lug 06 2009

IMA :ISTITUTO DEL MONDO ARABO

Published by Marcello De Giorgio at 17:51 under Cultura

di Paola Donnini

Nel dicembre del 1987 apre le porte a Parigi l’IMA ,Istituto del Mondo Arabo, il frutto di un partenariato tra la Francia e 22 paesi arabi, progettato da un gruppo di architetti: Jean Nouvel,Pierre Soria, Gilbert Lézénes e Architecture Studio. La sfida di Nouvel era quella di contenere una grande complessità di elementi in una forma piuttosto semplice.

La costruzione è nel cuore della Parigi storica, nel 5° arrondissement, precisamente sul lungosenna difronte al Pont de Sully che unisce la riva sinistra all’Ile St Louis. La facciata sud dell’edificio riprende i temi storici della geometria araba, le finestre sono pensate come diaframmi mobili di una macchina fotografica, si aprono e si chiudono ad ogni cambiamento d’ora, il tutto è davvero molto suggestivo. La luce filtra nell’edificio, in quantità inversamente proporzionale alla sua intensità, grazie a speciali dispositivi che reagiscono al calore, modificando l’immagine del prospetto esterno, durante tutto l’arco della giornata. Questo permette di rendere omaggio alla cultura araba, realizzando una facciata che riprende in qualche modo gli ”arabeschi”.

E’ importante ricordare, che l’Ima non è solo un istituto di cultura araba, ma un luogo dove si incontrano i parigini e il mondo internazionale: è un museo e una biblioteca; un negozio di oggetti artigianali arabi e una sala dedicata ai contenuti multimediali..Inoltre vi è un ristorante, dal quale è possibile vedere tutta Parigi, approfittando di momenti rilassanti, cullati dalla cultura. Certamente è un luogo di studio e di confronto tra le due culture più rappresentate a Parigi: quella occidentale e quella islamica.Il Presidente dell’IMA, Monsieur Dominique Baudis ha accettato d’incontrarci ed illustrarci al meglio i progetti dell’isituto e non solo.

Nel mondo attuale e nella società europea, quanto è importante l’integrazione e il dialogo tra le cultura occidentale e quella islamica?

L’Istituto del mondo arabo è uno dei massimi luoghi per questo dialogo, infatti è al centro della vocazione di questo organismo, ogni giorno ci impegnamo per arricchire e sviluppare tutto ciò. Il mondo di domani dovrà battersi, perchè questo si realizzi tra le varie culture.

L’Istituto cerca di far confrontare le culture, quali sono i mezzi e le attività che propone perchè ciò avvenga?

L’area araba è multipla, esiste una grande cultura classico araba ma molto rilevante è la diversità di dottrine che troviamo nel campo dell’arte. Questa diversità si può manifestare in tutti i settori delle nostre attività, ad esempio nelle esposizioni patrimoniali di arte moderna o fotografica, nella musica o nella danza, nel cinema, nella poesia e nella letteratura.

Quali sono i prossimi progetti dell’Istituto?

Organizziamo ogni anno più di 100 manifestazioni culturali, sarebbe difficile parlare di tutte! Ma tra queste ci sono dei progetti molto importanti e particolari: la grande mostra che si terrà prossimamente sarà consacrata all’arte islamica, e presenteremo quindi al pubblico un insieme di oggetti di tutte le epoche della civilizzazione musulmana. All’inizio del 2010 faremo una esposizione sul tema ”Mille e una notte”che sarà davvero straordinaria.

Mi stà molto a cuore rinnovare anche l’Isituto, sicccome da quando è stato fondato non ha subito cambiamenti, anche se parecchi ambienti e settori interni, si sono evoluti: come la museografia dove si presentano al pubblico tecniche particolari. I visitatori potranno comunque osservare l’incontro della civilizzazione arabo-islamica attraverso spazi di esposizione rinnovati, utilizzando le tecnologie audiovisive, tra le più contemporanee.

Ogni settore dell’edificio è stato creato con un’architettura molto particolare, con una luce intensa che mette in rilievo gli interni, come mai? C’è un motivo?

L’Istituto è una costruzione particolarmente evidente, che appartiene ormai al patrimonio della modernità architettonica. La luce gioca certamente un ruolo fondamentale, filtrata attraverso i ”moucharabiehs” che sono diventati l’emblema e il simbolo di questo luogo, la luce appare come la sostanza di questa Casa del Sapere: definisce gli spazi, si riflette,si frammenta, si ricompone per creare dei volumi. Questa prodezza evoca il fascino degli arabi per la geometria, e ci rimanda alla loro invenzione dell’algebra e della trigonometria, ricordandoci che le scienze dell’occidente sono venute dall’oriente.

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