Archive for febbraio, 2009

feb 28 2009

ALLA LOCANDA STORICA L’OSTE SCURO…

Published by Marcello De Giorgio under Eventi, Sicilia

UN MENU’ APREZZO FISSO DI 30 EURO NELLA CORNICE BAROCCA DI ACIREALE …NELLA LOCANDA STORICA L’OSTE SCURO…UN SERATA DEDICAA ALLA CARNE SUINA E DA ROMA CON I NUOVI INEDITI E GLI STORNELLI ROMANESCHI ILENIA VOLP E FABRIZIO VIVARELLI…SOLO 40POSTI PRENOTAZIONI AL 095.7634001

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LA MAIALATA

Organizzatore::
ILENIA VOLPE FABRIZIO VIVARELLI
Tipo:
Rete:
Global
Inizio:
sabato 28 febbraio 2009 alle ore 21.00
Fine:
domenica 1 marzo 2009 alle ore 0.00
Luogo:
L’OSTE SCURO
Indirizzo:
PIAZZA LIONARDO VIGO 5 DI FRONTE BASILICA DI SANSEBASTIANO
Città/Paese:
Acireale, Italy
:
Telefono:
0957634001
E-mail:
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feb 28 2009

SABATO 28 FEBBRAIO….FIDOGUIDO….

Published by Marcello De Giorgio under Eventi

….A SEGUIRE DANCE HALL CON DJ FOGGY, BIMBOOMBAM & S.O.S. Positive Vibrationz…..START H 23 ENTRY 5 EURO

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Organizzatore::
Tipo:
Rete:
Global
Inizio:
sabato 28 febbraio 2009 alle ore 22.00
Fine:
domenica 1 marzo 2009 alle ore 4.00
Luogo:
CLOROROSSO
Indirizzo:
SCOGLIO DEL TONNO
Città/Paese:
Taranto, Italy
:
Telefono:
3343654884
E-mail:
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feb 28 2009

Lettera aperta all’onorevole Franceschini

Published by Marcello De Giorgio under News

Gli emendamenti del Pd sulla legge “fine-vita” non sono una mediazione, sono una resa.

Stimato onorevole Franceschini,

appena eletto segretario del Partito democratico, lei ha fatto riferimento
alla laicità come valore irrinunciabile del suo partito, in quanto valore irrinunciabile della carta costituzionale. Il banco di prova della coerenza pratica rispetto a questa affermazione è costituito dall?atteggiamento
che il suo partito assumerà nella discussione sulla legge cosiddetta “fine-vita”.

Laicità significa che nessuna convinzione religiosa o morale viene imposta per legge da un gruppo di persone, per quanto ampio, alla totalità dei cittadini. E questo vale
più che mai per quanto riguarda ciò che è più proprio di ciascuno, che fa anzi tutt’uno con  la propria esistenza, la sua stessa vita, e la parte finale di essa.

E infatti la Costituzione della Repubblica nel suo articolo 32, e la convenzione di Oviedo ratificata dall’Italia, la legge sul servizio sanitario nazionale, e numerose e univoche sentenze della Cassazione negli ultimi anni, stabiliscono in modo tassativo che nessun cittadino può essere sottomesso a “interventi nel campo della salute” senza il suo consenso (debitamente informato) e che tale consenso può essere ritirato in qualsiasi momento. La convenzione di Oviedo evita ogni
distinzione tra “cure” e altri interventi (“di sostegno vitale”, ecc.) proprio perché non si possa giocare sulle parole e violare così il diritto del paziente di rifiutare qualsiasi trattamento medico e/o ospedaliero (tranne che per gli eccezionali motivi di sicurezza pubblica: epidemie, vaccini e simili).

Sulla propria vita, insomma, può decidere solo chi la vive, e nessun altro. Questo l’abc della laicità che l’Europa tutta ha adottato in campo medico, confermando l’essenzialità del consenso informato nell’articolo 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Il disegno di legge Calabrò distrugge tale diritto. All’art. 2, comma 2 dice infatti:
“L’attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute,nonché all’alleviamento della sofferenza non può in nessun caso essere  orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”.

Il che significa che Piergiorgio Welby non potrebbe far disattivare il respiratore artificiale, e che Luca Coscioni non avrebbe potuto rifiutare la tracheotomia, e che l’amputazione di un arto che va in cancrena diventerebbe coatto, e così la trasfusione di sangue anche a chi la rifiuta per motivi religiosi (tutti rifiuti garantiti oggi dalla legge e più volte applicati fino al “prodursi della morte del paziente”).

Non basta. L’articolo 5 comma 6 stabilisce che “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. In tal modo il cosiddetto testamento biologico diventa
una beffa. Qualsiasi cosa abbia stabilito il cittadino, davanti a un notaio
e reiterando le sue volontà ogni tre anni, il sondino gli sarà messo in gola a forza. I medici delle cure palliative hanno del resto spiegato drammaticamente che alimentazione e idratazione non alleviano ma moltiplicano e intensificano le sofferenze nei malati terminali. Queste sofferenze aggiuntive, che
è difficile non definire torture in malati in quelle condizioni, diventano con questa legge obbligatorie.

E? evidente il carattere anticostituzionale di tale legge, ma anche il suo
carattere semplicemente disumano. Purtroppo gli emendamenti proposti dal suo partito (primo firmatario Anna Finocchiaro) lasciano intatta la violenza dell’articolo 2 comma 2, e aprono solo un modesto spiraglio rispetto
a quella dell’articolo 5 comma 6. Non parliamo della cosiddetta 2mediazione” di Rutelli,praticamente indistinguibile dal disegno di legge della maggioranza, e che non a caso è stata benevolmente accolta dall’on. Quagliariello.

Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale p
rogramma andò alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione.

Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi
parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave.

Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli,sarebbe pensabile – per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione – lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro,astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?

La legge ora in discussione sulle volontà di fine vita è, se possibile,ancora più liberticida (edisumana) di quella sopra evocata. Non costringe al battesimo forzato, costringe al sondino forzato,al respiratore forzato, a qualsiasi accanimento che prolunghi artificialmente una vita che, per la persona che la vive, non è più vita ma solo tortura. Peggiore quindi della morte.

In ogni caso la libertà di coscienza del parlamentare non può essere invocata per violare e cancellare la libertà di coscienza delle persone.

Siamo certi perciò che nulla di tutto questo accadrà, e che in coerenza con il valore della laicità da lei riaffermato, il Partito democratico non tollererà scelte
che violino, opprimano e vanifichino l’elementare diritto di ciascuno sulla propria vita.

Andrea Camilleri

Paolo Flores d?Arcais

Stefano Rodotà

Umberto Veronesi

(Fonte : negrini@women.it)

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feb 28 2009

Buon Giorno Impresa – Anno X – Venerdì 27 Febbraio 2009 N. 1.764

BGAgenzia quotidiana di informazione economica per le MICRO – piccole – medie impreseBG

Effe Elle Editori Srl – 44042 Cento (Ferrara) Via Ugo Bassi n. 77/1 – E mail: info@effeelleeditori.it ( (051) 74.01.542 ( fax (051) 74.01.543 - Direttore responsabile: Flavio Andrighetti – E mail: flavio.andrighetti@effeelleeditori.it) ( Portatile (334) 874.60.68 ( Skipe: flavio03041940 – Registrazione numero 12200 dell’1 Giugno 2000 presso il Tribunale di Ferrara

Che succede? Secondo il prefetto Gennaro Monaco, commissario straordinario per le persone scomparse, degli oltre 30.000 scomparsi in Italia dal 1974, sono ancora da rintracciare 24.553 persone (9.988 italiani e 14.565 stranieri) * I minori scomparsi da ricercare sono 10.267 (1.810 italiani e 8.457 stranieri) e le regioni maggiormente interessate sono la Sicilia, la Lombardia, il Lazio, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia. (fa)

Osservatorio ý La Lombardia e la Provincia autonoma di Bolzano restano le zone più ricche d’Italia * Le più povere si confermano Campania, Sicilia e Calabria. I dati continuano a indicare Londra la regione più ricca dell’Unione europea e il nord-est della Romania la più povera. (dati Eurostat)

Ap[P1] puntamenti % Venerdì 20 Marzo, Ore 9-18, Milano (Hotel Gallia) Convegno su: “Il Processo ICAAP – Requisiti patrimoniali. Presidi organizzativi. Redazione del resoconto annuale: Misurazione e valutazione dei rischi aziendali. Calcolo dell’adeguatezza patrimoniale. Strategie aziendali e stress testing. Presidi organizzativi e governo societario. Processo di revisione interna ICAAP nel sistema dei controlli. Ipotesi di redazione del resoconto” organizzato da “Synergia Formazione” % Intervengono: * Marco Berlanda (Responsabile Servizio Rischi e Capitale Banco Popolare) * Claudio D’Auria * Massimiliano Forte * Tommaso Giordani (Responsabile Area Modelli Retail di Gruppo UniCredit Group) * Rossella Leidi * Giuseppe Lusignani (Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari Università di Bologna) * Massimo Jorio, Responsabile di progetto (Compliance Manager Citi Vice Direttore Generale UBI Banca Of Counsel Studio Legale Allen & Overy) * Gianluca Oricchio (Responsabile Group Credit Treasury UniCredit Group) * Tullio Lucca (Responsabile Risk Integration & Capital Adequacy Intesa Sanpaolo) * Manlio Genero (Partner Consolving) % Per informazioni: avv. Massimo Jorio, Tel. (011) 8129112 – e-mail: m.jorio@synergiaformazione.it

Il Fisco N Fabrizia La pecorella, direttore generale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, nel corso di una recente audizione alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria ha dichiarato: L’evasione fiscale è un fenomeno di portata molto ampia, possiamo parlare di evasione di massa … Le strategie di lotta all’evasione debbono dunque essere rapportate alla dimensione del fenomeno che è enorme (fra i 230 e i 250 miliardi di euro)”.

A proposito di … Funzioni Bancarie: Una tragedia globalizzata (Buon Giorno Impresa 24 e 26 Febbraio a firma Tomaso Freddi) – Vorrei rivolgere i miei complimenti a Tommaso Freddi per le ottime pagine (concise e efficaci) sulla crisi del sistema bancario * Mi viene in mente una considerazione: è vero che a pagare è l’insieme dei contribuenti, però è anche vero che la platea di questi coincide largamente coi ‘risparmiatori’, cioè con noi tutti ‘finti tonti’, che pretendiamo un guadagno senza rischi anziché pagare il servizio di guardiania dei nostri tesori * Diverso è invece il discorso per le imprese, che mi risulta hanno a che fare con le banche molto più per ricevere denaro indispensabile che per depositi fruttiferi * Possiamo allora concludere che sono le imprese, cioè chi lavora, oggi come nel medioevo dei servi della gleba, a mantenere tutti? * Vorrei infine pregare Tommaso Freddi di una piccola aggiunta, per spiegare come in concreto quella crisi finanziaria si sta ripercuotendo sulle imprese * Infatti al momento non mi pare che i risparmiatori stiano correndo in massa a ritirare i loro depositi, però le imprese manifatturiere sono in grande difficoltà perché non ricevono ordinativi dalle industrie della filiera * Ho un caro amico che ricicla carta e ferrosi (50 dipendenti) e mi racconta che cartiere e fonderie non ritirano materia prima praticamente da settembre * Eppure, dico io, i consumi (almeno di carta) come fanno a diminuire? * La gente, a parte della botta dell’euro (ormai in atto da sette anni) consuma come prima * Se dunque le banche non stanno subendo l’assalto dei risparmiatori, e i soldi in mano alla gente sono uguali a un anno fa, perché le aziende sono in crisi? * Cosa sta inceppando il sistema produzione-consumo? * Come la crisi bancaria interferisce sulla domanda-offerta-pruduzione-consumo? (Luigi Fressoia)

E bene saperlo! I Secondo gli ultimi dati forniti al ministro dell’Economia dal Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, in quasi sei ricorsi fiscali su dieci (57 per cento dei casi) il contribuente ha la meglio sull’amministrazione finanziaria.

Imprese ÿ Un’indagine realizzata per Unicredit Corporate Banking e che ha coinvolto 5.137 imprese manifatturiere italiane, evidenzia come nelle nostre imprese vi sia un’alta concentrazione della proprietà, una scarsa separazione dal controllo e un forte carattere familiare * Contemporaneamente le imprese italiane spingono sempre più sull’innovazione.

Turismo I Il Bit Tourism Award 2009 nella categoria ‘città italiana’ è stato vinto anche nel 2008 da Roma, che risultata la città preferita dagli italiani, mentre la regione italiana più amata risulta ancora una volta la Toscana, seguita dalla Sardegna e dalla Sicilia * Milano ha meritato il premio per la migliore sede congressuale italiana.

In evidenza (26.02.2009) F Tur: 2,00% F Euribor (su 360 e 365 gg.): 1,85% – 1,87% (3 m.) e 1,95% – 1,98% (6 m.) F Eurirs (a 1 anno): 1,90% (a 5 anni): 2,72% (a 10 anni): 3,37% (a 15 anni): 3,72% F Gli interessi moratori 1° semestre 2009 (GU 26 del 2-2-2009) 2,5%+7%=9,5% F Cambi: T 1 Euro = 1,2742 Dollari Usa T 1 Euro = 125,71 Yen T 1 Euro = 0,8899 Sterline T 1 Euro = 1,4858 Franchi svizzeri FIndici di Borsa: Mibtel = 12.774 T S&P/Mib = 15.664 T Midex = 15.647 T All Stars = 7.935 T Cac 40 (Francia) = 2.744,84 T Dax 30 (Germania) = 3.942,62 T Dow Jones (Usa) = 7.316,61 T Nasdaq (Usa) = 1.427,72

BG è redatta tutti i giorni lavorativi ed è inviata esclusivamente per E-mail * La collaborazione è aperta a tutti i destinatari, che possono inviare articoli e note su argomenti che riguardino il mercato, l’impresa, l’economia in generale e notizie sulla propria attività imprenditoriale o professionale.

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feb 28 2009

I CONTI SBAGLIATI DEL NUCLEARE…

Published by Marcello De Giorgio under News

WWF: “I CONTI SBAGLIATI DEL NUCLEARE,

IL NUCLEARE NON PERMETTERÀ DI RIDURRE

LA BOLLETTA ELETTRICA DEGLI ITALIANI”

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Secondo l’agenzia Moodys, in un lavoro del maggio 2008, la realizzazione di nuovi impianti nucleari avrebbe costi molto superiori ai 7.000 dollari a kW. Come se non bastasse Moodys nello stesso lavoro afferma che i costi del kWh nucleare saranno destinati a crescere con un ritmo del 7% annuo e questo comporterebbe un raddoppio del costo del kWh nell’arco del prossimo decennio.

Veramente un bel “regalo” per i cittadini italiani che vedranno così lievitare le loro bollette, senza peraltro migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese che continuerà a dipendere dai combustibili fossili per i trasporti, il riscaldamento degli edifici, ecc. Il nucleare, infatti, serve solo, e a caro prezzo, a produrre energia elettrica ma nel nostro paese (come la maggior parte dei paesi) l’energia elettrica è meno di ¼ dell’energia complessivamente impiegata…

Meglio farebbe il nostro Paese a puntare sul risparmio, l’efficienza e le fonti rinnovabili questi si veramente presenti e abbondanti.

Ufficio stampa

www.wwf.it/stampa

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feb 27 2009

Elezioni Europee: al via la Campagna della Tavola della pace

COMUNICATO STAMPA

Domani a Terni

Seminario Nazionale

“Costruiamo un’Europa

di pace”

28 Febbraio 2009

Sala Conferenze di Via Aminale

ore 10:00 – 18:00

Si svolgerà domani, sabato 28 febbraio, a Terni il Seminario nazionale “Costruiamo un’Europa di pace” organizzato dalla Tavola della pace con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e la collaborazione dell’Ufficio Europe Direct Carrefour Umbria.

Il Seminario, che si terrà dalle ore 10.00 alle 18.00 presso la sala conferenze di Via Ludovico Aminale, si propone di riflettere sull’Europa, i giovani e la pace e di avviare un programma nazionale di attività, denominato “Stelle di pace”, per promuovere la costruzione di un’Europa di pace.

Il progetto “Stelle di pace” si svolge in un anno particolare per l’Europa: sono infatti trascorsi trenta anni dalle prime elezioni europee, venti dalla caduta del muro di Berlino, e siamo a 60 anni dalla Dichiarazione dei diritti umani (e della Costituzione italiana), a conclusione dell’Anno Europeo dei Diritti Umani e nell’Anno Europeo dell’Innovazione e della Creatività.

Al seminario interverranno tra gli altri Pier Virgilio Dastoli, Direttore  della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, Damiano Stufara, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Umbria; Paolo Raffaelli, Sindaco del Comune di Terni; Giampaolo Antoniella, Assessore al volontariato della Provincia di Terni.

Segue il programma dei lavori.

TUTTE LE REDAZIONI SONO INVITATE

Ufficio stampa: Floriana Lenti 338/4770151

Ufficio Stampa Tavola della pace

tel. +39  075 5734830 Fax +39 075 5739337

email: stampa@perlapace.it – sito: www.perlapace.it

* * *

Alla vigilia delle elezioni europee 2009

A venti anni dalla caduta del muro di Berlino

Nell’Anno europeo della creatività e dell’innovazione

Seminario Nazionale

“Costruiamo un’Europa di pace”

Terni – Sabato 28 Febbraio 2009

Sala Conferenze di Via Aminale

PROGRAMMA

Ore 10:00

I giovani, l’Europa e la pace: introduzione di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace

Il progetto Stelle di pace: domande e chiarimenti: breve confronto con i partecipanti al seminario

L’Europa come scelta di pace, intervento di Pier Virgilio Dastoli, Direttore  della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Ore 11:00

Io, Noi e l’Europa: la mappa delle competenze e delle attività. Interventi dei partecipanti

Ore 12:00

Giovani costruttori di pace: il ruolo delle istituzioni locali (contributi di: Damiano Stufara, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Umbria; Paolo Raffaelli, Sindaco del Comune di Terni; Giampaolo Antoniella, Assessore al volontariato della Provincia di Terni)

Ore 12:30

Tre domande per tutti i partecipanti:

1. Che idea hai dell’Europa

2. Secondo te, cos’è la pace, oggi?

3. Cosa pensi che i giovani possano fare per la pace?

Ore 13:00

Pranzo “solidale” offerto dalla Tavola della Pace

Ore 14:00

Tre gruppi di lavoro: L’Europa – La pace – I giovani  e la pace (le risposte dei partecipanti vengono discusse per individuare punti comuni e punti critici utili per lo sviluppo del progetto “Stelle di Pace”)

Ore 15:30

Plenaria conclusiva: presentazione dei risultati dei gruppi di lavoro e dibattito – composizione del calendario nazionale delle iniziative del progetto “Stelle di Pace” – progettazione del Meeting Nazionale di Assisi “Stelle di Pace”, 8-10 Maggio 2009

Ore 18:00

Conclusione dei lavori

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feb 27 2009

Buon Giorno Impresa – Anno X – Giovedì 26 Febbraio 2009 N. 1.763

BG – Agenzia quotidiana di informazione economica per le MICRO – piccole – medie imprese – BG

Effe Elle Editori Srl – 44042 Cento (Ferrara) Via Ugo Bassi n. 77/1 – E mail: info@effeelleeditori.it ( (051) 74.01.542 ( fax (051) 74.01.543 - Direttore responsabile: Flavio Andrighetti – E mail: flavio.andrighetti@effeelleeditori.it) ( Portatile (334) 874.60.68 ( Skipe: flavio03041940 – Registrazione numero 12200 dell’1 Giugno 2000 presso il Tribunale di Ferrara

BLOCK NOTES

Funzioni Bancarie: Una tragedia globalizzata 

T I clienti depositanti delle banche, anche nel caso abbiano sottoscritto l’acquisto di titoli obbligazionari, sono convinti di aver per così dire ‘diritto’ a percepire un interesse, senza correre alcun rischio, ma per il solo fatto di lasciare a disposizione della banca il proprio denaro * In situazioni normali o abbastanza normali, quali si verificano per lunghi periodi di tempo, si è constatato infatti essere molto improbabile (quasi impossibile) che ‘tutti’ i depositanti si presentino in banca a ritirare ‘tutti’ i loro averi nello stesso momento * Non solo, si è inoltre capito che la probabilità che questo accada diminuisce con l’ammontare dei depositi, con accordi reciproci di ripartizione dei rischi tra le banche e con il coinvolgimento del sistema assicurativo * Per contro, come succede in tutti i macrosistemi, occorre precisare che più è grande è la dimensione del sistema e più risulta essere disastroso l’effetto di un eventuale deficit nel caso venga meno l’equilibrio globale.

T Quando poi i cicli economici aumentano la loro periodicità, e trascorre molto tempo (come di recente è accaduto) tra una crisi recessiva e un’altra, il sistema creditizio tende a convincersi che i cicli economici appartengano al passato e che il fenomeno regressivo non si ripeta più. In pratica, le autorità di governo, nel perseguire lo sviluppo, sono sempre pronte a favorire il credito * Le banche, dal canto loro, pensano sia impossibile l’eventualità di dover restituire tutti i depositi in tempi brevi e che comunque, se dovesse accadere, qualcuno ci penserà * Progressivamente il sistema bancario ha operato mantenendo disponibile una quota sempre minore dei depositi (la cosiddetta riserva frazionaria) aumentando così, di fatto, il rischio di insolvenza di fronte ad una richiesta di restituzione concentrata * E infatti, storicamente, la riserva è stata nel tempo sempre più ridotta.

T La legge avrebbe dovuto impedire quello che, di fatto, si raffigura come un indebito utilizzo di un patrimonio altrui * E invece le banche centrali, ponendo come obbligatorio un valore frazionario minimo di riserve rispetto ai depositi (o regole concordate al di fuori del mercato, come Basilea2, hanno ottenuto l’effetto di convalidare e rendere ufficiale il modello * Negli ultimi decenni si è arrivati ad una espansione del credito vicino al 90 per cento dei depositi, e, in taluni casi, come è emerso nella attuale crisi finanziaria che ha colpito il mondo intero, i prestiti, anche mediante la creazione di strumenti finanziari inventati per confondere ancora di più le acque, hanno di gran lunga superato il valore totale dei depositi * Il disastro non poteva non avvenire * Era solo difficile prevederne il momento, essendo chiaro che, come in tutti i fenomeni di instabilità, più tardi fosse accaduto, più devastanti sarebbero stati i suoi effetti.

T Quando poi la bolla è scoppiata, i depositanti si sono immediatamente trasformati in innocenti risparmiatori * Potenza delle parole: qual è la differenza tra risparmiatori e speculatori? * Non credo si possa rispondere con un limite quantitativo * Per esempio, sostenendo che si tratta di risparmiatori quando l’investimento è sotto ad un determinato importo (100.000 euro?) e di speculatori quando la cifra è superiore * In realtà, nel momento in cui i depositanti, anziché pagare il servizio di deposito, hanno accettato un interesse attivo, cercando inoltre di massimizzarlo, è evidente che, coscienti o incoscienti, hanno fatto un’operazione speculativa con tutti i rischi che la scelta in quel momento ha comportato.

T Forse, a giustificazione della loro buona fede, sta il fatto che tutto è avvenuto in uno scenario falso, aggravato da reciproche furbizie, pieno di formalità burocratiche, con firma di moduli incomprensibili e scritti in piccolo, con attestati riportanti certificazioni di qualità, con insospettabili valutazioni di AAA, con controlli incrociati di una moltitudine di enti pubblici, con assoluta garanzia di osservanza della privacy…ecc. * Sarebbe stato meglio spiegare agli interessati i rischi ai quali sarebbero andati incontro * Ma come si può pretendere che funzionari bancari siano nello stesso tempo consulenti e venditori di prodotti finanziari ai quali le banche sono interessate?

T Ora, a stretto rigor di logica, a pagare i danni di questo disastro dovrebbero essere le banche * La responsabilità diretta è la loro e, in misura minore, dei risparmiatori-speculatori * Ma chi ha permesso con la regola della riserva frazionaria una espansione del credito di tale portata se non lo Stato, con i suoi organi di governo e di controllo facenti capo alla Banca d’Italia?

T Più facile attribuire la responsabilità agli eccessi delle teorie liberiste, e provvedere con opportuni interventi governativi a far pagare i danni alla totalità dei contribuenti, tanto più che, con il meccanismo della ritenuta alla fonte, per la maggior parte non se ne accorgeranno * Ma non sarà sufficiente, e, a pagare il saldo, il boccone più amaro, saranno i lavoratori e le aziende produttive, che già oggi se ne stanno accorgendo sulla loro pelle, e alla grande. (fine)

Tomaso Freddi

BG è redatta tutti i giorni lavorativi ed è inviata esclusivamente per E-mail * La collaborazione è aperta a tutti i destinatari, che possono inviare articoli e note su argomenti che riguardino il mercato, l’impresa, l’economia in generale e notizie sulla propria attività imprenditoriale o professionale.

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feb 27 2009

NUCLEARE: PERICOLOSO E COSTOSO

Published by Marcello De Giorgio under Ambiente

centrale-nucleare-belgio

Le bugie di Belusconi e Scaiola

Berlusconi e Scaiola cercano l’appoggio di Sarkozy per tentare di mascherare il grave errore politico, economico, di sicurezza per le persone e l’ambiente che stanno compiendo tentando di reintrodurre il nucleare in Italia ad ogni costo, mentre in altri paesi come gli Stati Uniti la direzione è ben diversa e punta sulle energie da fonti rinnovabili.
Berlusconi e Scaiola insistono per reintrodurre il nucleare e cercano di forzare la mano con l’accordo siglato con il Governo francese e lo fanno senza tenere conto che oggi il nucleare è una fonte energetica non solo ancora non sicura ma anche sempre più costosa e che per di più usa fonti energetiche destinate ad esaurirsi in alcuni decenni, esattamente come il petrolio. Inoltre il Governo, ben sapendo quanti dubbi e contrarietà ci sono nell’opinione pubblica, ha inserito nel progetto di legge con cui vuole reintrodurre il nucleare delle norme che gli consentirebbero di imporre le sue decisioni alle popolazioni, alle Regioni, agli Enti locali facendo mettere i siti nucleari, in pratica, sotto controllo militare.

Esemplare dell’atteggiamento bugiardo del Governo è l’impegno a risolvere lo smaltimento delle scorie radioattive che come è noto da decenni sono stoccate in condizioni insicure nei piazzali delle vecchie centrali con pericoli per le popolazioni e l’ambiente, o vengono lavorate a costi proibitivi per l’Italia in
altri paesi.
Per di più Berlusconi e Scaiola vanno controcorrente, infatti – ad esempio – la scelta di Obama va nella direzione dello sviluppo delle energie da fonti rinnovabili che sono sicure, danno la possibilità di sviluppare tecnologie e nuova occupazione qualificate e in prospettiva saranno sempre meno costose,
tanto più per un paese come l’Italia che potrebbe di svilupparle con maggiore facilità di altri paesi.
Senza dimenticare che buttare decine di miliardi di euro in investimenti sul nucleare per un paese, che non ha risorse infinite come l’Italia, vuol dire di fatto rinunciare a sviluppare le energie da fonti rinnovabili e impegnare anche ingenti risorse pubbliche in questa direzione.

E’ chiaro che oggi la lobby nuclearista, espressione di un vero e proprio comitato di affari, tenta di forzare la mano con l’aiuto del Governo italiano ma è altrettanto chiaro che in questo modo l’Italia per oltre un decennio continuerà a violare il protocollo di Kyoto e finirà con il pagare multe salatissime, per
miliardi di euro, mentre puntare sulle energie da fonti rinnovabili potrebbe consentirci di non aspettare i primi risultati per più di 10 anni e di iniziare quasi subito a ridurre le emissioni di CO2 rientrando gradualmente nei parametri di Kyoto, in condizioni di sicurezza per le persone e l’ambiente che il nucleare non potrà mai garantire. Tanto più che il Governo vuole autorizzare anche tipologie di centrali vecchie di 10 anni e in ogni caso quelle di terza generazione non hanno risolto i problemi di sicurezza per popolazioni e ambiente.

Non è nemmeno vero che il nucleare farà costare di meno l’energia, perché l’energia che proviene da questa fonte costa di più di quella da altre fonti e se vengono messi in conto anche i costi dello smaltimento delle scorie i costi finali diventano enormi, naturalmente sempre tenendo conto che la questione non può essere vista solo dal lato dei costi perché ancora oggi nessuno ha risolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.

Inoltre il Governo dà per scontata l’approvazione della legge che per ora è all’esame del parlamento,ma dimentica che i cittadini italiani hanno deciso con un referendum che l’Italia doveva restare fuori dal nucleare e ancora oggi l’opinione pubblica, come hanno detto diversi sondaggi, non è favorevole,
soprattutto tra i giovani.
Sfido il Governo a indicare i futuri siti nucleari prima delle elezioni europee e ne vedremo delle belle.
Quindi il Governo ha fatto i conti senza l’oste, ha preso impegni che probabilmente non potrà mantenere perché le italiane e gli italiani si pronunceranno con ogni mezzo possibile su questa scelta e se necessario lo faranno anche con il voto.
Alfiero Grandi, Comitato Si alle energie alternative No al nucleare

24/2/2009

Alfiero Grandi

direzione Sinistra Democratica
sottosegretario Governi: Prodi II, Amato II, D’Alema II
deputato XIV legislatura
segretario confederale CGIL

(Fonte : http://www.nessunoescluso.org)

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feb 27 2009

Valerio Monteventi risponde…

Published by Marcello De Giorgio under News

Valerio MonteventiValerio Monteventi

Valerio Monteventi, come tutti i candidati sindaci alle elezioni amministrative di Bologna, ha ricevuto da ADNKronos cinque domande a cui rispondere. Eccole:

1) Qual è il luogo di Bologna cui è più affezionato
Il Centro Sportivo della Barca dove ho giocato per 25 anni a rugby… e il Pratello dove iniziai a fare politica in una piccola sede, a 14 anni, nel 1969…


2) Un personaggio, o più personaggi, della storia o della cultura in genere, cui fa riferimento, cui si ispira
Francesco Zanardi (il sindaco del pane), Francesco Lorusso (lo studente di medicina ucciso da un carabiniere l’11 marzo 1977 in via Mascarella), Gilberto Centi (agitatore poetico, scomparso prematuramente), Eva Robin’s (per una sua frase che mi piace molto: “viva le donne di qualsiasi sesso esse siano”)

3) Cosa rimpiange della Bologna degli anni passati e cosa non cambierebbe mai di quella attuale
Rimpiango la fertilità culturale della seconda metà degli anni novanta… Un esempio? Nell’arco di due settimane (scelte a caso nella primavera del 1998) si poteva vedere, a livello di concerti:
- Il piccolo grandissimo Michel Petrucciani in sestetto con Flavio Boltro (tromba), Stefano Di Battista (sassofono), Anthony Jackson (basso) e Steve Gadd (batteria) e Denis Leloup (trombone), al Teatro delle Celebrazioni
- Il padrino del rap Afrika Bambaataa al Link di via Fioravanti 14 (negli ex magazzini delle
farmacie comunali)
- Nuova Compagnia di Canto Popolare / 99 Posse e Sud Sound System, in due serate, tra etno rock e rap in napoletano, e dialetto salentino su basi reggae, raggamuffin, hip hop, al Livello 57 di via Muggia.
- Il Festival di chitarra acustica al Teatro Ridotto
- Skalariak, la prima ska-band di Pamplona arrivata a Bologna, al Sottotetto di viale Zagabria…

Della Bologna attuale cambierei quasi tutto…


4) Il suo piatto preferito (può anche indicare una ricetta se desidera)
Tagliatelle agli “streccapogn”… E’ una mia ricetta su cui mi sbizzarisco… Le tagliatelle devono essere tirate a mano con una sfoglia ben rugosa… Gli “streccapogn” altro non sono che foglie di Tarassaco, l’erba spontanea, frastagliata e amara, che va raccolta in prati distanti dalle grandi strade, meglio se lungo i fossi in aperta campagna. Dopo aver fatto soffriggere nell’olio alcuni spicchi d’aglio, si aggiungono dadini di pancetta (o, se si vuole, ci può stare la variente più costosa del prosciutto), quando la pancetta è ben rosolata si aggiunge in abbondanza tarassaco tagliato a brandelli… Un po’ di vino per ammorbidire e, dopo 15/20 minuti, il sugo è pronto… Scolate le tagliatelle, si tirano due minuti nel tarassaco e poi vi si grattugia sopra, a scaglie, del parmiggiano… Quando servite a tavola farete bella figura con poco spesa… (un piatto prelibato per i tempi di crisi).

5) Il libro che sta leggendo
“Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca… il racconto di Napoli insorta…all’improvviso…

(Fonte : http://www.bolognacittalibera.org)

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feb 27 2009

PONTE SULLO STRETTO: WWF: “I CONTI NON TORNANO”

Published by Marcello De Giorgio under Il Caso

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PER IL GOVERNO ANCORA “TRE PUNTI DA CHIARIRE”:
CHI PAGA, QUALE RUOLO DEL GC E COME SI REALIZZA E GESTISCE L’OPERA

Mentre Sicilia e Calabria restano in emergenza idrogeologica e ‘scollegate’
dal resto del paese

Alla vigilia della riunione CIPE, che rilancerà con fondi pubblici il ponte
sullo Stretto di Messina, il WWF chiede al Governo di chiarire 3 punti
nodali:

1. CHI PAGA: da dove arriveranno gli altri 4,8 miliardi di euro necessari
alla costruzione del Ponte visto che lo Stato, per un’opera inutile e
velleitaria rispetto alle tante piccole opere ordinarie necessarie al paese
(messa in sicurezza del territorio, bonifiche di siti inquinati,
abbattimento abusi edilizi, rinaturazione e adattamento, etc.) è già tornato
indietro destinando 1,2 miliardi di euro in meno rispetto a quanto venne
destinato quattro anni fa con la ricapitalizzazione della Stretto di Messina
SpA (1,3 miliardi di euro oggi, contro i 2,5 miliardi di euro del 2003).

2. RUOLO GENERAL CONTRACTOR: come si pensa di affrontare la
ridefinizione
dei rapporti con il general contractor capeggiato da Impregilo, visto che il
costo dell’opera è di 2,2 miliardi di euro in più di quello con cui è stata
vinta la gara (6,1 miliardi rispetto ai 3,9 miliardi di euro del maxiribasso
presentato da Impregilo).

3. OSTACOLI TECNICI: in quale modo sono stati superati tutti gli
ostacoli tecnici di realizzazione di un ponte sospeso ad unica campata di 3,3 km
(nell’area a maggior rischio sismico del Mediterraneo) e di gestione di un’’
opera, concepita per 100.000 veicoli al giorno quando stime ufficiali al
2032 prevedono solo 18.500 v/g.

Il WWF Italia, inoltre, contesta che il Governo decida di destinare al Ponte
sullo Stretto 1/3 (1,3 miliardi di euro su 3,7) delle risorse FAS (Fondi per
le Aree Sottoutilizzate) assegnate alle infrastrutture del Mezzogiorno
proprio quando Calabria e la Sicilia sono in emergenza idrogeologica.
Solo in Calabria la Regione ha calcolato che per intervenire sui danni
causati dal maltempo sarebbero necessari 1,4 miliardi di euro, mentre il
Governo ha assicurato aiuti solo per 55 milioni.
Calabria e Sicilia restano poi isolate, sostanzialmente, dal resto del Paese
per i collegamenti via terra e via mare: la A3 Salerno-Reggio Calabria è un
campo minato per il dissesto del territorio e per i numerosi cantieri
ancora aperti. Inoltre si accumulano ritardi nella realizzazione dei
maxilotti, causati tra l’altro per i movimenti franosi, della SS106 ionica,
l’unica via alternativa di collegamento per il traffico stradale a lunga
percorrenza. Infine i treni provenienti da nord lungo la linea tirrenica
per almeno tre mesi saranno costretti a fermarsi a Lamezia Terme a causa di
una frana profonda che minaccia la linea tra le stazioni di Mileto e
Vibo-Pizzo, creando enormi disagi per chi si sposta anche in ambito locale
e da e per la Sicilia. Nel frattempo RFI (Rete Ferroviarie Italiane) ha
quasi dimezzato le corse dei traghetti che fanno servizio nello Stretto di
Messina.

“Sono questi i veri problemi di risanamento del territorio e delle
infrastrutture e delle modalità esistenti che il Governo dovrebbe risolvere
prioritariamente invece di concentrare risorse tecniche ed economiche in una
grande opera quale il ponte dai costi ambientali, sociali ed economici
insostenibili per il Paese”, ha dichiarato il WWF Italia.

Roma 26 febbraio 2009 – Ufficio stampa WWF Italia

——————————————

SCHEDA TECNICA

PONTE SULLO STRETTO: I NODI PRINCIPALI DA SCIOGLIERE
SULLA REALIZZAZIONE DELL’OPERA

Il WWF ha analizzato le dimenticanze e le omissioni del Governo in carica
rispetto all’opera Ponte sullo Stretto di Messina:

CON 1,3 MILIARDI NON SI RILANCIA IL PONTE – Il ponte sullo Stretto di
Messina, sempre che sia realizzabile, costa sulla base di valutazioni del
Servizio studi della Camera dei Deputati, redatte nell’aprile 2007 con la
consulenza del CRESME 6,4 miliardi di euro. Secondo il Governo, invece, si
tratta di 6,1 miliardi di euro come riportato nell’Allegato infrastrutture
al DPEF 2009-2013. Ci si domanda dunque chi possa impegnare il resto del
denaro necessario visto che la Stretto di Messina SpA, è una concessionaria
interamente pubblica e che nessuno ha detto chi sono i privati disposti ad
investire e quanto sarebbero disponibili a investire in un’opera ad alto
rischio economico-finanziario. Si ricorda che quando l’opera costava 4,9
miliardi euro, nel 2003 all’epoca dell’approvazione del progetto
preliminare, la Stretto di Messina SpA era stata ricapitalizzata per 2,5
miliardi di euro (il 50% del valore dell’opera allora): quindi, oggi, invece
di andare avanti il Governo in carica è tornato indietro: 1,2 miliardi di
euro rispetto all’impegno pubblico del 2003 per un opera che oggi costa
almeno 1,4 miliardi di euro in più di tre anni fa .

DA RIVEDERE IL RAPPORTO COL GENERAL CONTRACTOR – Il general contractor, capeggiato da Impregilo ha vinto la gara per le progettazioni definitive ed esecutive e la realizzazione del ponte, grazie alla presentazione di un maxi-ribasso che valuta il costo dell’opera in 3,9 miliardi di euro (opera
oggi valutata tra i 6,4 e 6,1 miliardi di euro), senza che già allora si
tenessero in considerazione la lievitazione del costo dei materiali (prima
di tutto l’acciaio), il più che prevedibile raddoppio dei tempi dei cantieri
(da 6 ad almeno 12 anni), i costi aggiuntivi derivanti dalle oltre 35
prescrizioni di carattere ambientale contenute nella Delibera CIPE 66/2003
di approvazione del progetto preliminare. Quindi, esisteranno problemi
rilevanti relativi alla revisione sostanziale dei rapporti con il General
contractor, tanto che nell’Allegato Infrastrutture al DPEF 2009-2013 il
ministro Matteoli è costretto ad ammettere, usando un eufemismo, che si deve
effettuare una vera due diligence per verificare le necessarie rivisitazioni
alla Convenzione, la rilettura dei valori dell’offerta.

ESISTONO PROBLEMI DI REALIZZAZIONE E GESTIONE – ad oggi non esistono ponti
ad unica campata sia ferroviari che stradali più lunghi di 1.100 metri – il
Minami Bisan-Seto in Giappone – e, quindi, ci sono insormontabili ostacoli
tecnici (peraltro confermate dall’ex coordinatore scientifico della Stretto
di Messina SpA, il professor Remo Calzona) ed economici alla realizzazione
di un’opera di tali dimensioni e caratteristiche. Si deve inoltre calcolare
l’azzardo di costruire un ponte sospeso ad unica campata della lunghezza di
3.300 metri che rischia di rimanere chiuso per 100 giorni l’anno a causa del
forte vento e, oltretutto, nell’area a più elevato rischio sismico del
Mediterraneo. Ai costi elevatissimi per realizzare l’opera si dovranno
aggiungere poi le perdite per gestirla visto che dal 1991 al 2001, gli
Advisor hanno documentato un calo del traffico degli autotreni del 6% e
delle autovetture dell’8%,. Sempre gli Advisor hanno stimato con orizzonte
al 2032 un traffico di attraversamento di appena 18.500 autoveicoli al
giorno per un’infrastruttura progettata per farne transitare 100.000 (con i
relativi riflessi sul costo molto elevato dei pedaggi). Mentre per far
passare i treni sul ponte le FS dovranno versare alla Stretto di Messina SpA
un canone base di 100 milioni di euro il primo anno, che va a crescere negli
anni a seguire. per un totale stimato in trent’anni di circa 4 miliardi di
euro. Il WWF ricorda come persino altre grandi opere realizzate all’estero,
il Tunnel sotto la Manica ne è un esempio lampante, siano praticamente in
perdita costante .

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feb 27 2009

A green recovery by Ben Wikler – Avaaz.org

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

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In the face of the global economic downturn and the climate crisis, a brilliant new idea is taking hold: green recovery. From China’s Hu Jintao to Obama in the U.S., leaders are realizing that a green recovery — investing in renewable fuels, efficiency, and new technology — is the best way to create jobs and save the planet at the same time.

But at a summit this weekend, European leaders may miss their chance – unless enough of us speak up now.

EU leaders meet this weekend to discuss the economic crisis.

Support a green recovery for Europe


EU leaders meet this weekend to discuss the economic crisis. It’s a huge opportunity to create jobs and save the planet — click below to urge them to embrace a bold green recovery plan:

Some European politicians, influenced by special interests, are stuck in the discarded view that helping the economy must hurt the climate, and vice versa. If this mindset wins out, vast sums will be spent on ruinously dirty growth, putting the entire world in peril. But if we raise our voices now, we can help tip the balance towards a cleaner, greener economy that works for us all.

Click below to send a message to European leaders, urging them to commit to a green recovery plan:

http://cdn.avaaz.org/en/europe_green_recovery

Green recovery isn’t a dream — it’s already begun. The U.S. has committed to invest almost 1% of its economic output in sustainable recovery programmes. China is racing ahead, putting over a third of its big stimulus package into green investments, while South Korea investing two-thirds of its package in energy efficiency, green jobs, public transport and renewable energy.

The global race to a greener, cleaner future could begin here. But if we fail to switch to clean energy now, any economic recovery risks ending up being crippled by a new oil price spike in a couple of years.

Much more than Europe is at stake. Next April, the 20 biggest economies will gather in London to hash global plans for a coordinated response to the economic downturn. By taking action now, we can put sustainable recovery at the heart of their economic agenda, and set world leaders on the road to a climate deal this December in Copenhagen.

If enough of us write to our leaders now, we can show them that the public rejects the false choice between today’s economy and tomorrow’s climate. Follow this link now to urge Europe to embrace a green New Deal that creates the jobs of the future, ends our addiction to climate-poisoning fossil fuels, and lays the foundations of a sustainable economic recovery:

http://cdn.avaaz.org/en/europe_green_recovery

With hope,

Ben, Luis, Iain, Ricken, Paul, Alice, Brett, Paula, Graziela, Milena, Pascal, Veronique — and the rest of the Avaaz team

More information on green economic recoveries:

Great clean-up – can economic rescue plans also save planet? — The Guardian, 24 Feb 2009
http://www.guardian.co.uk/environment/2009/feb/24/obama-environment-economic-rescue

Nicholas Stern: An outline of the case for a ‘green’ Stimulus – London School of Economics, Feb 2009
http://www.lse.ac.uk/collections/granthamInstitute/publications/An%20outline%20of%20the%20case%20for%20a%20%27green%27%20stimulus.pdf

United Nations Environmental Programme special Green New Deal site:
http://www.unep.org/greeneconomy

Ban Ki Moon and Al Gore: Green Growth is Essential to any Stimulus – Financial Times, 16 Feb 2009
http://www.ft.com/cms/s/0/0fa98852-fc45-11dd-aed8-000077b07658.html

Green or Mean — graphic of comparing the green impact of national economic stimulus plans:
http://image.guardian.co.uk/sys-files/Guardian/documents/2009/02/23/ENVIRONMENTweb.pdf

Visit here for the agenda of the meeting:
http://www.eu2009.cz/event/1/3153/

ABOUT AVAAZ Avaaz.org is an independent, not-for-profit global campaigning organization that works to ensure that the views and values of the world’s people inform global decision-making. (Avaaz means “voice” in many languages.) Avaaz receives no money from governments or corporations, and is staffed by a global team based in Ottawa, London, Rio de Janeiro, New York, Buenos Aires, and Geneva. Call us at: +1 888 922 8229 or +55 21 2509 0368 Click here to learn more about our largest campaigns. Don’t forget to check out our Facebook and Myspace and Bebo pages!

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feb 27 2009

Incontro al Liceo G. Moscati di Grottaglie(TA)

Published by Marcello De Giorgio under Cultura

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Venerdì 27 febbraio 2009, nell´aula magna dalla sede di via Sant´Elia, con inizio alle ore 18.00, il Liceo scientifico e classico “G. Moscati” di Grottaglie organizza un incontro con il prof. Sergio Tanzarella, docente e direttore dell´Istituto di Storia del Cristianesimo nella Pontificia Facoltà Teologica dell´Italia Meridionale (Sez. San Luigi) di Napoli, autore del saggio “Don L. Milani: gli anni difficili“, un´accurata ricostruzione storico sociale dell´Italia e della Chiesa degli anni ´50, arricchita da pagine inedite della versione originale di “Esperienze Pastorali”, un testo quest´ultimo – secondo il prof. Tanzarella – di profondissima densità, fonte privilegiata per comprendere la Chiesa e l´Italia del dopoguerra fino alla morte di Pio XII.

Un incontro aperto alla partecipazione di quanti desiderano conoscere, ricordare la personalità del priore di Barbiana, l´attualità della sua testimonianza educativa e di una fede senza orpelli.

( Fonte . http://sopralapancalacapracanta.blogspot.com)

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feb 27 2009

LAVORO NOTTURNO DELLE LAVORATRICI DONNE

LAVORO NOTTURNO DONNE: CAZZOLA (PDL), A VITTORIA FRANCO, VOSTRO MODELLO DI TUTELE
PER UE E’ DISCRIMINAZIONE 

Roma 26.02.09: L’on. Giuliano Cazzola, Vice Presidente della Commissione Lavoro della
Camera, risponde con una nota alla Sen. Vittoria Franco (PD) che accusa il Governo di
“atteggiamenti schizofrenici” per aver dato risposta ad una interrogazione sul lavoro
notturno delle lavoratrici donne in attesa o neo-mamme. Nella risposta il Governo ha
assicurato il proprio impegno nel valutare la predisposizione di una norma che
modifichi l’attuale formulazione dell’art. 53, comma 1 del decreto legislativo
151/2001, in modo da adempiere ai richiami Comunitari.
“Non vedo quale altra risposta poteva dare il Sottosegretario Viespoli a nome del Governo
– dice Cazzola - dopo che la Commissione Europea non aveva accolto le argomentazioni fornite
in precedenza che ricalcano le argomentazioni  fornite dalla Senatrice Franco,  incentrate
sulla tutela tradizionale dei diritti delle donne e che, secondo la UE rappresentano invece
una discriminazione.
Essere donna ed essere madre – prosegue – non è una malattia.
Vietare il lavoro notturno alle donne, anche quando queste lo volessero fare, come
prevede la legge contestata dalla UE, non puo’ essere portato come elemento a difesa
e promozione dell’autonomia del lavoro femminile. Il Governo – prosegue Cazzola – si
e’ mosso con prudenza, equilibrio e cautela ma non puo’ sottrarsi alle valutazioni
degli organismi di cui il nostro Paese e’ membro e che, giustamente, ci ricordano
come hanno fatto per l’eta’ pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego, con
buona pace di Morena Piccinini della Cgil, che certi tipi di tutele, oggettivamente
superati, finiscono per essere una discriminazione per le donne”. 

On. Giuliano Cazzola 

(Fonte : Ufficio Stampa Francesco Comellini)
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feb 26 2009

BREVI DALL’AFRICA

Published by Marcello De Giorgio under Dal Mondo

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SUD DEL MONDO
26/2/2009   13.26 Nigeria, Tanzania, Gabon, Togo

NIGERIA – È stato liberato l’ingegnere portoghese sequestrato all’inizio del mese nello stato di Ondo, nella regione meridionale del Delta del Niger; a darne notizia è stato ieri il governo di Lisbona, senza specificare se per la liberazione sia stato pagato un riscatto.

TANZANIA – Sarà ospitata a Dar es Salaam la prossima Conferenza sull’adattamento ai cambiamenti climatici delle comunità, organizzata a inizio febbraio a Dhaka, in Bangladesh, dall’Istituto internazionale per l’ambiente e lo sviluppo (Iied). La conferenza si svolgerà in settembre e sarà dedicata all’impatto dei cambiamenti climatici sulla qualità della vita nei paesi più poveri del mondo.

GABON – Il governo ha sospeso il pagamento degli stipendi ai lavoratori del settore sanitario, in sciopero da due mesi per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti. Lo ha annunciato durante una conferenza stampa il ministro della Sanità, aggiungendo che saranno pagate le retribuzioni solo a chi potrà dimostrare di essere sempre stato presente sul posto di lavoro.

TOGO – Entro il 2010 saranno eliminate tutte le scorte di sostanze nocive per l’ozono presenti nel territorio nazionale: lo ha detto il ministro dell’Ambiente, secondo il quale quest’anno saranno smaltite almeno 10 tonnellate di materiale nocivo. Il Togo ha aderito nel 1995 al protocollo di Montreal per l’eliminazione delle sostanze ritenute responsabili della riduzione dello strato di zono, garantendo finora lo smaltimento di oltre 40 tonnellate di clorofluorocarburi.

NIGERIA – Uno sciopero a oltranza degli insegnanti delle scuole primarie e secondarie è in corso da ieri a Lagos. Secondo il sindacato nazionale del personale docente, la protesta è iniziata per chiedere al governo della Nigeria migliori condizioni salariali. [MV][CO]

copyright-misnanews16

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feb 26 2009

Sulle limitazioni a manifestare:

Published by Marcello De Giorgio under News

Monteventi, candidato sindaco di BCL, ha presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale

Il consigliere Valerio Monteventi, del gruppo misto BOLOGNA CITTA’ LIBERA, ha presentato un ordine del giorno che interviene sulla limitazione alle manifestazioni pubbliche nei week end, come previsto dall’ordinanza prefittizia, applicativa della direttiva “Maroni”.

L’ordine del giorno viene approfondito e discusso in commissione Affari Generali ed Istituzionali oggi 26 febbraio, giovedì, per poi passare  luned’ prossimo ai lavori di consiglio comunale per la votazione definitiva.

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Di seguito il testo dell’ordine del giorno presentato dal consigliere Valerio Monteventi
Il Consiglio Comunale di Bologna

Venuto a conoscenza
- che nella giornata di sabato 21 febbraio si è tenuta a Milano una manifestazione contro il razzismo e il pacchetto sicurezza del governo, che si è conclusa in Piazza Duomo;
- che, sempre nella giornata di sabato 21 febbraio, si è tenuta in pieno centro a Roma, nella piazza Farnese, a poca distanza dalla chiesa di Santa Brigida, una manifestazione per la laicità “contro la legge tortura per il testamento biologico”;
- che nella giornata di domenica 22 febbraio, si è tenuta una manifestazione del segretario del PD a difesa della Costituzione, al Castello Estense, nel centro di Ferrara;

Considerato
che tali manifestazioni a Bologna non avrebbero potuto svolgersi in quanto l’ordinanza della Prefettura, applicativa della Direttiva del Ministro dell’Interno Maroni, prevede che nelle giornate di sabato (a decorrere dalle ore 14.00) e di domenica sono sottratte ai cortei ed alle manifestazioni pubbliche le seguenti Piazze del centro storico:
- Piazza Maggiore;
- Piazza del Nettuno;
- Piazza Re Enzo;
- Piazza Santo Stefano;
nonché le vie del centro storico che costituiscono la cosiddetta “T”, ovvero via Ugo Bassi, il tratto di via Indipendenza ricompreso fra via Augusto Righi e via Rizzoli, e la stessa via Rizzoli.

Considerato che
insigni docenti di diritto costituzionale dell’Università di Bologna, hanno espresso forti dubbi di incostituzionalità sul provvedimento del prefetto Tranfaglia che vieta di fatto ogni tipo di manifestazione politica nel centro storico il sabato pomeriggio e la domenica (i dubbi di costituzionalità di un divieto di questo tipo starebbero nel fatto che si lede il diritto previsto dall’Articolo 17 della Costituzione in cui si afferma che, per riunioni in luogo pubblico, va dato un preavviso di tre giorni alle autorità di pubblica sicurezza perché possano valutare se autorizzare l’iniziativa, che è vietabile “solo per comprovati motivi legati alla incolumità e sicurezza pubblica”, quindi con valutazioni “da fare caso per caso”).

Considerato che
secondo altri giuristi l’ordinanza (così come la direttiva) non sarebbe applicabile perché è meramente in contrasto con l’Articolo 21 della Costituzione (“tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…”).

Chiede al Prefetto di Bologna
di ritirare l’ordinanza, in quanto lesiva degli articoli 17 e 21 della Costituzione e non perché, come affermato nella stessa, l’indivuazione delle aree da inibire alle manifestazioni sarebbe avvenuta “sulla base di valutazioni che tengano in equilibrato conto sia delle caratteristiche e specificità della città di Bologna, sia delle circostanze di tempo nelle quali le stesse aree vanno considerate particolarmente sensibili”.

Il Consiglio Comunale atteso altresì che
la sopra richiamata Direttiva prevede che i Prefetti adottino un apposito provvedimento d’intesa con i Sindaci e sentito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica,

Impegna il Sindaco
a richiedere la convocazione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per rivedere il provvedimento relativo alle gravi limitazioni del diritto di manifestare nella nostra città;

Chiede alla Giunta comunale
di esprimersi politicamente e collettivamente sull’ordinanza prefettizia e sulla direttiva del Ministro Maroni, in quanto è abbastanza stucchevole che singoli assessori, fuori dagli ambiti istituzionali ufficiali, dichiarano la loro contrarietà ai provvedimenti succitati e nelle sedi pubbliche invece li sostengano.

(Fonte : http://www.bolognacittalibera.org)

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