro in bicicletta è un antidoto contro lo stress e per migliorare la qualità della vita di coppia.

Export/import ¬ Secondo il centro studi di Sistema Moda Italia, nei primi cinque mesi del 2009 è diminuito l’export (soprattutto quello fuori dall’Ue) dei prodotti del womenswear italiano * Da gennaio a maggio, infatti, l’export della moda italiana in Russia è diminuito del 25,3 per cento, negli Stati Uniti del 26,8 per cento, in Svizzera del 12 per cento e in Giappone del 18 per cento.

Europa A La Commissione europea ha chiesto agli Stati membri una stretta ‘sostanziale’ sui conti pubblici nel 2011, allo scopo di affrontare il debito pubblico in rapido aumento.

Prezzi e Tariffe L Il Sunia (sindacato degli inquilini) sostiene che i prezzi degli affitti, in Italia, negli ultimi dieci anni hanno registrato un aumento medio del 165 per cento * Per esempio, a Roma, l’affitto mensile medio è pari a 1.300 euro: “un livello impossibile da sopportare per le famiglie di lavoratori”.

In evidenza (25.09.2009) F Tur: 1,00% F Euribor (su 360 e 365 gg.): 0,75% – 0,76% (3 m.) e 1,03% – 1,04% (6 m.) F Eurirs (a 1 anno): 1,18% * (a 5 anni): 2,81% * (a 10 anni): 3,58% * (a 15 anni): 3,95% F Gli interessi moratori 1° semestre 2009 (GU 26 del 2-2-2009) 2,5%+7%=9,5%. F Cambi: T 1 Euro = 1,4669 Dollari Usa T 1 Euro = 131,74 Yen T 1 Euro = 0,9192 Sterline T 1 Euro = 1,5089 Franchi svizzeri F Indici di Borsa: FTSE Italia All-Share = 23.586,56 T FTSE MIB = 23.102,74 T FTSE Italia Mid Cap = 25.182,34 T FTSE Italia Small Cap = 25.411,20 T FTSE Italia Micro Cap = 23.301,18 T FTSE Italia STAR = 11.203,40 T Cac 40 (Francia) = 3.739,14 T Dax 30 (Germania) = 5.581,41 T Ftse 100 (Gran Bretagna) = 5.082,20 T Dow Jones (Usa) = 9.649,85 T Nasdaq (Usa) = 2.087,63

BG è redatta tutti i giorni lavorativi ed è inviata esclusivamente per E-mail * La collaborazione è aperta a tutti i destinatari, che possono inviare articoli e note su argomenti che riguardino il mercato, l’impresa, l’economia in generale e notizie sulla propria attività imprenditoriale o professionale.

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set 28 2009

Spagna

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

Spagna. La pillola del giorno dopo in vendita senza ricetta

MADRID – Come aveva preannunciato circa 3 mesi fa, il governo spagnolo di Josè Luis Zapatero da oggi ha reso libera la vendita della ‘pillola del giorno dopo’. Il farmaco potrà essere acquistato senza limiti di età, quindi anche le minorenni, e senza ricetta medica, in tutta la Spagna. Il ministro della Sanità, Trinidad Jimenez  ha spiegato che la misura è stata adottata per cercare di ridurre il numero delle gravidanze non desiderate e degli aborti nel Paese, in particolare fra le adolescenti. La pillola definibile un ‘contraccettivo d’urgenza’ va usata entro le 72 ore successive al rapporto sessuale. Il farmaco finora era disponibile solo su prescrizione medica o nei consultori. L’iniziativa spagnola era già stata preceduta da Paesi come: Usa, Francia, Regno Unito, Belgio, Danimarca e Lussemburgo. In Spagna il problema degli aborti è molto sentito. Recentemente il governo ha approvato una legge che depenalizza l’aborto suscitando enormi polemiche nel Paese iberico.

la pillola dle giorno dopo

la pillola del giorno dopo

Le cifre però sembrano dar ragione al governo. In Spagna nel 2007 gli aborti di minorenni sono stati più di 6mila su un totale si 112mila interruzioni di gravidanza. Circa 500 sono stati praticati su ragazze di età inferiore ai 15 anni.  Il fronte anti-aborto, ‘Derecho a Vivir’, si è già pronunciato negativamente sull’iniziativa del governo Zapatero.  Definendo la libera vendita del farmaco come un riconoscimento dell’aborto libero come un fatto compiuto e che si tratta di una aberrazione medica e umanitaria che consente alle ragazzine di abortire con questo metodo senza che i genitori siano informati. Nel Paese è già in atto un duro  scontro per il controverso  disegno di legge sull’aborto presentato dall’esecutivo spagnolo e ora all’esame del parlamento. A suscitare forti polemiche è appunto quella parte della legge che estende alle minorenni fra i 16 e i 18 anni il diritto di decidere liberamente se abortire entro le prime 14 settimane, senza che sia necessario il consenso dei genitori, e neppure informarli.

In Spagna per sabato 17 ottobre prossimo è prevista una grande marcia di protesta anti-aborto a cui dovrebbero partecipare almeno un milione di manifestanti.

FerdPell

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set 28 2009

TREMONTI E’ UN PROVOCATORE

SUD: ORLANDO (IDV), TREMONTI E’ UN PROVOCATORE

“La smetta il Ministro Tremonti di provocare con dichiarazioni tanto infondate quanto ipocrite”.

Lo afferma il portavoce nazionale dell’Idv  Leoluca Orlando.
“Il titolare del Tesoro – spiega Orlando – sentenzia che nel Sud lo Stato deve fare lo Stato e il privato deve fare il privato. Il  problema è che Tremonti dimentica di fare parte di un governo che ha
trasformato in regola la confusione tra pubblico e privato, tra Stato e mercato. La stessa confusione che ha prodotto lo scandalo Alitalia e i conflitti di interessi che a Milano, come a
Palermo, sono al tempo stesso distruzione della credibilità dello Stato e della credibilità del mercato, terreno di coltura del consenso berlusconiano e della mafia”.

(Fonte : Ufficio Stampa Gruppo Italia dei Valori Camera dei Deputati)

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set 28 2009

IRAN

Published by Marcello De Giorgio under Il Caso

Iran. Sono in corso le esercitazioni militari denominate ‘Payghambar-e Azam 4’. Sperimentati missili a corto, medio e lungo raggio

TEHERAN – A far crescere ulteriormente la tensione tra comunità internazionale e Iran, dopo la rivelazione della scoperta di un nuovo impianto di arricchimento dell’uranio a Qom, ci hanno pensato le esercitazioni missilistiche denominate ‘Payghambar-e Azam 4’, che Teheran sta effettuando in questi giorni. Lo scorso sabato erano stati i guardiani della rivoluzione, i Pasdaran, ad annunciarle con un comunicato. La nota le definiva come: “inquadrati nell’ambito di manovre annuali tese a controllare e migliorare la capacità di deterrenza delle forze armate iraniane in caso di attacco”. Così è stato! Ieri l’Iran ha lanciato due missili a corta gittata dando il via alle esercitazioni militari. Si è trattato di missili terra-terra ‘Zelzal’ e ‘Fateh 110’, e navali ‘Tondar 69’. Il primo ha una gittata di 400 chilometri, il secondo 110, e il terzo di circa 150. In serata poi sono stati lanciati i missili a media gittata ‘Shahab 1 e 2’, rispettivamente con gittata di 300 e 500 chilometri. Oggi quelli a lunga gittata gli ‘Shahab 3’ e gli ‘il Sajil’ con una portata oltre i 2mila chilometri, in grado di raggiungere quindi Israele e le basi militari Usa nel Golfo. Il fatto costituisce anche enorme preoccupazione in quanto il missile potrebbe essere in grado di colpire fino alla Turchia e a sfiorare l’Europa. Nel corso di queste manovre missilistiche l’Iran ha sperimentato per la prima volta un sistema per il lancio multiplo simultaneo di vettori. Il nuovo sistema è stato testato con successo e ha lanciato diversi missili ‘Zelzal’. Il programma missilistico iraniano, controllato dai Pasdaran, ha fatto grandi passi in avanti nell’ultimo decennio, quasi in parallelo con quello nucleare, inducendo diversi Paesi, quelli occidentali in testa, a temere di questi vettori di cui la Repubblica islamica si sta dotando. Spesso è stata avanzata l’ipotesi di una cooperazione fra l’Iran e la Corea del Nord in questo settore, ma Teheran ha sempre smentito. Il comandante delle forze aeree dei Guardiani della rivoluzione, generale Hossein Salami, ha detto che. “le manovre non sono una minaccia per i Paesi vicini, ma un avvertimento alle potenze egemoniche che Teheran è capace di rispondere ad atti di ostilità con immediatezza e in modo distruttivo”. Salami ha anche risposto sdegnosamente all’ipotesi di un attacco israeliano: “Il regime sionista non è a un tale livello di potenza da parlarne come una minaccia”, ha affermato Salami. Le esercitazioni si stanno svolgendo alla vigilia dei colloqui sul contestato programma nucleare iraniano tra Teheran e il gruppo dei 5+1, i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna, più la Germania, in programma da giovedì a Ginevra. Il regime degli Ayatollah ha dunque risposto con l’ennesima sfida alle dure reazioni degli Usa e dei Paesi europei alla scoperta del nuovo sito per l’arricchimento dell’uranio in Iran. Nella comunità internazionale sono tornate a circolare con insistenza voci di possibili severe sanzioni contro Teheran nel caso non vi fossero svolte positive nell’imminente incontro di Ginevra. In quell’occasione fra la Repubblica islamica e i 5+1 dovrebbe avvenire anche un chiarimento anche in merito alla questione missili. Però le autorità iraniane hanno già messo le mani avanti. “Il baccano fatto dagli occidentali avrà un effetto negativo sui colloqui”, ha affermato Ali Asghar Soltanieh, l’ambasciatore iraniano presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Aiea. Il diplomatico ha accusato la controparte di avere dato vita ad una ridicola sceneggiata politica con la sua denuncia in occasione del vertice del G20 a Pittsburgh. L’Iran riafferma che anche il nuovo sito di Qom servirà solo ad arricchire uranio non oltre il 5 percento, quanto basta per alimentare centrali nucleari civili. La comunità internazionale, Onu in testa, però sospetta che il programma nucleare iraniano possa avere scopi militari. In quel caso l’arricchimento deve avvenire oltre il 90 percento in quanto questo è il valore necessario per costruire ordigni atomici. Per ora l’Iran sembra non esserci ancora riuscito. Secondo il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, la notizia del nuovo impianto mette l’Iran in cattiva luce in vista dell’incontro di Ginevra, ma ciò non esclude che vi sia ancora un ristretto spazio per trattative diplomatiche. Anche il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha affermato che: “l’Iran sarà messo alla prova a Ginevra per vedere se è in grado di fornire prove convincenti che il suo programma nucleare ha finalità solo pacifiche”. “Ma se i colloqui dovessero fallire, ha avvertito la Clinton, l’unica strada sarebbero nuove sanzioni”. Tutto fa pensare che per ora gli Usa non pensano ad un intervento militare. Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha chiesto all’Iran di fermare i test missilistici e dimostrare in questo modo alla comunità internazionale, alla vigilia del negoziato di Ginevra, la propria buona fede e la propria volontà di dialogo e collaborazione. “lla mano tesa della comunità internazionale l’Iran deve ora rispondere con la mano tesa del dialogo, non con la minaccia dei missili”, ha affermato Frattini. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue Javier Solana ha espresso inquietudine per il lancio di missili da parte dell’iran. Le autorità di Parigi hanno invece chiesto ufficialmente all’Iran di cessare immediatamente le sue attività destabilizzanti, con particolare riferimento al lancio dei missili balistici. La Russia ha però invitato a non agire sotto l’impulso delle emozioni. “Dobbiamo calmarci e, ciò che è più importante, avviare negoziati efficaci”, ha detto un portavoce del ministero delgi Esteri russo. Nel frattempo l’ex candidato riformista alle presidenziali iraniane del 12 giugno scorso Mir Hossein Moussavi si è detto contrario a nuove sanzioni contro Teheran.

Ferdinando Pelliccia

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set 28 2009

NEGOZIATI CLIMA BANGKOK

Published by Marcello De Giorgio under Ambiente

WWF: “LE ALLUVIONI NELLE FILIPPINE SUONANO LA SVEGLIA

PER I NEGOZIATORI DI BANGKOK”

L’appello del WWF all’apertura dei negoziati sul clima di Bangkok (28 settembre – 9 ottobre)

69 giorni a Copenhagen

Le recenti alluvioni nelle Filippine devono ricordare ai delegati riuniti per i negoziati sul clima di Bangkok, che si svolgeranno da oggi fino al 9 ottobre, che non stanno discutendo una pila di carte, ma decisioni che possono decidere della vita di milioni di persone.

Una tempesta tropicale ha scatenato la peggiore alluvione degli ultimi decenni nella capitale Manila e nelle regioni adiacenti, colpendo centinaia di migliaia di persone. Se singole tempeste e alluvioni non possono essere collegate ai cambiamenti climatici, le evidenze scientifiche indicano chiaramente che eventi meteorologici estremi sempre più gravi e frequenti sono già una conseguenza del cambiamento climatico e lo saranno sempre di più. Il WWF ricorda che l’aumento della temperatura media globale deve essere tenuto ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, se si vogliono evitare i rischi inaccettabili di un cambiamento climatico fuori controllo.

Le speranze che a Copenhagen sia raggiunto un ambizioso accordo globale sul clima, che possa aiutare a proteggere il pianeta dai danni irreversibili del cambiamento climatico, saranno davvero esili se i negoziatori riuniti a Bangkok non faranno progressi significativi.

“Le alluvioni delle Filippine devono ricordare ai politici e ai delegati riuniti per negoziare il trattato sul clima che non stanno discutendo di paragrafi, rettifiche e dollari, ma delle vite di milioni di persone e del futuro stesso del nostro pianeta” ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. “Dopo mesi di contrattazioni, perdite di tempo e discussioni siamo entrati ormai nella fase decisiva dei lavori e abbiamo l’ultima possibilità di salvare l’accordo sul clima.”

l vertice ONU sul clima che ha riunito i Capi di Stato a New York la scorsa settimana ha dato ai negoziatori il mandato di trasformare il documento provvisorio di 170 pagine in un trattato condivisibile. Per assicurare la sopravvivenza delle nazioni più vulnerabili al cambiamento climatico, è assolutamente necessario che questo mandato sia rispettato.

Secondo il WWF, per prevenire il fallimento di Copenhagen e altri disastri climatici futuri, a Bangkok i negoziatori devono tagliare i testi provvisori (di 170 pagine) del 40% entro la metà della Conferenza e dell’85% entro la fine delle due settimane.

Le sfide più importanti sono in mano ai Paesi ricchi, che devono impegnarsi in ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni e in finanziamenti che aiutino i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi al cambiamento climatico.

“I delegati hanno il chiaro mandato di lavorare a velocità da record per accelerare l’elaborazione dei testi – ha detto Marigrazia Midulla – Forse gli obiettivi e i finanziamenti più importanti saranno definiti solo a Copenhagen, ma questo non può essere una scusa per perdere tempo. Almeno per le questioni più cruciali il terreno di lavoro deve essere preparato qui. Serve chiarezza su quali siano gli elementi chiave per raggiungere un accordo sul clima a Copenhagen ”.

Il WWF è preoccupato dalla discordanza tra una leadership asiatica credibile e la retorica vuota di Europa e Stati Uniti. Mentre i Paesi chiave dell’Asia stanno offrendo un contributo concreto per raggiungere un accordo a dicembre, Europa e Stati Uniti stanno invece dimostrandosi i principali ostacoli perché ciò avvenga.

Giappone, Cina e India hanno definito un’azione concreta per la mitigazione e stanno giocando un ruolo sempre più costruttivo nei negoziati, confermando la propria determinazione a diventare i futuri leader economici del mondo sulla base dell’economia verde e di uno sviluppo a basso contenuto di carbonio.

“Il Giappone si è impegnato a ridurre le emissioni del 25% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. L’Indonesia ha deciso di mantenere la crescita delle emissioni tra il 26% e il 41% al di sotto delle normali previsioni entro il 2020. Questi impegni stanno portandoci sempre più vicino agli obiettivi di riduzione delle emissioni globali di cui abbiamo bisogno”,  ha detto Mariagrazia Midulla.

Sia l’Asia industrializzata che quella in via di sviluppo stanno trovando la propria strada verso la prima linea dell’azione mondiale per il clima. Ora i Paesi industrializzati, e soprattutto gli Stati Uniti, devono seguire quell’esempio, e dopo le opportunità mancate di New York e Pittsburgh, Bangkok rappresenta una nuova possibilità di farsi avanti.

Il WWF partecipa ai negoziati di Bangkok con una propria delegazione in loco.

Francesca Mapelli

WWF Italia ONLUS – Ufficio Stampa

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