lug 12 2009
Congo al voto
La Repubblica del Congo oggi al voto per le presidenziali
“Tutto è pronto per le elezioni presidenziali nella Repubblica del Congo”, aveva annunciato il governo di Brazzaville. Così è stato, oggi nel Paese africano sono in corso le operazioni di voto per il primo turno. I 4850 seggi sono stati aperti alle 7 del mattino, le 8 in Italia, e si chiuderanno alle 18. Sono oltre 2milioni gli elettori chiamati al voto per eleggere il nuovo presidente della Repubblica del Congo che guiderà il Paese nei prossimi 7 anni. I candidati in lizza sono 13, fra i quali il Capo di Stato uscente Denis Sassou Nguesso, al potere per 25 anni nel Paese e chiaramente il favorito della vigilia. Nel caso nessun candidato ottenga il 50 per cento dei consensi sarà necessario un turno di ballottaggio tra i due candidati più votati in data ancora da decidere. Alla vigilia del voto non sono mancate polemiche e disapprovazioni. Sette dei candidati alla presidenza hanno preannunciato che non andranno alle urne chiedendo il rinvio dell’appuntamento elettorale, denunciando brogli di varia natura. Tre sono appartenenti all’opposizione, considerata radicale, e 2 indipendenti. Nel giugno scorso già altri 2 candidati dell’opposizione, considerata moderata, avevano annunciato il ritiro dopo aver denunciato dei ritardi nella pubblicazione delle liste elettorali. Tra questi Mathias Dzon che pur senza effettivamente ritirarsi, ha invitato i congolesi a boicottare le elezioni. L’ex ministro delle finanze congolese è il più accreditato tra i rivali alla presidenza di Nguesso. L’intera opposizione di fatto boicotterà il voto. Ieri ha lanciato l’ennesimo appello a farlo denunciando nello specifico presunte irregolarità nelle liste elettorali e parzialità della Commissione elettorale, Conel. Nel 2002 Denis Sassou Nguesso venne eletto presidente in una tornata elettorale contraddistinta dal boicottaggio delle opposizioni e dopo essere tornato al potere a seguito di una sanguinosa guerra civile nel 1997 seguita alla sconfitta alle presidenziali del 1992, quando venne battuto da Pascal Lissouba. Il ministro dell’Amministrazione del Territorio, Raymond Mboulou, ha ribadito che: “la Conel è pronta a svolgere i suoi compiti”. Mentre il presidente uscente Nguesso ha chiesto alla popolazione di recarsi alle urne senza farsi abbindolare da voci folli e infondate. Per l’occasione sono stati mobilitati 17mila agenti di sicurezza dispiegati in tutto il Paese. Mentre le autorità hanno decretato la cosiddetta ‘ville morte’, cioè un giorno in cui non è permesso circolare con le macchine ma solo a piedi, non sono consentiti assembramenti e tutte le attività commerciali sono ferme.
Sono un centinaio gli osservatori dell’Unione africana, Ua, dell’Organizzazione internazionale della francofonia, Oif, della Comunità economica degli stati dell’Africa centrale, Eccas e delle ong. Tutti hanno espresso forti perplessità sulla correttezza del voto. In particolare, ritengono che sia inverosimile che, in un Paese di 3,6 milioni abitanti, gli aventi diritto al voto siano 2,2 milioni. Si temono, appunto, irregolarità nelle liste ellettorali
Anche la Chiesa cattolica della Repubblica africana è scesa in campo per le presidenziali. L’arcivescovo di Brazzaville, Anatole Milandou, con una lettera ha invitato tutti i fedeli ad andare a votare e compiere il loro dovere civico.
Ferdinando Pelliccia













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