lug 19 2009

Voto in Mauritania

Published by Marcello De Giorgio at 16:04 under News

Mauritania al voto per ritorno legalità dopo colpo di stato

A circa un anno dal golpe militare, il quinto dall’indipendenza ottenuta dalla Francia nel 1960, ieri 18 luglio si è votato in Mauritania per le elezioni presidenziali. I mauritani si sono recati alle urne per eleggere un nuovo presidente dopo che nell’agosto 2008 i militari hanno rovesciato il capo di Stato eletto nel marzo 2007, Sidi Ould Cheikh Abdallahi. Le elezioni si sono svolte in base all’accordo raggiunto il 4 giugno scorso a Nouakchott, al termine di un negoziato condotto sotto l’egida della comunità internazionale. A monitorare il voto la comunità internazionale ha inviato nel Paese 250 gli osservatori. In particolare sono dell’Unione africana, Ua, dell’Unione europea, Ue, dell’Organizzazione internazionale della francofonia e della Lega araba. Più di 1milione e 200mila di elettori che sono stati chiamati a scegliere tra 9 candidati alla massima carica dello stato. Il presidente destituito nel 2008, Abdallahi, in base all’accordo, non si è ricandidato. Iniziata il 2 luglio scorso, la campagna elettorale si è svolta senza gravi incidenti, ma molto accesa. Un eventuale ballottaggio è stato fissato per il 1 agosto. L’ex capo della giunta militare, generale Mohamed Ould Abdel Aziz, è considerato uno dei principali favoriti e si dice certo di poter essere eletto già al primo turno senza ballottaggio. “Sarà la vittoria di tutta la Mauritania, la vittoria di un cambiamento per un paese più prospero, degno della sua indipendenza” ha detto Aziz subito dopo aver deposto la scheda nell’urna. Il generale si è dovuto dimettere in aprile dalla giunta al potere e dall’esercito per potersi candidare. Ama definirsi ‘il candidato dei poveri’. Altro favorito è il colonnello Ely Ould Mohamed Vall, già protagonista nel 2005 di un colpo di Stato, che due anni più tardi passò il potere ai civili al termine di una transizione spesso indicata come esemplare. Queste elezioni hanno registrato, per la prima volta, anche la partecipazione di un islamico moderato, Jemil Ould Mansour, leader dell’unico partito politico islamico del Paese, autorizzato nel 2008 e presente in Parlamento con 5 deputati. Tra i candidati figurano anche due uomini politici della minoranza nera, il 20 per cento della popolazione discendente dagli schiavi, Kane Hamidou Baba, vicepresidente dell’Assemblea nazionale, e Ibrahima Moctar Sarr, che alle presidenziali del 2007 aveva raccolto l’8 per cento delle preferenze. Le elezioni hanno rappresentato per il Paese un ritorno alla democrazia. Per la prima volta hanno votato anche i mauritani che vivono all’estero. I primi risultati sono già stati resi noti dal Ministero dell’Interno: Abdel Aziz avrebbe raccolto il 51,6 per cento delle preferenze con oltre la metà delle schede scrutinate. Se verranno confermate queste percentuali a scrutinio concluso non sarà necessario il ballottaggio. Immediatamente dopo, Ahmed Ould Daddah, Ely Ould Mohamed Vall, Hamadi Ould Meimou a Ould Abdel Aziz, i 4 principali candidati dell’opposizione si sono affrettati a definire una farsa le elezioni. “I risultati che cominciano ad apparire, ha dichiarato Ould Boulkheir, uno dei candidati a nome anche degli altri, dimostrano che si tratta di una farsa elettorale con cui si cerca di legittimare il colpo di stato”. Una dichiarazione che di fatto respinge i risultati come prefabbricati. I 4 candidati hanno chiesto agli organi costituzionalmente preposti di invalidare il voto e alla comunità internazionale di condurre un’inchiesta indipendente sui presunti brogli denunciati.

Ferdinando Pelliccia

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