lug 06 2009
L’Aquila, verità e giustizia
Altro tema di scottante attualità trattato dal Mondo dei Blog alla vigilia del G8:
la verità su L’Aquila ed il post-terremoto.
Ci limitiamo ad un breve cenno con tre posts,ripromettendoci di affrontare l’argomento in modo più particolareggiato…
lunedì, 06 luglio 2009
L’Aquila, verità e giustizia.
Questa notte si è svolta all’Aquila una fiaccolata per ricordare le vittime e per chiedere verità e giustizia

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postato da: iNessuno alle ore 11:26 – http://salviamocarrara.splinder.com
Poi,
domenica, 05 luglio 2009
Abruzzo: il terremoto e l’informazione negata
E’ il titolo di un post che ho trovato in rete su www.libero.it
Ne voglio riportare due brani salienti,giusto per raccogliere le vostre opinioni in merito.
Ho trattato l’argomento anche su www.dgtvonline.com pubblicando alcune “lettere dalle tendopoli” che dimostrano come realtà ed informazione a L’Aquila comincino ad essere due aspetti ben distinti…
Ecco i due brani:
“…Se non si entra nel Centro storico non si vede e non si può documentare la devastazione del terremoto e quanta inerzia e noncuranza l’hanno seguito, ma poiché è “pericoloso” per l’incolumità fisica nessuno può entrare. E’ un circolo vizioso che impedisce la conoscenza e la consapevolezza da parte dei cittadini, che copre e nasconde le vere intenzioni sul futuro di questo territorio e mentre si esaltano e si amplificano le notizie “buone”( 50 metri di corso dalla Villa a piazza Duomo riaperti e documentati da tv di tutto il mondo) si impedisce di fatto l’esercizio della professione giornalistica nella zona oscurata…
…Delle altre censure si è parlato, anche se non abbastanza: la vita delle tendopoli è regimentata da un ordine paramilitare, e coloro che hanno una casa lesionata non sanno come, quando e con quali soldi potranno aggiustarla. Ora sono prioritari i lavori per il G8 e grande fermento c’è sull’autostrada e intorno all’aeroporto . Ma l’inverno all’Aquila arriva presto (spesso a metà agosto nevica sul Gran Sasso) e l’acqua e il gelo completeranno l’opera, in un silenzio ancora più assordante, quando sul palcoscenico dell’incontro dei potenti calerà il sipario.”
(Fonte : http://pennedigitali.libero.it)
Meditate,gente,meditate…
Saluti per tutti!
Marcello De Giorgio.
postato da: degiorgioblog alle ore 11:20 – http://degiorgioblog.splinder.com
Infine,
domenica, 05 luglio 2009
L’Aquila: trema la terra, trema la civiltà
Riceviamo e pubblichiamo
L’Aquila , 4 luglio 2009. Mentre giornalisti del Financial Times e del Guardian eludono con facilità irrisoria la sicurezza predisposta nella sede del prossimo G8, a L’Aquila e riescono ad osservare i lavori per ultimare il campetto di basket che sarà riservato al Presidente Obama, la terra, a L’Aquila, continua a tremare: dopo le scosse di ieri, che hanno raggiunto una magnitudo di 4.1, nuove scosse importanti sono state avvertite e rilevate oggi dai sismografi. La sede che le Istituzioni italiane hanno scelto per il Summit si rivela sempre più infelice, come il Gruppo EveryOne sostiene da tempo. E’ impossibile approntare qualsiasi piano logistico e di sicurezza, in una città semidistrutta da un terribile terremoto, una città che dovrebbe confrontarsi solo con la ricostruzione e non con l’imminenza di uno show politico-mediatico o, nel caso più infausto, di un dramma apocalittico e grottesco con i più importanti leader politici e le loro rappresentanze in preda al panico ed evacuati come in un film “catastrofico”. Scene di monumentale angoscia che metterebbero in pericolo sia i leader e il loro entourage, sia i manifestanti contro il Summit, sia la cittadinanza locale, già fin troppo provata da un un evento distruttivo e da progetti incorporei di ripresa. Oggi abbiamo sollecitato una volta di più le autorità dei Paesi che parteciperanno al G8, aggiornandole sulla situazione sismica a L’Aquila e soprattutto sul parere degli esperti, secondo cui l’attività tellurica è imprevedibile e potrebbero verificarsi nuovi picchi. A nostro giudizio è una follia esporre i leader mondiali a un simile rischio e mettere a repentaglio la sicurezza delle loro vite, trasmettendo una sensazione di fragilità delle democrazie e dei loro capi al modo intero. “Di questo passo, si organizzeranno i prossimi Summit in zone a rischio Tsunami, epidemia, guerra?” abbiamo chiesto agli ambasciatori dei Paesi del G8. Non sarebbero prove di coraggio, ma di incoscienza, di instabilità. Si può non credere più nelle democrazie, ma se non si difendono i leader delle nazioni, se li si manda allo sbaraglio, è la civiltà stessa a mostrare piedi d’argilla e testa vuota. La scelta del G8 a L’Aquila è stata un errore fin dall’inizio, sciagurata verso le personalità politiche e tutti coloro che, anche per manifestare dissenso, parteciperanno all’evento. La vitalità sismica della zona prospetta eventi tellurici assolutamente imprevedibili e nessuno, oggi, può definire “sicura” la sede del Summit. Come potranno essere sereni e lucidi, i capi delle democrazie, quando discuteranno temi che riguardano la salute economica, sociale e fisica dal pianeta? E’ necessaria una riflessione da parte di tutti, non solo per l’appuntamento del 10 luglio a L’Aquila, ma per restituire importanza al vero concetto di “sicurezza”, che presuppone la tutela della vita e il rispetto di tutti, dal Presidente Obama a Mariana, la mendicante Rom, madre di famiglia, cui ieri, a Campobasso, le forze dell’ordine hanno distrutto la tenda sotto cui viveva con i familiari e che aveva subito da poco una delicata operazione ai reni. Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Piciau – Gruppo EveryOne
MDG.











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