mag 20 2008
A Taranto 4 noti artisti pugliesi in mostra: Sarah Ciracì, Emanuele De Giorgio, Giulio De Mitri e Alfredo Giusto
Proseguono le attività culturali promosse ed organizzate dall’Amministrazione Provinciale di Taranto per l’istituendo Museo Provinciale “ARSMAC – Arsenale Mediterraneo delle Arti Contemporanee”, con l’inaugurazione del nuovo progetto espositivo denominato “INNOVAZIONE TRA PASSATO E PRESENTE”, presenze pugliesi nell’arte contemporanea. Quattro mostre personali per quattro artisti che hanno dato e danno lustro, per il loro impegno artistico e culturale, al territorio jonico.
Artisti di diverse generazioni, formazione e linguaggi artistici, esporranno una campionatura essenziale del loro lavoro, a partire da venerdì 14 dicembre p.v. alle ore 19.30, nello storico Palazzo “Pantaleo” (XVIII sec.) di Taranto.
L’innovazione del passato sarà rappresentato dagli artisti Emanuele De Giorgio (Grottaglie (TA), 1916 – Taranto, 1983) e Alfredo Giusto (Taranto, 1924 – Grottaglie (TA), 2006). L’innovazione del presente da Sarah Ciracì (Grottaglie (TA), 1972) e da Giulio De Mitri (Taranto, 1952).
Le quattro mostre – afferma Giuseppe Vinci, Assessore alla Pubblica Istruzione e ai Beni Culturali della Provincia di Taranto – valorizzano il genius loci, contribuendo al riconoscimento del “capitale umano”, ossia delle capacità e potenzialità delle persone come elemento centrale del progresso sociale e del benessere dei singoli membri della collettività.
“Stratificazioni / opere 1936 – 1981”, è il titolo della mostra personale di Emanuele De Giorgio, presentata in catalogo dal critico Silvano Trevisani, il quale evidenzia l’impegno che ha sempre caratterizzato De Giorgio, pittore e uomo del Sud, intellettuale, anche politicamente impegnato, tenace lottatore, consapevolmente votato a un costante confronto con la marginalità in cui ogni esperienza artistica della sua terra rischiava di precipitare.
“Metafore/ opere 1964 – 2006”, è il titolo della mostra personale di Alfredo Giusto, presentata in catalogo dal critico Antonio Basile, il quale stigmatizza il lavoro di Alfredo Giusto che risente il fascino e l’assurdità di un mondo che vive ai margini della civiltà e ne fa oggetto di denuncia. Un discorso chiaramente polemico, ma lontano da concezioni anarcoidi, giacché non vi è sola denuncia ma anche fiducia che l’umanità possa respingere i miti, le superstizioni, le minacce di ordinamenti in contrasto con la civiltà.
“Kosmos / opere 2004 – 2007”, è il titolo della mostra personale di Sarah Ciracì, presentata in catalogo dal critico Pietro Marino, il quale sottolinea che il lavoro di Sarah Ciracì si iscrive, con forza innovatrice, nel grande e complesso filone di immaginario cosmologico che ha solcato tutta la cultura dei secoli modernisti e innervato molte avanguardie storiche, e affascina molti artisti del tempo postmoderno.
“Energia / opere 2005 – 2007”, è il titolo della mostra personale di Giulio De Mitri, presentata in catalogo dal critico Pietro Marino, il quale evidenzia l’estatico e l’estetico, che l’artista va perseguendo con la reinvenzione di un proprio universo meridiano. Tende a rastremare la cultura di radice simbolista in trasparenze di controllate misure, a dirigere gli impulsi emozionali verso un immaginario mitico con iconografie esatte, e ad usare la tecnologia avanzata dei materiali e delle luci come versione contemporanea di ricerca alchemica.
I quattro artisti nelle specifiche individualità, stigmatizzano un attento ed importante percorso di lavoro, come ben evidenziano i saggi critici dei tre curatori. Dalla pittura (De Giorgio e Giusto), alla fotografia, videoinstallazione e light box (Ciracì e De Mitri).
In occasione dell’evento si terrà, nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, venerdì 14 dicembre alle ore 17, un seminario di studi sul tema “PUGLIA TERRENO FERTILE DI RICERCA” a cui prenderanno parte critici, storici dell’arte ed operatori culturali pugliesi, da Antonio Basile a Valerio Dehò, da Pietro Marino a Luigi Paolo Finizio, da Antonio Noia a Silvano Trevisani. Coordinerà il seminario il giornalista Giuseppe Mazzarino.
Per l’occasione sono stati realizzati, per “I documenti” dell’ARSMAC, quattro cataloghi, contenenti testo critico, apparato iconografico e nota bio-bibliografica sugli artisti.
Le quattro mostre sono patrocinate dagli Assessorati alla Cultura e al Risanamento della Città Vecchia del Comune di Taranto, dalla Camera di Commercio di Taranto, dalla Regione Puglia e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Puglia, e resteranno aperte sino al 23 febbraio 2008 con i seguenti giorni e orari: da lunedì al sabato, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.
Un simpatico “fuori onda” dalla Mostra
In visita alla Mostra
E’ quanto si può scaricare dal Sito Ufficiale della Provincia di Taranto. La Mostra si è poi felicemente conclusa, dopo una proroga alla data prevista, a fine Marzo.
Tratto da: [http://it.wikipedia.org/]
Palazzo Pantaleo
Il Palazzo Pantaleo di Taranto è la sede di rappresentanza del Comune e di alcune collezioni del Museo nazionale archeologico di Taranto nel Borgo Antico della città.
Fu costruito nel 1770 dal barone Francesco Maria Pantaleo, dopo aver demolito quello preesistente acquistato dal Capitolo e Clero di Taranto. Il palazzo si affaccia sul Mar Grande, con l’ingresso principale sulla rampa Pantaleo a cui dà il nome.
Grazie alla sua posizione sulla rada che immette verso il Ponte di Porta Napoli, il barone poté tenere sotto controllo le sue terre e l’imbarco dei prodotti sulle navi in partenza. L’incarico di costuire il palazzo sullo scoglio naturale, fu affidato a Francesco Saverio Miraglia dietro un compenso di 3.150 ducati d’argento, concordando il termine dei lavori entro i due anni successivi. Si utilizzò tutto il materiale ricavabile dal palazzo da demolire e tutto il carparo ricavabile dal banco calcarenitico, solo per il portone e la loggia sovrastante si richiese esplicitamente l’uso di carparo di prima qualità, da cavare altrove e trasportare in loco.
L’edificio presenta un assetto unitario ed è privo di un cortile interno. La facciata principale si presenta con un avancorpo e un ampio portale, dal quale sporge la ringhiera bombata in ferro battuto della loggia sovrastante. Sono ancora visibili al piano terra un androne voltato ricco di profilature che ornano la torre merlata ed il leone dello stemma di famiglia, le stalle perfettamente conservate, la rimessa per le carrozze, nonché un ampio locale di servizio con ingresso indipendente su vico Civico.
Al mezzo piano ci sono invece gli appartamenti della servitù e la grande cucina con le maioliche originali bianche e azzurre. Una scala monumentale a doppia rampa conduce al primo piano nobile, dove si possono ammirare gli ambienti di rappresentanza con i soffitti dipinti da Domenico Antonio Carella nel 1773, rappresentanti scene tratte dall’Eneide e dall’Iliade. Queste opere furono pagate con 235 ducati d’argento più grano, olio e formaggio. Attraverso un’altra scala infine, si può raggiungere il secondo piano, dove si trovano altre camere con i soffitti dipinti su carta fissata a controsoffittature in legno.
Tratto da: [http://it.wikipedia.org/]

















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