giu 24 2009

IRAN NEL CAOS

Published by Marcello De Giorgio at 22:48 under Ultim^ora

In Iran è in corso una spaventosa repressione

Le voci che giungono da Teheran sono sempre meno confortanti. Nonostante una forte censura imposta dal regime iraniano, le notizie giungono al mondo attraverso i blog e Twitter, il social network diffuso in America e in Iran. Oggi una nuova ondata di scontri e violenze ha investito la capitale con morti e feriti. Il bilancio dell’odierna sanguinosa repressione non è ancora stato reso noto ma è certo che, dopo le 17 vittime accertate dall’inizio delle proteste, i morti sono ora alcune decine e i feriti centinaia. Continuano anche gli arresti degli oppositori. Sono finiti in carcere 25 fra giornalisti e dipendenti del giornale ‘Kalemeh Sabz’, che era stato fondato per sostenere la campagna elettorale dell’ex candidato moderato Mir Hossein Moussavi. Il giornale dopo il 12 giugno era stato messo al bando. Sembra che anche alcuni cittadini stranieri tra cui alcuni con passaporto britannico siano stati arrestati. Secondo il capo dell’Intelligence, Gholamhossein Mohseni Ezhei, alcuni degli arrestati avrebbero pianificato attentati in vista del voto presidenziale del 12 giugno scorso. Il caos ormai sembra farla da padrone nel Paese dopo la contestata rielezione alla presidenza di Mahmud Ahmadinejad. La Guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha ribadito ancora una volta che le manifestazioni degli oppositori del presidente Ahmadinejad non potranno far cambiare il risultato delle elezioni. Alle proteste di piazza il regime degli Ayatollah ha risposto ordinando una selvaggia repressione da parte delle forze di sicurezza contro i dimostranti picchiati come animali e in molti casi uccisi. Oggi la Cnn titolava nel suo sito internet: “Una violenta repressione è in corso a Teheran”. Un grido d’allarme lanciato dopo che oggi le forze di sicurezza iraniane hanno colpito con disumana violenza a colpi di bastoni e di armi da fuoco i dimostranti che hanno cercato di radunarsi in ‘Bahrestan Square’ davanti al parlamento di Teheran per continuare le proteste iniziata la scorsa settimana. La polizia in tenuta antisommossa sembra che stesse aspettando solo il momento propizio per intervenire. Per i manifestanti è stato come cadere in una trappola per topi. In meno di mezz’ora è successo il finimondo. Dopo gli scontri a terra è rimasta gente con braccia, gambe e teste rotte. Il sangue era dappertutto e il fumo dei gas lacrimogeni era così denso da non permettere di vedere oltre un palmo dal naso. Nonostante i moniti del regime la gente continua a manifestare e a placare gli animi non sono servite nemmeno le aperture della Guida Suprema che oggi ha concesso altri 5 giorni per far luce sulle presunti brogli elettorali denunciati dal leader dell’opposizione Moussavi. Il ministro dell’Interno ha inoltre vietato le cerimonie di lutto alle quali aveva chiamato tutti per domani l’ex candidato riformista Mehdi Karrubi in memoria degli almeno 17 manifestanti rimasti uccisi nei giorni scorsi. Continua anche lo scontro a distanza tra comunità internazionale e la repubblica islamica. Per il regime è l’Occidente che incita i manifestanti a riversarsi nelle piazze. Secondo il ministro dell’Interno iraniano, oltre alla Gran Bretagna, dietro le recenti violenze, ci sono il regime sionista e anche gli Stati Uniti. Questi Paesi sono accusati di avere partecipato ad un complotto contro le elezioni, con finanziamenti della Cia. L’accusa agli Usa arriva dopo che ieri il presidente Barack Obama aveva fatto dichiarazioni nei confronti delle autorità iraniane più dure rispetto a quelle prudenti a cui si era attenuto finora. Dopo l’espulsione da parte dell’Iran di 2 diplomatici britannici, seguita da un’analoga misura presa per ritorsione da Londra, rimane alta la tensione soprattutto tra la Repubblica islamica e la Gran Bretagna. Continuano anche gli attacchi e le prese di posizione di alcuni alti esponenti del governo iraniano. L’ultima è quella del ministro degli Esteri iraniano, Manoucher Mottaki, che oggi ha escluso di partecipare al vertice dei ministri degli Esteri del G8 che si apre domani a Trieste. Immediata la reazione della Farnesina, che in una nota spiega che l’Italia prende atto dell’annuncio da parte iraniana e aggiunge: “Riteniamo che tale decisione corrisponda pienamente alla valutazione di opportunità che ieri sera il ministero degli Esteri italiano ha rappresentato all’incaricato d’affari dell’ambasciata iraniana a Roma anche alla luce della difficile situazione interna maturata in questi ultimi giorni in quel Paese”. “L’Italia, continua la nota, auspica che in futuro l’Iran possa esprimere con ferma decisione politica la sua volontà di impegnarsi in maniera proficua nel processo di stabilizzazione regionale dell’Afghanistan”.

Ferdinando Pelliccia

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