nov 20 2008
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IL CASTELLO: DOPO 627 ANNI TEATRO DI UN ALTRO EFFERATO CRIMINE CONTRO LA STORIA
La notte del 15 luglio 1381, l’arcivescovo Giacomo D’Atri, signore della Terra delle Grottaglie che, nel suo lungo governo, tanto aveva fatto per la città, veniva trucidato barbaramente all’ombra del suo maniero. Fonti popolari indicano come autore del delitto un paesano, tale Biagio Annicchiarico, denominato “lu stuertu”, per difendere il suo onore di marito tradito.
Il delitto rimase impunito e Grottaglie ha ancora un debito da pagare per quella vita spezzata.
Oggi a distanza di 627 anni da quei tragici eventi altri “paesani”, per motivi che con l’onore hanno nulla a che fare, vogliono distruggere il suo castello, cominciando dalla Curtis, ultima incommensurabile testimonianza della Gravina di San Giorgio, cancellando secoli di storia.
Grottaglie può evitare che si compia un altro delitto e finalmente pagare il suo debito per quell’antico crimine
DIFENDENDO
il castello di Giacomo, Arcivescovo di Taranto, da chi vorrebbe cancellare anche l’eco dei suoi passi.
GROTTAGLIE SVEGLIATI!
NON FARTI PORTARE VIA LA TUA STORIA! UN POPOLO SENZA PASSATO E’ UN POPOLO CHE NON HA UN FUTURO!
Pubblicato da anna montella.
(Fonte:http://sopralapancalacapracanta.blogspot.com).












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